A confermare la decisione di Svilar è stato il padre Ratko, interpellato dal quotidiano serbo Kurir:
"Ho sempre convinto Milet ad accettare la chiamata della Serbia e a giocare per noi. Lui però è nato in Belgio, ha giocato con la maggior parte dei ragazzi che adesso giocano per la Nazionale nelle selezioni giovanili. Ma non so davvero cosa sia successo stamattina.
Mile non era scontento nella Serbia, era scontento al Benfica quando non giocava. Era semplicemente una decisione del ct e lui non si è mai intromesso, stava a lui allenarsi ancora meglio. Ho fatto anch'io il portiere e so che quando mi mette in panchina un allenatore può spiegarmi e giustificare la sua decisione, ma io non sono mai intervenuto. Ho difeso la Nazionale e pensavo che avrei dovuto giocare molto di più, ma quando la decisione spetta all'allenatore cosa devo fare? Un giocatore può protestare quanto vuole, ma la decisione finale spetta sempre all'allenatore. Se fossi io l'allenatore Mile avrebbe già giocato 150 partite in non so quale prima squadra.
Mile è molto obiettivo: fino a quando non ha iniziato a giocare con la Roma nessuno parlava di lui. Non si è arrabbiato né si è sentito in colpa quando Pixie non lo ha convocato, perché lui stesso ha detto che se non giocava a Roma, non poteva difendere i pali della Nazionale. La Serbia ha dei portieri davvero eccellenti. Vanja gioca a Torino, Rajkovic è ottimo in Spagna e ora c'è Petrovic al Chelsea, davvero grandioso. Non si è mai arrabbiato, ha pure giustificato la scelta dell'allenatore di non chiamarlo, perché nel proprio club non giocava. Qualunque cosa decida è una sua scelta, è giovane, ha 24 anni. Ho sempre desiderato che giocasse per la Serbia e che fosse il portiere titolare. Ma beh, così è la vita, a volte funziona, a volte no".