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Juan Jesus NapoliGetty Images

Sfiducia e numeri negativi: tutti gli ostacoli che Juan Jesus dovrà superare per sostituire Buongiorno

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Le opzioni a disposizione di Antonio Conte per sopperire all'improvvisa emergenza sorta dopo l'infortunio di Buongiorno sono lì, sotto gli occhi di tutti: o giocherà Juan Jesus, o giocherà Rafa Marin, oppure sarà uno tra Olivera ad accentrare la propria posizione dalle rispettive fasce. Stop. Da qui non si scappa.

Che il favorito per prendere il posto dell'ex torinista accanto a Rrahmani sia Juan Jesus, allo stesso modo, è altrettanto palese. Di fatto è il brasiliano, ex Roma e Inter, il terzo difensore centrale della rosa del Napoli dietro ai due titolari. Anche perché Rafa Marin non è mai entrato completamente nelle grazie di Conte, che da lui si aspetterebbe un contributo migliore in fase di impostazione: gli zero minuti collezionati in campionato fino a questo momento sono piuttosto indicativi.


Ha giocato poco anche Juan Jesus, sull'onda lunga dello scarsissimo turnover attuato da un Napoli senza coppe europee. Ma ha giocato più dello spagnolo. E ora deve prepararsi alla prossima missione: prendere il posto di Buongiorno, tentare di non far avvertire troppo l'assenza di un titolarissimo.

Non sarà semplice. Per nulla. Perché gli ostacoli sulla strada dell'ex romanista sono tanti e di vario tipo.

  • Juan Jesus Verona NapoliGetty Images

    NUMERI NEGATIVI

    Juan Jesus ha giocato appena 79 minuti in campionato fino a questo momento. Tutti concentrati in una partita che il Napoli ha provato a dimenticare in fretta: il disastroso esordio in casa del Verona a metà agosto, che con quel 3-0 a favore dell'Hellas sembrava aprire le porte a una nuova stagione di sofferenze assortite.

    Era un Napoli a metà e pesantemente incompleto, quello. Senza Lukaku, ad esempio. Ma anche senza McTominay. E senza Buongiorno, che a differenza dei due compagni faceva già parte della rosa di Conte ma che aveva dovuto saltare l'esordio del Bentegodi a causa di un problema fisico. Di Lorenzo-Rrahmani-Juan Jesus: questa è la difesa a tre scesa in campo quel pomeriggio. Con risultati, come sottolineato dall'andamento del secondo tempo, pessimi.

    Pessima è stata anche la prestazione del brasiliano, uno dei peggiori in campo se non il peggiore. In ritardo su Livramento in occasione dell'1-0 veronese, ha tenuto in gioco Mosquera nell'azione del raddoppio. A 10 minuti dalla fine, con l'Hellas avanti di due reti, è stato sostituito dall'ex Ngonge.

    Anche in Coppa Italia non è andata benissimo. Non tanto contro il Palermo, gara in cui ha pure segnato, quanto contro la Lazio. In coppia con Rafa Marin, Juan non è riuscito a portare solidità alla difesa azzurra. E Noslin ha fatto un po' quel che ha voluto, pescando dal mazzo la tripletta della vittoria.

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  • LA FIDUCIA DI CONTE...

    Per esaltare la prestazione di David Neres a Udine, Conte ha spiegato che "questo è un monito per tutti, chi sta meglio gioca". Ma la realtà dei fatti dice che l'ex allenatore di Inter e Juventus fin qui si è affidato quasi sempre ai soliti noti. Da quando ha trovato un undici ideale, insomma, è andato avanti con quello. E i risultati gli hanno dato ragione.

    Poco da fare: tra i titolari del Napoli e le sue riserve, almeno nella visione di Conte, esiste un discreto divario. La storia dei tutti titolari, delle squadre intercambiabili, del turnover senza perdere qualità, nella rosa partenopea non funziona. E ciò coinvolge anche Juan Jesus, che come detto ha giocato ad agosto perché Buongiorno si è fatto male e poi non ha più visto il campo, almeno in Serie A.

    Questa è la missione principale del brasiliano: riconquistare la fiducia del proprio allenatore. Elemento fondamentale per qualsiasi calciatore, figuriamoci per chi sta vivendo un periodo così delicato della carriera.

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  • ...E QUELLA DEI TIFOSI

    Delicato, il momento di Juan Jesus, lo è anche per il rapporto con i tifosi del Napoli. Se nell'anno dello Scudetto pure lui ha fatto il suo, facendosi trovare pronto in quel meccanismo quasi perfetto che era la creatura di Spalletti, nella scorsa stagione tutto è andato a rotoli.

    La gente di Napoli gli è stata vicina nel caso di marzo con Acerbi, ma quanto al campo la sfiducia serpeggia in maniera evidente. Con prestazioni come quella di Verona che contribuiscono ben poco a un cambio di opinioni.

  • I DATI IN COPPIA CON RRAHMANI

    Juan Jesus e Rrahmani, la più che probabile coppia titolare del Napoli in assenza di Buongiorno, hanno giocato insieme 23 volte nello scorso campionato. Quello in cui l'ex interista ha conteso il posto da titolare a Natan, quest'ultimo arrivato per rimpiazzare la partenza di Kim ma incapace, come il connazionale, di far dimenticare il sudcoreano.

    Nelle 23 partite in cui i due hanno fatto coppia al centro della difesa, il Napoli ha subìto 26 goal. Mantenendo la porta inviolata in appena tre occasioni: contro il Sassuolo alla seconda giornata, contro il Monza alla diciottesima e contro la Lazio alla ventiduesima.

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  • VIA A GENNAIO

    I primi mesi stagionali di Juan Jesus si sono rivelati complicati anche per un altro motivo: il tentato furto che il giocatore ha dovuto subire all'inizio di ottobre, quando la sua auto è stata scassinata. Lo stesso Juan ha raccontato tutto tramite i social, sfogandosi senza troppi giri di parole: "Purtroppo in una città così bella non mi sentirò mai più al sicuro".

    Un messaggio che a qualcuno non è piaciuto, e che Juan Jesus ha voluto precisare in un secondo momento: "Ogni mattina mi sveglio davanti a una vista mozzafiato, un ricordo costante della bellezza di questa città. Ci sono cose che mi hanno ferito, ma non verso i napoletani e la mia squadra. Il mio sfogo è stato quello di un uomo che ha tatuato il 3° scudetto del Napoli sulla pelle, che cresce qui i suoi figli e crede ancora in questo progetto, sostenuto dalla meravigliosa gente di Napoli che mi ha sempre accolto".

    Gennaio potrebbe segnare l'addio di Juan Jesus al Napoli, anche se è più probabile che dopo l'infortunio di Buongiorno il club non farà partire un altro difensore. Poi, a giugno, ognuno per la propria strada: il brasiliano ha il contratto in scadenza e non se lo vedrà rinnovare. Ma prima ha ancora qualcosina da dimostrare.

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