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Juventus FC v Cagliari Calcio - Serie AGetty Images Sport

Spalletti alla vigilia di Juventus-Udinese di Coppa Italia: "Vlahovic per me starà fuori due o tre mesi. Yildiz può giocare da attaccante, ha le caratteristiche giuste"

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Dopo il successo in campionato in rimonta contro il Cagliari, la Juventus torna in campo. La squadra bianconera debutta in questa edizione di Coppa Italia e sfida l’Udinese all’Allianz Stadium nel match valido per gli ottavi di finale.

Un altro test importante per la Vecchia Signora, chiamata a superare l’ostacolo Udinese: in questa edizione gli uomini di Runjaic hanno superato Carrarese e Palermo nei turni precedenti.

Alla vigilia del match, Luciano Spalletti interviene in conferenza stampa per presentare la sfida di Coppa Italia e trattare i temi caldi in casa bianconera, dall’infortunio di Vlahovic alle possibili scelte di formazione.

  • UN PENSIERO PER PIETRANGELI: "CI HA INSEGNATO A VINCERE CON ELEGANZA"

    "Io partirei da salutare Nicola Pietrangeli. È stato un campione che ci ha insegnato a vincere con eleganza, passione e sacrificio, attraverso la sua qualità. Ci siamo ritrovati un livello top di tennis attuale. A me piaceva giocare a tennis e lo guardavo con occhi particolari, mi fa piacere ricordarlo.”

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  • "PER ME VLAHOVIC STARÀ FUORI 2-3 MESI"

    "Vlahovic? Sui tempi precisi ve lo diranno i medici, è meglio parlare con loro. Io ripeto che, per me, almeno 2-3 mesi starà fuori, poi il medico sarà più preciso. Il calcio è come un pallone che gira e che ruzzola occasioni di continuo. Nel suo rotolarsi, il pallone mette a disposizione occasioni. Tutto sta nel saperle cogliere. Preferivo averlo a disposizione, perché era molto concentrato nel far bene, l’ho visto dentro la squadra”

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  • "C'È UN PUBBLICO DAL PALATO FINE, VOGLIONO SIA LA VITTORIA CHE IL BEL GIOCO"

    "Coppa Italia obiettivo? Lei (riferito al giornalista, ndr) ci ha svelato un segreto, ora lo sanno tutti. Se si teneva tra di noi magari… Gli altri cosa pensano di fare? La stessa cosa che dice lei. Anche le altre squadre hanno poche partite per vincere questa competizione. Bisogna vincere partite importanti e c’è il rischio di affaticare gli stessi giocatori. Poi vincere aiuta a vincere, sempre gli stessi discorsi. Bisogna essere belli e vincenti. Possibilmente anche belli. Anche qui sembra che ci sia un pubblico dal palato fine. L’altra sera sono rientrato negli spogliatoi e mi sono divertito a fare un po’ di casino coi calciatori, perché vincere non basta. C’è questa esigenza di giocare bene ed essere belli. Cercheremo di fare tutti e due, ma intanto pensiamo a vincere le partite. Poi aggiungeremo dell’altro. Domani faremo una formazione per vincere la partita, non per essere compresi. Sarà una partita difficilissima. Avete visto poche settimane fa, che i nostri giocatori sono stati bravissimi a portarla a casa.”

  • "MIRETTI È UN PROFESSIONISTA ECCEZIONALE"

    "Miretti? È un calciatore che sa fare molte cose. Prima di tutto è un professionista eccezionale, è una persona seria. Si può già parlare di parlare di persona e non ragazzo, perché è già grande di testa. Ha i tempi delle giocate e del calcio, perché poi bisogna essere bravi quando tenere un tocco in più la palla e quando levarsela dai piedi. E poi ha la personalità di andare a creare l’imprevisto dal previsto. Quello bravo è quello che sa creare imprevisti e lui lo sa fare. È dentro quella che è la soluzione del regista che ogni tanto inventa qualche cosa. Sicuramente gli ha fatto bene giocare in ruolo diverso quando è andato in prestito, vedendo il calcio da una prospettiva diversa. Penso che il suo ruolo sia mediano o centrocampista, ma sa adattarsi da tutte le parti ed è un aiuto in più.”

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  • "ZHEGROVA LO VEDO MEGLIO A GARA IN CORSO, JOAO MARIO PRIMA O POI AVRÀ SPAZIO"

    "Zhegrova e Joao Mario? È da un po’ che non si utilizzano. Zhegrova arriva da un infortunio lungo, è una miccia accesa. Quando parte ti può esplodere da un momento all’altro. Ha l’estro di uno che non sai cosa ti tira fuori da un momento all’altro. Spesso si va a parlare di questo calcio rispetto a quello di un passato dicendo che i 10 sono scomparsi, perché la maggior parte delle squadre va nell’uno contro uno puntando sulla velocità dei propri giocatori. Zhegrova è bravissimo negli ultimi 20 metri, ha difficoltà quando c’è da correre. Ha una condizione fisica ancora ridotta, per questo lo vedo ancora da partita in corso. Joao Mario è un giocatore tecnico e bravo, che sa scegliere e sa entrare in confidenza con la squadra. Un po’ meno la fisicità e la struttura da centometrista, voglio conoscerlo fino in fondo. Prima o poi gli darò spazio.”

  • "DAVID E OPENDA POSSONO GIOCARE INSIEME"

    "David e Openda? Spero sfruttino l’occasione innanzitutto. Sono due calciatori differenti, quindi possono giocare insieme. A calcio possono giocare anche sette o otto giocatori uguali. Gli attaccanti hanno caratteristiche differenti, per cui possono giocare insieme. È già capitato di vederli insieme, sono due giocatori che si abbinano bene. Bisogna ragionare nei 90 minuti, se avere uno a disposizione che ti da una forza fresca oppure no.”

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  • "DI GREGORIO PER ME È IL TITOLARE. DOMANI PERIN NON CI SARÀ"

    "Gestione portiere? Per me è facile. Io devo essere aperto a sentire e vedere cosa succede giorno dopo giorno in campo, però Di Gregorio per me è il titolare. Poi è chiaro che continuo ad ascoltare quelle che sono le belle parate che si fanno negli altri portieri. Perin è importante anche come uomo spogliatoio, perché ha personalità, è un influencer dello spogliatoio. Uno che parla e che si fa sentire. Però mi sento di dire a Di Gregorio che lui per me è il titolare. Poi mi piace avere un Mattia (Perin) come collaboratore.” Aggiunge poi: “Perin domani non c’è. Gli è avvenuto un affaticamento. Niente di che, ma lo lasciamo a casa”.

  • "VEDO MARGINI DI MIGLIORAMENTO: SONO FIDUCIOSO"

    "Cosa manca per essere belli? Non lo so. Vedo che si sta progredendo. L’altra sera, al di là del fatto che ci sono momenti all’interno della partita che durano una settimana e altri che passano in un attimo, ho visto delle belle cose. Al goal di Yildiz la palla si è mossa bene. Sul finale ci è venuta un po’ d’ansia. Conquistavamo palla e di colpo ce l’avevano loro. E mi dicevo ‘ma come?’. Sembrava che la palla non la si volesse. Bisogna migliorare, si lavora per quello. Ma vedo grandissima disponibilità, vedo girare meglio la palla e sono fiducioso.”

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  • "KOOPMEINERS HA SPESSORE INTERNAZIONALE"

    "Koopmeiners? È uno che conosco molto bene perché l’avevo seguito, se avessi avuto un presidente che me lo regalava l’avrei preso, ma costava tanto… È uno che sa stare da tutte le parti. Quello che diventa importante nel mio lavoro è tentare di vedere le cose o di ascoltarle nei panni con cui vai a parlare. È un buon punto di partenza e se vai a parlare con lui, sebbene abbia segnato tanto con l’Atalanta, preferisce iniziare l’azione e vedere la squadra avversaria in faccia. Metterlo come centrale di difesa era per aumentare la qualità in costruzione. Ha dimostrato di saper difendere nell’uno contro uno e anche a correre dietro all’avversario, poi ha un buon lancio, ha personalità, ha spessore internazionale. Quando tira in porta lui ha un’idea di dove finirà la palla. La gara di Coppa Italia può essere un’occasione per farlo giocare nuovamente a centrocampo.”

  • "YILDIZ PUÒ GIOCARE COME PUNTA"

    "Yildiz come centravanti? Sì, può giocare da terminale offensivo, perché quelli che hanno questa qualità qui se li avvicini al pollaio poi diventa più facile. C’è un margine maggiore da esterno perché ha grande qualità, ma quando hanno palla gli altri il terzino avversario lo costringe a sacrificarsi. Perché nel calcio d’oggi è così. Giocando punta, invece, è più difficile che debba rincorrere un centrale. Da ala gli si fa spendere più energia e corsa in fase difensiva, mentre da punta può spenderle soltanto per puntare gli avversari.”  

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