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Spalletti CalafioriGetty Images

Spalletti: "Gravina e De Laurentiis come il giorno e la notte, Calafiori pronto per la Nazionale"

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L'anno che verrà dovrà essere quello del riscatto. Ovvero, nel caso dell'Italia e di Luciano Spalletti, far bene agli Europei che si svolgeranno in Germania, provando così a far dimenticare le delusioni dei due Mondiali di fila mancati.

Intanto, il 2023 si è concluso nel modo più sereno. Perché qualificarsi, dopo quel che era successo negli anni precedenti, non era scontato. Ma la Nazionale e il proprio ct, intervenuto in corso d'opera al posto di Roberto Mancini, ce l'hanno fatta.

Proprio di questo, ma anche di tanto altro, ha parlato Spalletti in un'intervista a 'Un anno di sport', andata in onda sulla Rai nella serata di lunedì.

  • "CALAFIORI PRONTO PER LA NAZIONALE"

    "ll mio ruolo è quello del rabdomante. Devo osservare, scoprire ciò che può far esultare la gente. Ci sono Kayode, Ranieri, Koleosho, Casadei. Li avevamo nel mirino da un po'. Poi Bove, ormai una certezza. L'atteggiamento di Lucca nell'ultimo periodo mi è piaciuto, poi Prati, Calafiori che è una certezza sia a sinistra che al centro della difesa: è pronto per la Nazionale".

  • GLI EUROPEI

    "La qualificazione in Germania è come una voce dal fondo del pozzo in cui eravamo caduti. Abbiamo urlato al mondo che ci siamo, che siamo più vivi che mai. In Germania potremo provare a difendere il titolo del 2021, anche se c'è ancora tanto lavoro da fare".

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  • GRAVINA E DE LAURENTIIS

    "Sono come il giorno e la notte: uno è un imprenditore, l'altro è da sempre un uomo di calcio. Hanno approcci diversi, è giusto. Ma sono entrambi presidenti vincenti, è innegabile.

    Gravina mi ha messo da sempre a mio agio, mi ha trasmesso stima e i valori del calcio italiano. Si può investire nei club, ma senza la Nazionale non si attira l'attenzione mondiale, per cui è interesse di tutti vendere al meglio il nostro calcio".

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  • SPALLETTI CONTRO LA SUPERLEGA

    "Stiamo perdendo lo stupore di Davide che batte Golia. I buoni odori e sapori di un tempo, della terra, della tradizione. Come se il domani dovesse essere scritto dalle regole dei potenti. Qualcuno ci vuole imporre l'unico calcio da guardare, ma finché ci saranno un pallone e due porte la gente sceglierà il calcio che più la appassiona".

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