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Jose Mourinho Roma 2023-24Getty

Sotto il vestito, niente: la Roma non può fare meglio di così?

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Ci risiamo. Quando il gradiente di difficoltà si alza, la Roma si scioglie come neve al sole. Anche a San Siro, i giallorossi si sono esibiti in una prestazione ampiamente al di sotto della sufficienza.

L'1-0 con il quale l'Inter si prende i tre punti risulta anche bugiardo considerando il novero pallini accumulati sul pallottoliere delle occasioni create.

Del processo di sublimazione della sua squadra di fronte agli appuntamenti che contano, Mourinho non ha voluto parlare, buttando il pallone in tribuna e distogliendo l'attenzione. Una tattica ormai nota dello Special One.

Ma davvero non è lecito aspettarsi più di così dalla Roma?

  • VANNO BENE GLI ALIBI...

    Iniziamo da questi. Perché ci sono. E anche numerosi, come le assenze che ciclicamente affliggono l'undici giallorosso.

    Oltre al superiore tasso tecnico della squadra di Inzaghi, la banda di Mourinho ha dovuto fare i conti con la stanchezza derivante dall'impegno europeo del giovedì contro lo Slavia Praga.

    Gara che inevitabilmente condiziona la preparazione di quella successiva. E a questo fa appello lo Special One, sottolineando come giocare di lunedì gli avrebbe permesso di recuperare qualche pedina in più.

    Ma è davvero così?

    La Roma si è presentata a San Siro senza Spinazzola, Smalling, Pellegrini, Renato Sanches eDybala. Cinque giocatori che possono cambiare il volto di qualsiasi squadra se sono in forma.

    Peccato che questo "se", pesi come un macigno. I giocatori sopracitati non sono defezioni improvvise, ma cinque elementi che storicamente presentano problematiche di natura fisica oramai ben note.

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  • MA POI?

    Sotto la coltre di giustificazioni sotto cui Mourinho difende la sua creatura, si intravedono però delle falle.

    Per il terzo anno consecutivo, in particolar modo contro l'Inter, la Roma si è presentata ad un big match decidendo di non giocarlo.

    La superiorità tecnica dell'Inter è innegabile - e non a caso si parla dei nerazzurri come degli strafavoriti per lo Scudetto - ma questo clima da rassegnazione preventiva che spesso Mourinho esprime nel post gara rischia di permeare i suoi calciatori ben prima che l'arbitro dia inizio ai big match.

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  • TROPPE RINUNCE

    A colpire in negativo di questa Roma arrivata ad un'inedita gestione mourinhana 3.0 è soprattutto l'atteggiamento di rinuncia.

    L'Inter è più forte? Bene, inutile anche provarci. Si va in campo cercando di portare a casa il massimo. Che sia uno 0-0 con atteggiamento da provinciale, un ko prevedibile o una vittoria che cambia poco.

    Quando la Roma è oggettivamente inferiore ai suoi avversari sulla carta non c'è niente da fare per sovvertire il favore dei pronostici.

    Una mentalità antitetica allo spirito da vincente di Mourinho.

  • LIMITI

    Nessuno toglie che alcune scelte di mercato siano state sbagliate e che il contributo dei nuovi calciatori arrivati in estate, tolto Romelu Lukaku, sia ancora latitante.

    I giallorossi però non hanno soluzioni alternative. Mourinho non è ancora riuscito a tirare fuori il massimo da questa squadra, considerata in troppi elementi non all'altezza.

    La Roma è così. Punto. Non si può vincere con Celik, Kristensen, Bove ecc. Il campo però ha dimostrato che non è così. Lo Special One è già nella storia di Roma con un trofeo internazionale vinto e uno perso in circostanze discutibili (leggasi Taylor). Eppure non sembra poter controvertere l'idea che con questa squadra non possa fare altro.

    Concetto che ha trasmesso anche a una piazza storicamente e alogicamente ultra esigente anche verso squadre e allenatori ben al di sotto del lignaggio di quelli attuali.

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