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Barella Lautaro MartinezGetty Images

Sucic convince, Thuram e Pio Esposito pure: chi fa spazio a Barella e Lautaro nell'Inter anti Bruges?

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Pronosticare una prestazione del genere, alla vigilia, non era un esercizio così semplice. Intanto perché l'Inter aveva abituato tutti a soffrire, ad andare in doppio svantaggio. E poi per la formazione messa in campo da Cristian Chivu.

Contro il Parma, nella gara che ha segnato il ritorno dalla sosta, i nerazzurri sono stati rivoluzionati dal loro allenatore. Eppure hanno vinto in scioltezza, chiudendo ampiamente i conti già prima dell'intervallo: Sucic ha sbloccato il punteggio, Calhanoglu ha raddoppiato su rigore, Thuram ha firmato il tris. Tutto troppo facile.

Solo che Chivu, ora, si ritrova a fare i conti con un bel dilemma. Dolce, ma pur sempre un dilemma. Specialmente in mezzo al campo e in attacco, due reparti che diverse soluzioni le stanno offrendo.


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  • Sucic Inter ParmaGetty Images

    SUCIC RISPONDE PRESENTE, L'ATTACCO VA

    Sotto la lente d'ingrandimento c'era soprattutto Petar Sucic. Durante la settimana il croato aveva rilasciato una dichiarazione sullo scarso minutaggio, e si sa che in questi casi ognuno tende a interpretare un po' come vuole.

    Alla fine ha parlato il campo. Sucic è tornato titolare dopo un mese dall'ultima volta e in mezzo al campo si è fatto sentire eccome. Segnando, intanto, con quel pallone rubato a Keita prima di scagliarlo con il sinistro sotto la traversa. E poi facendo molto altro, non solo in termini qualitativi: il croato è il giocatore che più chilometri (circa 12) ha percorso durante i 90 minuti più recuperi di sabato.

    Ma se Sucic ha risposto presente in mezzo al campo, dando finalmente ragione alla scelta di Chivu di schierarlo dall'inizio, una menzione particolare va anche all'attacco. E a Marcus Thuram, senza pietà nel trafiggere la squadra della città in cui è nato. Si è dimostrato in formissima, il francese, che ha potuto lavorare ad Appiano Gentile dopo la mancata convocazione di Zidane.

    Però Pio Esposito, l'altro titolare dell'attacco dell'Inter contro il Parma, in Nazionale c'è andato. E ha giocato parecchio: tre volte dall'inizio, un'altra a gara in corso. Eppure Pio, pur non segnando, ha fatto una serie impressionante di cose utili per i compagni. Senza dimenticare il rigore del 2-0 che lui stesso si è guadagnato.

  • TORNANO BARELLA E LAUTARO

    A guardare i compagni giocare, seduti in panchina, c'erano diversi big: Manuel Akanji, Alessandro Bastoni, Nicolò Barella, perfino il capitano Lautaro Martinez. Tutti risparmiati da Chivu.

    Il quartetto ha vissuto un tardo pomeriggio di vacanza, o quasi. Solo Lautaro ha messo minuti nelle gambe, entrando a una mezzoretta dalla fine al posto di Thuram. Per quanto riguarda gli altri tre, sono rimasti a fare gli spettatori. Divertendosi pure, come quando Chivu ha preso a calci una bottiglietta dopo un rinvio sbagliato da Martinez.

    Se Akanji è destinato a tornare al centro della difesa e Bastoni a rimpiazzare Carlos Augusto contro il Bruges, anche Barella e Lautaro si scaldano: gli zero minuti dell'italiano suggeriscono che martedì toccherà a lui, mentre è impensabile una seconda panchina consecutiva dell'argentino, considerando anche l'importanza di una partita che l'Inter dovrà vincere sì o sì, dopo aver perso all'esordio contro il Real Madrid.

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  • CHI FA SPAZIO IN MEZZO E IN ATTACCO?

    Il dilemma di Chivu, fermo restando che l'allenatore romeno avrà di fronte a sé altri tre giorni prima di decidere la formazione migliore da opporre al Bruges, è proprio questo: e ora chi farà spazio ai rientranti Barella e Lautaro?

    In mezzo al campo il prescelto per tornare in panchina sarà presumibilmente Henrikh Mkhitaryan, anche lui positivo col Parma e addirittura vicino a una prodezza in rovesciata, ma pur sempre l'ultima scelta del reparto.

    E Piotr Zielinski? Nemmeno lui è stato inserito col Parma, segno che contro il Bruges potrebbe toccare al polacco. Magari nel ruolo di regista al posto di Calhanoglu, che sabato è tornato dall'infortunio e in panchina è stato visto con una borsa del ghiaccio su un ginocchio. Anche se Chivu, dopo la partita, ha spiegato che "non ha niente, sta bene".

    In attacco, altri bei dubbi. Lì l'ultima scelta è Bonny, che andrà in panchina anche col Bruges. Lautaro a meno di sorprese tornerà titolare, come detto. E accanto a lui sfilerà uno tra Esposito e Thuram, senza che al momento ci sia un favorito: è 50 e 50, si potrebbe dire.

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  • Chivu InterGetty Images

    CHIVU GONGOLA

    In ogni caso sa bene, Chivu, come nessuno in Italia possa vantare la stessa profondità di rosa che ha la propria squadra. I tempi ad esempio in cui le seconde linee erano Arnautovic, Correa e Taremi, tutti deludenti, appaiono lontanissimi.

    Lui stesso, parlando a DAZN dopo la partita contro il Parma, ha posto l'attenzione anche sulla capacità dell'Inter di tornare ai massimi livelli pur con una formazione molto diversa da quella base.

    “Era un'incognita, dopo tre settimane di sosta non sapevamo come si sarebbero comportati i ragazzi. Però hanno lavorato bene, hanno avuto entusiasmo in allenamento. Sono contento dell'energia e della qualità che abbiamo messo, del fatto che ci siamo adattati velocemente all'avversario. Mi fa piacere aver messo in campo tanti giocatori un po' indietro nel minutaggio. E abbiamo fatto riposare quelli che in Nazionale hanno dato tanto".

    Col Bruges, come detto, tutto cambierà. Si gioca per la Champions League, non per la Serie A. E contro un avversario che - Tresoldi e l'ex Sommer in primis - va rispettato. Per questo Chivu cambierà di nuovo, com'è nella logica delle cose. E per questo avrà il compito di decidere chi confermare dopo sabato e chi no.

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