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Spalletti Gran Galà del CalcioGetty Images

Spalletti sprona i giovani: "Dopo la Primavera vadano a giocare all'estero"

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Alla cerimonia del Gran Galà del Calcio parla Luciano Spalletti. Ovvero il miglior allenatore dello scorso campionato di Serie A, vinto trionfalmente alla guida del Napoli.

Il commissario tecnico dell'Italia, una volta ricevuto il riconoscimento, ha raggiunto la postazione di Sky e ha affrontato diversi temi: tra questi, naturalmente, anche l'azzurro.

Di seguito le parole di Spalletti.

  • "SON SEMPRE STATO SULLE SCATOLE"

    "Non tutti hanno chiara l'importanza di vestire la maglia della Nazionale. Qualcuno viene attratto anche da altre cose. Il club va bene, ma la maglia della Nazionale ti rimane addosso.

    Io mi sono fatto tutta la strada, nessuno mi ha regalato nulla. Son sempre stato sulle scatole ai giornalisti e un po' mi divertivo anche".

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  • "I GIOVANI VADANO ALL'ESTERO"

    "La difficoltà in Italia è che nessun giovane, dopo la Primavera, va a farsi un po' di carattere all'estero, senza scendere di categoria. Qui dopo la Primavera o vanno nelle categorie inferiori o si accomodano tranquilli sul divano della panchina, col procuratore tranquillo che può andare a fare gli aperitivi.

    Stanno là, nella camerina, pensano all'allenamento del giorno dopo. Mentre in Italia è pieno di giocatori che vengono dall'estero, non c'è un italiano che giochi in A in un campionato straniero".

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  • GLI ATTACCANTI DELL'ITALIA

    "Abbiamo Raspadori, Scamacca che ha buone potenzialità come Retegui e Kean. C'è da vedere come va Immobile. Se ci fosse un giovane che spinge, poi quello davanti se ha 34-35 anni deve fare posto. Lucca? Ha qualità incredibili, è fisico, veloce, fortissimo di testa: deve farlo vedere con continuità".

  • "NON PUNTO LA PISTOLA A NESSUNO"

    "Io ho telefonato a tutti e vado a vedere tutti. Se uno mi telefona e mi dice che un calciatore ha un problema, lo rimandiamo indietro: non gli punto la pistola per venire in Nazionale. Ne troviamo altri".

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