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Sassuolo promosso in Serie A 2024-2025 GFXGOAL

Riscossa da favol...A: il Sassuolo torna in Serie A dopo una sola stagione

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Toccata e fuga. Giusto il tempo di prendere le misure al campionato, poi il Sassuolo non si è più fermato e ha stracciato la Serie B.

I neroverdi tornano in ParAdiso dopo un solo anno di purgatorio e con 5 giornate d'anticipo grazie al clamoroso 2-2 di Mantova-Spezia maturato al 94', dominando una stagione che ha visto in Fabio Grosso l'artefice di una riscossa prepotente e certosina, confezionata abbinando la sciabola ad un fioretto impreziosito da singoli che con la cadetteria c'entrano poco o nulla.

L'ad Giovanni Carnevali dopo la retrocessione non si era perso d'animo, senza lasciarsi scalfire da una caduta inattesa che in molti - se non nessuno - per potenzialità economiche e progetto avrebbero pronosticato. Maniche rimboccate, consapevolezza dei propri mezzi, big blindati e un ex campione del mondo in panchina, direttore di un'orchestra in grado di dominare un 2024/2025 sfociato in una promozione strameritata.

  • CAMMINO SENZA RIVALI

    Il Sassuolo, dopo un mese di agosto all'insegna dell'ambientamento in una categoria incompatibile con le ambizioni di chi ha giocato per 11 anni di fila in A, ha carburato e inserito il turbo.

    Ben 13 vittorie e 2 pareggi in 15 partite di campionato giocate da settembre a Santo Stefano, con in mezzo l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Milan. Anche in quel caso si è constatata la forza mentale dei neroverdi, travolti 6-1 a San Siro ma subito capaci di riprogrammarsi sulla cavalcata al vertice per continuare a fare il vuoto.

    Le sconfitte contro Pisa, Spezia e Palermo, in una situazione di classifica diversa, avrebbero pesato come macigni: il vuoto creato dagli emiliani tra sé e le inseguitrici ha invece consentito di renderle punture di spillo quasi impercettibili, attutite da vittorie consecutive e goal a valanga.

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  • Sassuolo 2024-2025Getty Images

    ATTACCO DEVASTANTE

    Il Sassuolo ha segnato 73 reti in 33 giornate: parliamo di una media di 2,2 goal a partita, che di fatto costringe gli avversari a dover compiere gli straordinari sia in fase realizzativa che nell'opporsi alle offensive dei ragazzi di Grosso. Per intenderci: per ben 8 volte i neroverdi hanno depositato il pallone in fondo al sacco almeno in 3 circostanze in una sola gara, regalandosi successi roboanti (vedi il 6-1 al Cittadella, il 5-2 di Brescia, il 5-1 alla Samp, il 5-3 al Sudtirol e il 5-1 alla Reggiana).

    L'impressionante fiuto per la porta ha ammortizzato numeri al passivo non esattamente da incorniciare, poiché il Sassuolo - seppur sia la regina incontrastata di questa Serie B - è la terza difesa del campionato a braccetto col Bari (34 goal subìti) alle spalle di Spezia (23) e Pisa (30).

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  • MERCATO DA BIG

    Alla base della riscossa, Carnevali ha posto una condizione chiave: non smantellare la squadra e provare a tenere i propri pezzi pregiati. E allora ecco che costruire un'annata da schiacciasassi è divenuta una naturale conseguenza, col direttore sportivo Francesco Palmieri bravo a integrare con giovani e gente affamata una rosa che per la B rappresenta un qualcosa di fuori dall'ordinario.

    Qualità e nuova linfa insomma, con pedine già convincenti in massima serie chiamate a fare la voce grossa un gradino sotto alla solita zona d'azione: un contraccolpo non semplice da assorbire ma reso morbido dalla cura Grosso, arma in più fuori dal campo spalleggiata da una struttura societaria forte e organizzata.

  • Domenico Berardi SassuoloGetty Images

    IL RITORNO DI BERARDI

    Il primo nome che associ al Sassuolo, da anni, è quello di Domenico Berardi. Un talento enorme, una carriera che a più riprese gli ha spalancato le porte del grande salto, ma soprattutto un calvario fisico che purtroppo lo ha costretto a tirare il freno e rivedere i propri piani.

    Così facendo Mimmo è diventato la bandiera neroverde tra super goal, passaggi al bacio e una personalità che avrebbe potuto fare la differenza anche su palcoscenici di maggior prestigio. Non a caso, parliamo di un campione d'Europa.

    Invece l'ultimo grave infortunio, patito a Verona a inizio marzo (lesione completa del tendine d'Achille della gamba destra), lo ha buttato di nuovo a terra: niente paura, perché il fuoriclasse calabrese sa come ci rialza ed ha saputo dimostrarlo per l'ennesima volta. Risultato? Forma mentis tarata per misurarsi con una realtà fino a poco tempo fa inimmaginata.

    A ottobre Berardi è riuscito a tornare a giocare e ha trovato continuità d'impiego, ergendosi inevitabilmente a top player della B: 6 reti e la bellezza di 12 assist in 25 presenze. In pratica, ogni due partite il 10 trasforma un pallone in oro.

    Mimmo ha definito Sassuolo la sua "seconda famiglia", tenendosi però aperte le porte per un futuro altrove. A gennaio non si è mosso, a luglio si vedrà: nel frattempo, con classe e professionalità ha riportato gli emiliani in A.

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  • LAURIENTÉ DA CASO A LUSSO

    Da Berardi ad Armand Laurienté, altro lusso per la B, che in estate sembrava pronto a cambiare aria. Il francese aveva mostrato numeri capaci di far riecheggiare sirene di mercato importanti, ma alla fine il prezzo stabilito dal club e la voglia di tornare subito in ParAdiso hanno portato alla permanenza - seppur tumultuosa - di colui che è diventato il miglior marcatore stagionale del Sassuolo.

    Il rigore sbagliato a tempo scaduto a Catanzaro ad agosto è stato cancellato da un reset psicologico in grado di rendere il transalpino - insieme a Berardi - l'altro pezzo da novanta del giocattolo allestito da Grosso: 16 goal e 6 assist in 30 presenze e vice-bomber del campionato alle spalle del catanzarese Iemmello.

  • CERTEZZA THORSTVEDT

    Restando nell'ambito di chi è sopravvissuto alla retrocessione caricandosi sulle spalle squadra e nuovi arrivati, c'è anche Kristian Thorstvedt. Un po' mezzala, un po' trequartista: moderno quanto serve per laurearsi pedina imprescindibile e insostituibile.

    Poteva continuare a giocare in A (è stato vicino a Bologna, Cagliari e Fiorentina), invece dinamiche e mancati accordi lo hanno lasciato a Sassuolo, continuando a vestirsi di neroverde e mettendo insieme uno score di 7 reti e 4 passaggi decisivi pesantissimo nell'economia di un campionato dominato.

    A fermarlo da inizio febbraio è stato soltanto un infortunio al calcagno, con annesso intervento chirurgico. Il che, nel mercato invernale, ha portato la società a cautelarsi regalando a Grosso due innesti in quella zona del campo come Mazzitelli e Verdi.

    La sua stagione dovrebbe essere conclusa, ma il tempo per lasciare il segno il norvegese lo ha trovato lo stesso.

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  • MORO E MULATTIERI: 9 AL SICURO

    Se in attacco a gente come Berardi e Laurienté abbinate anche un centravanti di livello, star qui a raccontare di una promozione anticipata e di un campionato dominato si trasforma in ovvio.

    Luca Moro e Samuele Mulattieri il proprio mestiere sanno farlo benissimo, con rispettivamente 11 e 7 goal in cassaforte preziosissimi nella cavalcata al vertice del Sassuolo.

    L'ex Inter, acquistato per oltre 5 milioni nell'ambito dell'affare Frattesi, ha confermato tutto ciò che di buono si è sempre detto sul suo conto: fisico, tecnica e mirino verso la porta sempre ben posizionato. Lo stesso dicasi per il collega di reparto, rimasto alla base dopo una mini-girandola di prestiti vissuti tra Frosinone e Spezia utili a farlo crescere e a renderlo pronto all'uso nell'anno della risalita.

  • Muharemovic Sassuolo 2024-2025Getty Images

    DA MUHAREMOVIC A PIERINI: QUANTO TALENTO

    Ai big della rosa il ds Palmieri ha affiancato profili giovani, di talento e con voglia di gettare il cuore oltre l'ostacolo.

    Esempi lampanti sono Tarik Muharemovic, difensore centrale mancino bosniaco della Juve Next Gen, giunto in prestito con obbligo di riscatto proprio in caso di promozione e divenuto gradualmente titolare, così come Nicholas Pierini, attaccante esterno riacquistato dopo qualche anno dal Venezia per 2 milioni che vanta numeri da bomber (10 goal più 5 assist): "Uno come lui ci serviva", ha sentenziato Carnevali a metà stagione.

    Ad essi vanno affiancati i vari Pieragnolo, Lipani, Ghion, Iannoni, Paz e Volpato, tutti col coltello tra i denti e con argomenti da offrire col pallone tra i piedi.

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  • DOIG, TOLJAN, OBIANG, BOLOCA...

    Organico integrato e non smantellato, dicevamo. Terzino come Toljan e Doig giocherebbero titolari in tante squadre di Serie A; in mediana, invece, all'esperienza e al carisma di Pedro Obiang si è unita la completezza di Daniel Boloca, tra i pochi a salvarsi lo scorso anno e rimasto in B a fare la differenza insieme agli altri big. Nel pacchetto arretrato, inoltre, il lieto fine di Filippo Romagna (riabilitato dopo l'incubo infortuni) si sposa a meraviglia col traguardo tagliato.

  • MOLDOVAN CUSTODE NEROVERDE

    Tra gli acquisti azzeccati dal tandem Carnevali-Palmieri figura senza dubbio Horatiu Moldovan, portiere romeno classe '98 pescato tra gli esuberi dell'Atletico Madrid e piazzato da Grosso a difesa dei pali neroverdi.

    Prestito oneroso da 400mila euro con diritto di riscatto a 800mila: un'operazione in stile Sassuolo insomma, a conferma di capacità divenute habitué nello scovare calciatori interessanti e funzionali.

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  • Fabio Grosso Sassuolo 2024-2025Getty Images

    LA VITTORIA DI GROSSO

    Ok i singoli, ok che è fondamentale chi va in campo, ma in campo bisogna anche saperli mettere. Ecco perché la promozione in Serie A del Sassuolo porta la firma in calce di Grosso, che in Emilia ha ritrovato il sorriso dopo i momenti difficili vissuti a Lione.

    Parentesi flop in termini di risultati e l'incubo del 'Velodrome' a lasciargli segni sul volto ma soprattutto cicatrici permanenti nell'animo, con quelle maledette schegge di vetro ancora presenti nei ricordi dell'eroe di Germania 2006.

    "Quando mi alzo al mattino e vado a lavarmi la faccia, i denti mi guardo allo specchio e penso che le stimmate di Marsiglia non andranno mai via - ha confidato poche settimane fa a 'La Repubblica' - In quel momento ho capito cosa significa morire sul colpo, è tutto un istante, un bivio".

    L'aspetto umano prevale su quello calcistico, fungendo da traino per agganciarsi alla creatura quasi perfetta nata dalle idee del tecnico romano in neroverde. Identità, calcio spettacolo, risultati: un cocktail riuscito alla grande, così com'è stata grande la forza mostrata nel restare in piedi e riprendersi ciò che la vita avrebbe potuto togliergli. Applausi, sia a Fabio che al Sassuolo.

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