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MYKHAILO MUDRYK CHELSEA PREMIER LEAGUE 02102023Getty Images

Lo Shakhtar Donetsk: "Donati 26 milioni della cessione di Mudryk a soldati e vittime del conflitto"

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Nel pieno del caos, lo Shakhtar Donetsk ha aperto il cuore. A dispetto degli esosi passivi causati dallo scoppio del conflitto Russia-Ucraina, il club ha scelto di aiutare chi si è speso e chi ha pianto i propri cari in combattimento.

Lo fa sapere, in un'intervista concessa a 'El Pais', il direttore generale Serhiy Palkin.

Palkin svela il bel gesto compiuto dallo Shakhtar, spiegando inoltre come la situazione difficile abbia causato enormi perdite economiche alla società di Donetsk.

  • "DONATI 26 DEI 100 MILIONI DI MUDRYK-CHELSEA"

    "La FIFA ci ha fatto perdere molti soldi e ci ha risposto 'Così è la vita', ma abbiamo donato 26 milioni dei 100 incassati dalla cessione di Mudryk al Chelsea ai soldati e alle famiglie di quelli deceduti combattendo nella fabbrica Azovstal di Mariupol, che è di proprietà del nostro presidente".

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  • L'ALLEGATO 7

    Il dg dello Shakhtar, entra nel dettaglio di come per effetto delle decisioni dei piani alti siano maturati rossi in bilancio notevoli.

    "Senza alcun preavviso ed evitando ogni confronto, la FIFA ha emesso un regolamento, l'Allegato 7 alla legge sullo status e trasferimento dei giocatori, che consentiva a tutti gli stranieri di risolvere unilateralmente i propri contratti".

    "Scoppiata la guerra ci siamo sempre aperti verso i calciatori, senza forzarli a restare. Era il nostro Paese, il nostro problema, la nostra guerra. A tutti gli stranieri ho solo comunicato che eravamo disponibili a facilitare uscite negoziate per la loro partenza".

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  • I CASI TETÊ E SALOMON

    Lampanti sono gli esempi di Tetê e Salomon, che si sono svincolati ed oggi giocano con Galatasaray e Tottenham.

    "Entrambi hanno firmato gratuitamente un prestito. Sei mesi dopo Tetê ha firmato un altro prestito, ma i soldi non sono andati a noi bensì al Lione".

    "Salomon, invece, che vale 20 milioni grazie alla crescita avuta con noi, ha potuto liberarsi gratis. Abbiamo chiamato la FIFA, ma senza mai ricevere risposte".

    "La FIFA ci ha anche costretti a pagare gli ammortamenti e tutte le spese previste per ingaggiare quei calciatori: peccato che non fossero più nostri. Ci hanno minacciato dicendo che se non avessimo pagato l'ammortamento degli acquisti perduti, ci avrebbero ritirato le licenze per poter giocare in Europa nelle stagioni successive".

    "Non dimentichiamoci che durante la guerra i club pagano molto, molto meno. La maggior parte dei soldi è destinata al pagamento dei debiti maturati con la perdita dei calciatori a causa dell'Allegato 7".

  • "SOGNIAMO DI TORNARE A GIOCARE A DONETSK"

    Palkin, infine, confessa l'obiettivo dello Shakhtar.

    "Il sogno? Tornare a giocare a Donetsk. Se non lo avessimo, continuare non avrebbe senso. Adesso sentiamo un forte senso di responsabilità, è come se fossimo il club dell'intero Paese. Niente di quello che è successo al nostro club è naturale".

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