C'è poi un altro aspetto da ricordare: nei mesi migliori del Napoli, quelli in cui la squadra di Conte aveva preso il volo portandosi in testa al campionato e in rosa c'era ancora Kvaratskhelia, il tecnico non ha mai preso in considerazione Raspadori per la sostituzione del georgiano.
Jack ha giocato pochissimo nella prima parte della stagione e spesso lo ha fatto fuori ruolo. Come quando l'allenatore lo ha schierato nell'inedita posizione di mezzala, con licenza di accentrarsi sulla trequarti. È accaduto ad esempio contro la Lazio in Coppa Italia, con risultati negativi. Contro il Venezia, al Maradona, Raspadori ha preso il posto di Anguissa e alla fine ha trovato il guizzo della vittoria.
“Ce lo stiamo inventando come scelta, ci sto lavorando come interno di centrocampo - ha spiegato Conte dopo quella partita - penso che aggiungere qualità durante alcune partite come oggi possa rappresentare per noi una opzione davvero importante. Ci dà qualità e gol di cui abbiamo bisogno. Servono goal per vincere le partite, questa squadra non fa tanti goal nei singoli giocatori nelle loro carriere. Per questo dobbiamo esser bravi a trovare soluzioni, quella di Jack la approfondiremo sempre di più come soluzione. Anche perché Raspadori si sente totalmente in questo tipo di ruolo, ovviamente diventi più offensivo con Jack, Politano, Neres e Lukaku. Aggiungi qualità".
L'esperimento, in realtà, non è stato praticamente più riproposto. Un po' perché Raspadori è di fatto una seconda punta, e molto perché è in quella zona di campo che ha trovato spazio nelle settimane in cui Conte ha rispolverato il 3-5-2.