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Scamacca SpallettiGetty Images

Scamacca o Retegui, la personalità di Fagioli, il modulo: cosa ci hanno lasciato le due amichevoli dell'Italia

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Il ciclo di test è andato in archivio. Indietro non si torna: da oggi per l'Italia inizia ufficialmente la missione Germania. La missione Europei. La missione difesa del titolo conquistato tre anni fa sotto la guida di Roberto Mancini.

Le due amichevoli contro Turchia e Bosnia, la prima pareggiata senza reti e la seconda vinta di misura, hanno permesso a Luciano Spalletti di trarre le ultime conclusioni utili in vista dell'esordio. Che sarà alla fine di questa settimana, contro l'Albania, al Signal-Iduna Park di Dortmund: palla a due sabato 15 contro l'Albania.

Ma che cosa ci hanno detto Italia-Turchia e Italia-Bosnia? Quali sono le indicazioni scaturite dai test di Bologna ed Empoli?

  • IL MODULO: SI GIOCHERÀ COL 3-4-2-1

    Non si è capito tanto dall'ultima cinque giorni azzurra, quanto dalla tournée americana. Quando Spalletti, tra il 2-1 al Venezuela e il 2-0 all'Ecuador, ha espressamente confessato di volersi ispirare alla difesa a tre dell'Inter campione d'Italia, non a caso formata da due italiani su tre. Anche se uno di questi due, ovvero Acerbi, alla fine ha dato forfait.

    Ha sorpreso il ritorno alla difesa a quattro visto contro la Turchia: un semplice esperimento "di ritorno" che, a meno di sorprese, rimarrà tale. Contro la Bosnia si è rivisto il 3-4-2-1 degli States, che sarà anche il modulo di Dortmund, anche se il ct ha affermato alla vigilia che "in Italia c'è chi gioca a tre e chi a quattro, per cui bisogna saperli fare entrambi".

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  • Donnarumma ItalyGetty Images

    L'ATTACCO FATICA, LA DIFESA REGGE

    Un solo golletto in due partite non può esaltare e difatti non esalta. Non ha esaltato il pubblico di Bologna, ad esempio: i fischi piovuti sulla squadra al termine della scialba prestazione contro la Turchia ne sono la riprova. E non avrebbe esaltato nemmeno quello di Empoli, se Gigio Donnarumma non avesse salvato capra e cavoli all'ultimo.

    Però, al contempo, l'Italia non ne ha subìto neppure uno. Buon segnale. Deve ringraziare il proprio portiere, sì, ma anche i difensori scesi in campo durante i 180 minuti emiliano-toscani hanno dato buone indicazioni in questo senso, al netto di alcuni errori individuali (Calafiori contro la Bosnia).

    Insomma, il "primo non prenderle" che fa tanto calcio italiano dovrà rappresentare il pilastro su cui fondare le speranze di disputare un Europeo quantomeno dignitoso. La qualità offensiva non abbonda, l'abnegazione difensiva sì. Su quest'ultima punterà Spalletti.

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  • IL DILEMMA CENTRAVANTI NON È STATO SCIOLTO

    Gianluca Scamacca o Mateo Retegui, Mateo Retegui o Gianluca Scamacca. Da qui non si scappa: uno dei due sarà il centravanti titolare dell'Italia contro l'Albania. Già, ma chi? Bella domanda.

    "Per me Scamacca ha disputato una grande partita, ha dialogato bene coi compagni, consentito inserimenti, è stato sfortunato nelle conclusioni. Più di così non posso chiedergli, gli manca un po' di ritmo": così ha parlato Spalletti in conferenza stampa a Empoli.

    Non ha giocato male, Scamacca. La classica prestazione da 6, tra una giocata geniale e una troppo leziosa, oltre allo spreco sotto porta del 73'. Ha fatto meglio di Retegui contro la Turchia, ma ci voleva poco. Ma per essere il 9 indiscutibile dell'Italia serve ancora di più.

  • Fagioli ItalyGetty Images

    FAGIOLI PUÒ SOSTITUIRE BARELLA

    Risposte positive sono arrivate da Nicolò Fagioli, schierato da Spalletti assieme a Jorginho in un modulo con una sorta di doppio regista: tanto palleggio, tanti scambi tra i due, pochissimi inserimenti.

    Se l'altro Nicolò, ovvero il titolare Barella, recupererà in tempo per l'Albania, giocherà lui assieme all'italo-brasiliano. Altrimenti, spazio a uno tra Cristante e lo stesso Fagioli. Con lo juventino che ha dimostrato di essere pronto, nonostante abbia disputato la sua prima ora e passa di partita dallo scorso ottobre.

    "Ho fatto giocare Fagioli e Jorginho assieme con l'intenzione di vederli - ha detto ancora il ct in conferenza - e secondo me hanno funzionato. Hanno sempre fatto uscire pulita la palla. Anche se poi, magari, concedi qualcosa dal punto di vista fisico".

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  • CAMBIASO È UN'ALTERNATIVA PREZIOSA

    Tra i migliori contro la Turchia, positivo contro la Bosnia. E del resto Andrea Cambiaso è uno che ha la continuità di rendimento tra le proprie corde: è così che si è guadagnato la chiamata di Spalletti al termine della prima stagione con la Juventus.

    Cambiaso non è un titolare, ma rappresenta un'alternativa preziosa: che sia a destra o a sinistra, dove lo metti lui sta e gioca. E tra Bologna ed Empoli lo ha dimostrato ancora una volta.

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