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Matias Soulé RomaGetty Images

Le confessioni di Soulé: "Ho detto no a Spalletti per l'Argentina, a gennaio volevo lasciare la Roma"

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Da gennaio a maggio, il 2024/2025 ha offerto un altro Matias Soulé.

Il fantasista argentino, reduce da un impatto sbiadito col mondo Roma, grazie all'arrivo di Ranieri si è rigenerato prendendosi la Lupa. Momenti complicati quelli vissuti inizialmente nella Capitale, preceduti dal rifiuto ad indossare la maglia dell'Italia in qualità di oriundo. Nulla contro il nostro azzurro, bensì la voglia di misurarsi con l'Albiceleste da cui Mati è ancora in attesa di una chiamata.

Queste le parole rilasciate dall'ex Juve al canale YouTube Los Edul di Gaston, dove ha parlato anche di Madama e dell'annata agrodolce di Frosinone.

  • "SPALLETTI MI VOLEVA"

    "Mi voleva Spalletti, ma non potevo tradire l’Argentina - ha raccontato, come riporta la 'Gazzetta dello Sport', Soulé - All’epoca giocavo al Frosinone e il mio allenatore (Di Francesco, ndr) conosceva bene l’ex ct".

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  • "C'ERA EURO 2024..."

    "Ero rimasto a dormire a casa di Dybala a Roma, quando mi arrivò un messaggio dal mister. 'Mati, tutto bene? Ti chiamerà Spalletti per convocarti'. E in effetti mi chiamò, mi fece i complimenti perché stavo andando molto bene e disse che mi avrebbe voluto in Nazionale perché sapeva che avevo il passaporto italiano".

    "Venne anche al nostro centro sportivo per incontrarmi, a Frosinone, per dirmi che mi voleva e che dovevo prendere una decisione, di lì a poco ci sarebbe stato l'Europeo".

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  • "LA MIA PRIORITÀ ERA L'ARGENTINA"

    "Ci avevo già parlato prima, poi quando venne in persona, e non me lo aspettavo, gli dissi che avrei aspettato l'Argentina. Accettare sarebbe stata la scelta più facile, ma gli dissi che la mia priorità era l'Argentina e che avrei aspettato. Lui fu comprensivo. Ora sono in attesa della chiamata dell'Argentina. So che c'è tanta concorrenza, ma continuo a lavorare. È il sogno di ogni bambino, non smetterò di sperarci".

  • "A GENNAIO VOLEVO LASCIARE LA ROMA"

    "So che sono giovane, ma ovviamente tutti vogliono giocare. Quando sono arrivato non stavo giocando molto e volevo andare via. Non ero felice. Poi è arrivato Ranieri e tutto è cambiato. Mi ha detto di rimanere che avrei avuto le mie chance ed è andata proprio così".

    "Roma è bellissima. C'è molta storia. Calcisticamente siamo partiti male, ma poi ci siamo risollevati. L'arrivo di Ranieri ci ha tranquillizzato, abbiamo conquistato abbastanza punti e ci siamo rialzati ora sono ansioso di conoscere Gasperini".

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  • LA JUVENTUS, DYBALA E CR7

    "Che emozione trovarmi in quella squadra. C'era anche Cristiano Ronaldo. Avevo 17 anni. Dybala non mi conosceva ma sapeva che fossi un ragazzo argentino: ci siamo fatti una foto e dopo l'ho invitato a casa mia quando mio papà era venuto a fare un asado. Non ero ancora in prima squadra e mi ricordo di aver detto 'Viene Dybala a casa mia'. Ora invece siamo più amici e siamo in confidenza".

    "Dybala è un genio che non si immagina. Poi mi allenavo con Ronaldo, ma non ero in spogliatoio con lui. Ho fatto un mese con lui, una volta stavo mangiando da solo e con un amico uruguayano e Ronaldo si è seduto vicino a noi. Era la prima volta che parlavo con lui, visto che parla uno spagnolo perfetto, e siamo rimasti lì un'ora: raccontava di tutto e non ci credevo, della vita a Madrid e ovviamente io gli facevo domande. Ero nervoso, ma gli chiedevo di tutto".

  • "FROSINONE? ALLA JUVE NON GIOCAVO TANTO"

    "Non giocavo tanto nella Juve e ho optato per andare via, avevo bisogno di giocare: siamo retrocessi (col Frosinone, ndr) all'ultima giornata, avevamo bisogno di un pareggio ma abbiamo perso. Comunque mi ha aiutato a crescere. Ero minorenne e sono venuto con la mia famiglia, senza pensarci due volte: è stato tutto molto veloce".

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