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Isco Real SivigliaGetty/GOAL

Stella del Real e della Spagna, poi l'oblio: che fine ha fatto Isco?

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Per quasi un decennio è stato uno dei talenti di maggiore spessore proposti dal calcio spagnolo. Uno di quelli che non possono lasciare indifferenti.

Ruolo trequartista, cifra tecnica abbondantemente sopra la media e una lista sconfinata di squadre disposte a fare ponti d'oro per assicurarsi le prestazioni di un calciatore di tale caratura.

Alzi la mano chi non ha mai provato una forte attrazione calcistica nei confronti di Francisco Román Alarcón Suárez, o più semplicemente Isco.

Uno abituato a ricoprire il ruolo di protagonista, a essere al centro della scena come spetta soltanto ai grandi che hanno scritto la storia di questo sport.

Quando tutto sembrava ormai apparecchiato per fare sì che Isco diventasse il simbolo del Real e della Spagna, qualcosa però si è irrimediabilmente inceppato, mutando l'evolversi degli eventi.

Una svolta inattesa all'interno di una trama che sembrava ormai delineata, di quelle di cui tutti conoscono già il finale. E invece no. La stella di Isco si è eclissata e il futuro, ad oggi, è un grosso punto interrogativo.

  • GLI ANNI D'ORO AL REAL MADRID

    Lanciato dal Valencia, ma successivamente esploso con il Malaga, Isco ha firmato con il Real Madrid nell'estate del 2013 - quando era considerato il giocatore più promettente del calcio spagnolo - proponendosi da subito come il nuovo e scintillante gioiello destinato ad illuminare la scena iberica.

    Quello di Isco a Madrid altro non è che il primo colpo dell'era Ancelotti e, numeri alla mano, si tratta di una scommessa assolutamente. Il classe 1992 si rivela una risorsa preziosissima all'interno dell'impianto tattico dei Blancos e il suo apporto diventerà un fattore determinante nella storia recente del Real.

    Sia il tecnico di Reggiolo che Zinedine Zidane negli anni a venire, lo impiegano spesso a volentieri a gara in corso, puntando sulla sua qualità e sull'abilità di 'spaccare' le partite, da sempre pezzi forti del suo repertorio.

    Morale della favola, nel giro di cinque anni Isco vince 4 Champions League (di cui 3 consecutive), una Liga, una Copa del Rey, una Supercoppa spagnola, 3 Supercoppe europee e 4 Mondiali per Club, esaltando un bagaglio di qualità di primissima fascia.

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  • I MONDIALI IN RUSSIA E L'INIZIO DEL DECLINO

    Le prestazioni e la crescita esponenziale con il Real Madrid hanno fatto da solidi presupposti per il suo ingresso nel giro della Nazionale. Le prime apparizioni con Del Bosque, infatti, hanno preceduto la consacrazione avvenuta sotto la guida di Lopetegui.

    L'attuale allenatore del Wolverhampton ha sempre nutrito grande stima in lui, al punto da farne uno dei perni della sua squadra in vista dei Mondiali da disputare in Russia nell'estate del 2018.

    Quella rassegna, però, si rivelerà un fallimento totale: Lopetegui lasciò la panchina ad una manciata di mesi dal torneo con le Furie Rosse guidate da Hierro che uscirono di scena, mestamente, dopo la fase a gironi.

    Isco e Lopetegui si sono poi ritrovati al Real Madrid all'imbocco della stagione 2018/19, la prima senza Cristiano Ronaldo e dopo la chiusura del (primo) ciclo Zidane. Un idillio che prosegue? Decisamente no, perché l'ex ct viene licenziato dopo appena 3 mesi, lasciando spazio a Santiago Solari, chiamato a ricomporre i cocci di una stagione complicatissima, ma c'è un problema: il nuovo allenatore non usa il trequartista e i margini per Isco si riducono clamorosamente.

    I rapporti con l'ex Inter sono tutt'altro che distesi e vanno di pari passo con lo scarso impiego del fantasista spagnolo, ma dopo la clamorosa debacle in Champions contro l'Ajax, a pagare per tutti è proprio tecnico argentino.

    Il ritorno di Zidane nel mese di marzo sembra infatti il classico raggio di sole chiamato a squarciare le nubi e Isco ritrova la serenità perduta tornando a rivestire un ruolo di primaria importanza nell'impianto di gioco di 'Zizou'. Ma sarà soltanto un fuoco di paglia.

    Nelle due stagioni successive, Isco continua a difettare dal punto di vista fisico e il ragazzo di Benalmadena precipita nelle gerarchie dell'allenatore chiamato ad esaltarlo. Il numero di presenze continua a scendere in maniera inesorabile, anche quando sulla panchina del Madrid si registra un altro grande e gradito ritorno, quello di Ancelotti.

    In bacheca finiscono altri due campionati e una Champions League, la quinta della sua carriera, ma di quell'Isco che dopo l'addio di CR7 avrebbe dovuto prendere letteralmente per mano il Real Madrid non vi è più traccia. Al termine della stagione le strade si separano dopo la naturale scadenza del contratto. Dopo 9 anni, Isco sveste la camiseta blanca. Sipario.

    "Il Real Madrid desidera esprimere la sua gratitudine e il suo affetto a Francisco Alarcón 'Isco', che in questi nove anni è riuscito a diventare una leggenda del nostro club.

    È arrivato al Real Madrid quando aveva solo 21 anni e durante questo periodo ha vissuto un'epoca che rimarrà nella memoria di tutti i tifosi. Isco ha vinto 19 titoli: 5 Coppe dei Campioni, 4 Mondiali per club, 3 Supercoppe Europee, 3 campionati, 1 Copa del Rey e 3 Supercoppe di Spagna. Inoltre, è stato nominato miglior giocatore della finale di Supercoppa Europea 2017.

    Il suo calcio ha lasciato il segno in tutti i madridisti che hanno condiviso con lui questa lunga strada, ricca di successi e grandi momenti indimenticabili. Il Real Madrid è e sarà sempre la sua casa e augura a lui e a tutta la sua famiglia buona fortuna".

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  • LA PARENTESI FLOP AL SIVIGLIA

    Il 7 agosto 2022, Isco allontana ufficialmente le suggestioni di una nuova avventura all'estero, scegliendo di rimanere in Liga. Niente suggestione Serie A, dove è stato spesso accostato alle nostre squadre, e nemmeno sbarco in Premier League: il classe 1992 firma con il Siviglia. Un accordo sul quale pesa come un macigno la presenza in panchina del suo mentore Lopetegui.

    Eppure, anche questa volta, i due sono costretti a salutarsi dopo dopo pochissimo tempo: l'avvio pieno zeppo di difficoltà, che relega il club andaluso nei bassifondi, costa carissimo al tecnico spagnolo viene esonerato a ottobre dopo la sconfitta in Champions contro il Borussia Dortmund.

    Al Siviglia arriva quindi Sampaoli, ma il feeling non sboccia e il copione si ripete: Isco perde posizioni nel progetto tattico dell'allenatore argentino e l'accesa lite con il ds Monchi riduce ai minimi termini un amore mai realmente sbocciato tra l'ex Real e il Siviglia.

    Morale della favola, il 21 dicembre cala già il sipario dopo appena 19 partite ufficiali: "Il Siviglia ha raggiunto un accordo con Isco Alarcón per rescindere il suo contratto. Il centrocampista si è unito al club la scorsa estate a titolo gratuito dopo il suo periodo al Real Madrid. Isco ha collezionato 19 presenze con il Sevilla FC, di cui 12 nella Liga Santander, sei in UEFA Champions League e una in Copa del Rey. Il suo unico gol è arrivato contro l'FC Copenhagen, mentre ha anche aggiunto tre assist. Il club augura a Isco buona fortuna per il futuro".

  • L'INCREDIBILE TRATTATIVA SALTATA CON L'UNION BERLINO

    All'imbocco dell'anno nuovo, Isco si ritrova al punto di partenza, ovvero senza squadra con la sessione invernale di calcio mercato che volge ormai verso le battute conclusive.

    Nelle ultime e frenetiche ore di trattative, alla porta di casa Isco, si materializza l'Union Berlino, rivelazione della Bundesliga e desideroso di regalare ai propri tifosi un colpo ad effetto.

    La trattativa si perfeziona nel giro di pochissimo tempo, al punto che lo spagnolo si sottopone prontamente alle visite mediche, ma quando tutto sembra convergere verso la firma, arriva l'inaspettato ed incredibile dietrofront.

    L'entourage di Isco, realizza che l'ingaggio proposto dai tedeschi è calcolato sul lordo, mentre i rappresentati dello spagnolo pensano che la cifra proposta (per un anno e mezzo di contratto) sia relativo all'ingaggio netto che avrebbe guadagnato in quel di Berlino.

    Un misunderstanding che vanifica quanto costruito nei giorni precedenti. Isco chiede uno sforzo ulteriore all'Union che, in realtà, si è già spinto al limite delle proprie possibilità salariali. In conclusione non se ne fa più nulla e il calciatore iberico rimane ancora una volta senza squadra.

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  • SVINCOLATO A 31 ANNI: IL FUTURO E' UN REBUS

    A 31 anni Isco si ritrova svincolato da ormai quattro mesi e addirittura da quattro anniha perso anche la Nazionale che non lo convoca dal 2019.

    Uno scenario che soltanto pochi anni fa avrebbe fatto sorridere soltanto ad immaginarlo, specialmente se si fa riferimento ad un calciatore che con la maglia del Real Madrid ha giocato 353 partite, vincendo qualcosa come 19 trofei.

    Numeri di un talento che sembrava destinato a scrivere ulteriori pagini indelebili, sia con il Real che con la Spagna. Le due squadre che l'hanno reso uno dei pezzi più pregiati del panorama internazionale. Due squadre diventate ormai soltanto uno sbiadito ricordo.

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