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Thiaw Milan FiorentinaGetty Images

Sorpresa Conceição, contro l'Udinese cambia modulo: Milan con la difesa a tre per tenere la porta chiusa dopo due mesi

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C'era una volta il Milan che non subiva goal. Nell'anno dello Scudetto la difesa dei rossoneri campioni d'Italia era stata la meno battuta, anche se assieme a quella del Napoli. Poi il crollo di rendimento: 43 reti al passivo nel 2022/23, 49 la stagione scorsa, già 37 quest'anno.

Il problema vero che Sergio Conceição ha ereditato da Paulo Fonseca, che a sua volta l'aveva raccolto da Stefano Pioli, è proprio questo: una fase difensiva che non riesce a trasmettere sicurezze. Fase difensiva, appunto: non necessariamente difesa in sé. Specialmente in un calcio in cui si attacca in 11 e si difende in 11, come amano sottolineare gli allenatori.


I numeri, in ogni caso, sono lì. E sono abbastanza impietosi. Il Milan ha la seconda peggior difesa delle prime 10 della Serie A, con un rendimento peggiore anche del Torino decimo e migliore solo rispetto alla Lazio: 37 in 31 giornate sono le reti al passivo dei rossoneri, 42 quelle dei biancocelesti. Il Napoli, miglior retroguardia del campionato, è a 25.

E così, in vista dell'anticipo di questa sera in casa dell'Udinese, ecco la sorpresa pronta da parte di Conceiçao: il cambio di modulo. In soffitta - temporaneamente o definitivamente, lo dirà il tempo - il 4-2-3-1, spazio a un nuovo assetto tattico con la difesa a tre. Con l'obiettivo, naturalmente, di proteggere meglio il territorio di Maignan.

  • TRE DIFENSORI

    Conceição ha provato il nuovo sistema tattico nella rifinitura di venerdì e, a meno di sorprese, lo riproporrà al Bluenergy Stadium. L'escluso dovrebbe essere Thiaw, autore contro la Fiorentina della terza rete stagionale dopo le due al Torino (andata e ritorno), ma per il resto dovrebbero giocare tutti, senza ballottaggi.

    Dunque ecco Tomori sul centro-destra, Gabbia a guidare il reparto centralmente e Pavlovic, che è mancino di piede, a giostrare sul centro-sinistra. Con Jimenez largo sulla destra a tutta fascia per sostituire l'infortunato Walker e Theo Hernandez libero di scorrazzare sulla fascia opposta, maggiormente libero da impegni difensivi. Davanti Leão e Pulisic a sostegno di Abraham. Questo, in sostanza, è il piano di Conceiçao.

    LA PROBABILE FORMAZIONE DEL MILAN CONTRO L'UDINESE

    MILAN (3-4-3): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlovic; Jimenez, Fofana, Reijnders, Theo Hernandez; Pulisic, Abraham, Leão. All. Conceição

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  • ULTIMO CLEAN SHEET A FEBBRAIO

    La missione sarà doppia: vincere a Udine, chiaramente, e rilanciare una corsa all'Europa ormai complicatissima, e poi provare a regalare a Mike Maignan un sospirato clean sheet. Non accade ormai da due mesi quasi esatti: era sabato 15 febbraio e a San Siro il Milan batteva 1-0 il Verona con goal di Gimenez.

    Da lì la squadra di Conceição ha concesso almeno una rete in una singola partita a chiunque. A partire dal Feyenoord pochi giorni dopo, con tanto di eliminazione dalla Champions League. L'ultima volta è accaduto sabato scorso contro la Fiorentina, un 2-2 condito dall'ennesima rimonta di un periodo abbastanza folle da questo punto di vista.

    In generale, il Milan non tiene la porta chiusa da 9 partite di fila includendo tutte le competizioni. Nessuno in Serie A ha una striscia aperta così negativa. Al secondo posto ci sono il Como, il Lecce e il Monza, tutte a 6: anche per loro l'ultimo clean sheet, ironia della sorte, risale a metà febbraio, ma a domenica 16.

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  • Mike Maignan Feyenoord MilanGetty Images

    UN 2025 DIFENSIVAMENTE NEGATIVO

    Il 2025, da questo punto di vista, è stato fin qui un anno da dimenticare. Anche se il Milan ha messo in tasca una Supercoppa Italiana grazie a due rimonte su due, ormai un marchio di fabbrica dei rossoneri.

    Le volte in cui Maignan o Sportiello, in campo al suo posto a Lecce, sono usciti dal campo con la porta inviolata si contano sulle dita di una mano. Anzi, neppure quello: sono appena tre. Una contro il Girona in Champions League, le altre due contro Empoli e Verona in campionato. Gli ultimi due clean sheets, peraltro, sono arrivati consecutivamente.

    Questo no, non è un record negativo per la Serie A: il Monza fanalino di coda e prossimo alla retrocessione, per dire, è a un clean sheet nel 2025. E giusto per capire come si tratti di un argomento volubile, anche il Napoli che lotta per lo Scudetto e il Venezia penultimo sono a tre. Ma il Bologna è a otto, l'Inter a nove, la Juventus a sei, la Roma a otto. Tutte, non a caso, sono davanti al Milan in classifica.

  • QUANTI ERRORI INDIVIDUALI

    A contribuire alla costruzione di un rendimento difensivo non da grande squadra, come sempre accade in questo caso, sono anche gli errori difensivi individuali. L'ultimo quello di Thiaw, diventato contro la Fiorentina il recordman di autoreti in questo campionato (tre).

    Il tedesco aveva segnato quella precedente a Torino, contro i granata. Ma lì la colpa era divisa a metà con Maignan. Il quale a sua volta aveva già sbagliato, e in maniera netta, contro il Cagliari al ritorno dalla Supercoppa e soprattutto nell'andata contro il Feyenoord. Topiche su topiche che hanno contribuito, e stanno contribuendo, a violare continuamente la rete rossonera.

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  • "PREFERISCO VINCERE 1-0"

    Anche di questo Conceição, che evidentemente aveva già in mente una modifica tattica, ha parlato nella conferenza stampa della vigilia di Udinese-Milan: dei troppi goal al passivo e della necessità di trovare una soluzione.

    "Palladino ha detto che è stata una bellissima partita, ma a me non piacciono le partite in cui si fanno sette-otto goal e se ne subiscono cinque o sei. Non è solido, non è da squadra compatta come la voglio io. Io preferisco tutta la vita vincere 1-0, con solidità e con compattezza. Contro la Fiorentina entrambe le squadre sembravano poter fare una rete da un momento all’altro e questa cosa non mi è piaciuta. Stiamo lavorando per migliorare su questa cosa".

    I frutti del lavoro, Conceição spera di vederli già questa sera a Udine. Con un nuovo vestito tattico, con una difesa a tre inedita per il Milan di oggi e del recente passato. E con una voglia di 1-0 che fa rima con necessità.

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