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Sergio Conceiçao MilanGetty Images

Sergio Conceição alla vigilia di Juventus-Milan: "Pulisic è fuori, con la dirigenza siamo d'accordo sul mercato"

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Tempo di vigilia, tempo di pensare a un altro Juventus-Milan. Questa volta per il campionato, meno di due settimane dopo la semifinale di Supercoppa Italiana che ha visto imporsi per 2-1 i rossoneri.

Sergio Conceição si è presentato in conferenza stampa per parlare della sfida in programma domani, sabato 18, all'Allianz Stadium. Di nuovo bianconeri contro rossoneri, di nuovo Sergio contro il figlio Francisco.

Ecco dunque le principali dichiarazioni di Conceição senior nella conferenza stampa di vigilia di Juventus-Milan.

  • PULISIC NON GIOCA

    “Pulisic è fuori. Non mi va di bluffare. Ha ancora un po' di fastidio, niente di particolare, ma non vogliamo rischiare perché abbiamo tante partite importanti. Se poi gioca una ventina di minuti rischia di peggiorare la situazione”.

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  • IL MERCATO DI GENNAIO

    "Non mi piace tanto, è aperto per troppo tempo e per i giocatori a livello emotivo non è positivo. Ma ci sono delle situazioni che si devono aggiustare, si deve creare un equilibrio. Ho parlato sulla dirigenza, siamo d'accordo su quello di cui abbiamo bisogno, ma non è facile prendere giocatori che possano dare qualcosa in più a questo gruppo.

    Se voglio un attaccante, un centrocampista o un difensore? Una vittoria domani. Capisco la vostra curiosità, è normale, ci sono tante voci. Ma scusatemi, il pensiero è dentro questa partita".

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  • BENNACER E FOFANA INSIEME

    "Si pestano i piedi? Io non credo che non possano giocare insieme. Anzi: domani giocheranno tutti e due. Devono capire cosa devono fare quando abbiamo la palla per arrivare ad attaccare, ma con equilibrio, per non prendere i contropiedi dell'avversario".

  • LA FASCIA DI CAPITANO

    "Per me non è importante. Un ragazzo di 17 anni o un giocatore di 36 devono avere la stessa responsabilità. Tutti devono parlare. Nel Porto anche Diogo Costa, il portiere, ha fatto il capitano. Qui può essere Maignan, può essere Theo Hernandez, può essere Calabria. Ma tutti devono preoccuparsi prima di quello che devono fare: Mike di non prendere goal. Lui ha personalità, è un vincente, e Theo uguale".

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  • THEO E LEÃO

    "La continuità è sempre legata agli allenamenti. Ma è difficile, perché c'è il recupero dopo una partita, poi il secondo giorno e il terzo c'è già la partita successiva. Con Rafa ho parlato, ha una capacità incredibile sui test fisici e può fare molto di più. Non deve essere contento con 10 goal, deve aver la voglia di farne 20. Sa che cosa deve migliorare per diventare uno dei migliori al mondo. Ha capito e questo è un bell'inizio".

  • LA CONDIZIONE FISICA

    "Centrocampisti stanchi? Ma sono passati sei mesi, eh... Non siamo alla fine della stagione. A volte è più un questione mentale. Ma si lavora anche su questo. A volte uno non scopre il potenziale che ha perché non esce mai dal proprio livello. Sono al Milan e un giorno posso andare altrove nella mia carriera. Si può andare oltre anche se non si è al top fisicamente secondo me".

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  • LE DUE PUNTE DALL'INIZIO

    "Con le due punte alla fine giochiamo col 4-2-4 e non va bene secondo me. La squadra non è preparata per questo. Quando rischiamo un pochino di più, io rischio perché voglio vincere e non pareggiare. Ma qualcosa scopriamo dietro e non va bene, perché l'equilibrio è importante. In questo momento, col tempo di lavoro che abbiamo, è difficile. Ma col tempo sicuramente sì, è un modello che mi piace. Ma le caratteristiche dei giocatori che interpretano questo sistema devono essere quelle che penso io".

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