La Lazio continua a rinforzare la sua candidatura per un posto nella prossima Champions League: secondo posto rinsaldato dai biancocelesti, che escono alla grande dal confronto con lo Spezia e sembrano potersi tirare fuori dalla bagarre che coinvolge le altre concorrenti, tra cui le due milanesi e i rivali cittadini della Roma.
Eppure per Sarri è subito tutto in salita: nel riscaldamento si fa male Casale, sostituito all'ultimo da Patric. Nemmeno l'avvio di partita sorride all'Aquila, travolta dalla voglia di far bene dei liguri: Bourabia spaventa l'ex Provedel con un tiro ravvicinato che si stampa sulla traversa, mentre Nzola si divora un goal già fatto schiacciando di testa a terra ma senza inquadrare la porta.
La Lazio cerca di riordinare le idee e, dopo aver rischiato di perdere Zaccagni per infortunio, trova l'episodio che sblocca l'impasse: Irrati assegna un calcio di rigore trasformato da Immobile, pericoloso qualche minuto prima con un tocco inibito in uscita da Dragowski.
Guidata dall'estro del centrocampo, la Lazio alza i giri del motore fino a mettere alle corde la squadra di Semplici: l'azione del raddoppio è di rara bellezza, finalizzata dalla potenza di Felipe Anderson che scaraventa di forza in rete il pallone.
Provedel si iscrive alla partita con un grande intervento a mano aperta su Ekdal, imitato da Dragowski che si supera sul rasoterra piazzato di Felipe Anderson. Nel finale Sarri inserisce Marcos Antonio in una prova generale per Lazio-Torino, visto che Cataldi sarà squalificato: il brasiliano risponde presente con il primo goal italiano, su azione di ripartenza con lo Spezia completamente sbilanciato in avanti e ridotto in dieci a causa del secondo giallo mostrato ad Ampadu.
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