Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Osimhen Zielinski Monza NapoliGetty Images

Scontri diretti e quinta squadra: perché il Napoli deve credere alla qualificazione in Champions League

Pubblicità

Il Napoli ha vinto. Ed è quasi un evento: non lo faceva dal 3 marzo, la notte in cui Raspadori ribatteva in rete un calcio di rigore respinto da Szczesny a Osimhen, permettendo agli azzurri di battere la Juventus al Diego Armando Maradona.

Ma non è solo questo. Il Napoli non ha solo vinto: ha pure convinto. E questo è ancor più un evento, considerando l'andazzo deprimente di una stagione iniziata col piede sbagliato e proseguita tra un cambio di allenatore e l'altro, oltre alle ben note stecche in campionato e alle precoci eliminazioni da Coppa Italia e Champions League.

A Monza, finalmente, si è visto il Napoli versione 2022/2023. Quello di Luciano Spalletti, quello che dominava l'Italia intera cucendosi sul petto uno Scudetto indiscutibile. Ed è questo, più che il 2-4 in sé con cui gli uomini di Francesco Calzona hanno espugnato lo U-Power Stadium, a tenere accesa la fiammella della speranza.

  • Napoli esultanzaGetty

    IL SOGNO CHAMPIONS LEAGUE

    Quale speranza? Quella di giocare la Champions League nella prossima stagione, naturalmente. Un obiettivo apparentemente scontato per qualsiasi campione d'Italia in carica, ma non per il Napoli di quest'anno, arrivato con lo 0-3 contro l'Atalanta a toccare uno dei punti più bassi - e ce ne sono stati, eccome - dell'intera stagione.

    Attualmente Osimhen e compagnia sono settimi, anche se con una partita in più rispetto all'Atalanta, che li precede in classifica di un paio di lunghezze. La distanza dalla zona Champions League? Dipende: forse una decina di punti (Bologna, 58) o forse un po' meno, sette (Roma, 55).

  • Pubblicità
  • LA QUESTIONE QUINTA SQUADRA

    Il motivo è presto spiegato: la possibilità, sempre più concreta, che nella prossima stagione l'Italia possa schierare cinque rappresentanti in Champions League invece delle solite quattro. Per il Napoli, naturalmente, farebbe tutta la differenza del mondo.

    Attualmente, il vento sta soffiando a favore della Serie A. L'Inter è stata eliminata dalla Champions League sì, ma tra Europa League e Conference League abbiamo ancora quattro formazioni in corsa: il Milan, la Roma, l'Atalanta e la Fiorentina. Anche se un en plein dopo i quarti sarà impossibile, visto che rossoneri e giallorossi si sfideranno tra loro.

    Il ranking sorride all'Italia, attualmente prima davanti a Germania, Inghilterra, Francia e Spagna. E a sorridere, anche se debolmente e con riserva, è pure il Napoli.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Osimhen Roma Napoli Serie AGetty

    GLI SCONTRI DIRETTI

    C'è poi la questione scontri diretti. Contando anche il Bologna, a tutti gli effetti in lotta per la Champions League, il Napoli in questo senso ha fatto clamorosamente fiasco in questa stagione: la squadra di Garcia, Mazzarri e Calzona ha battuto solo Atalanta e Juventus, perdendo contro l'Inter, il Milan, la stessa Atalanta, la stessa Juve, la Roma.

    E quindi? E quindi, mai dare per morta la speranza. Perché alle porte ci sono gli ultimi due scontri diretti stagionali, ironia della sorte proprio contro le due squadre a cui il Napoli sta provando a dare la caccia. Entrambi si giocheranno in casa, al Maradona: a fine aprile contro la Roma, a metà maggio contro il Bologna.

    Senza dimenticare che il Napoli se la vedrà ora contro Frosinone ed Empoli, due impegni teoricamente abbordabili contro avversarie in lotta per la salvezza. Mentre Roma e Bologna si batteranno tra loro il 22 aprile. Un motivo in più per credere in una rimonta complicata, ma non ancora impossibile.

  • SE IL NAPOLI GIOCA COSÌ...

    Last but not least, a rinvigorire la speranza è proprio la prestazione di Monza. O meglio: del secondo tempo di Monza, dopo che il primo ha visto il Napoli tornare all'intervallo sotto di una rete e in mezzo alla contestazione dei sostenitori arrivati in Brianza.

    A un certo punto, è davvero sembrato di rivedere all'opera l'armata spallettiana. Osimhen è volato altissimo, Politano ha estratto il classico coniglio dal cilindro, Zielinski ha ricordato a tutti che ancora per qualche settimana giocherà nel Napoli. Il Monza, a un certo punto, non ci ha capito più nulla. Proprio come accadeva a quasi tutte le avversarie nello scorso campionato.

    "Se giochiamo come nella ripresa le speranze ci sono, altrimenti no", ha detto Calzona dopo la partita. Ed è proprio così. Ma intanto il Napoli è tornato a pensare concretamente in grande: dopo il patatrac contro l'Atalanta era tutt'altro che scontato.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0