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Di Bello VAR Sassuolo LazioDAZN

Provedel come Maximiano: espulso per un mani fuori area, ma il VAR lo salva

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Ivan Provedel se l'è vista brutta. Se non esistessero la VAR e il VAR, anzi, il suo Sassuolo-Lazio si sarebbe concluso con una mezzoretta d'anticipo rispetto al triplice fischio finale dell'arbitro.

E invece, per sua fortuna, non è andata così. Perché la sua espulsione diretta, inizialmente comminata dal direttore di gara Di Bello, è stata successivamente annullata dalla provvidenziale discesa in campo della tecnologia.

Sarebbe stata un'espulsione-beffa. Perché è proprio allo stesso modo che Provedel, poco più di un anno fa, si era conquistato la maglia da titolare alla Lazio.

  • COS'È SUCCESSO

    E dunque, c'è successo in Sassuolo-Lazio? Minuto 62: Toljan lancia dalle retrovie Pinamonti, Provedel è in anticipo sul centravanti di casa ma calcola male il tempo dell'uscita al limite dell'area, agguantando il pallone forse al di qua e forse al di là dei 16 metri. Secondo l'arbitro Di Bello, al di là.

    Il fischietto brindisino, su segnalazione del proprio assistente, ferma così il gioco ed estrae il cartellino rosso nei confronti di Provedel: espulsione diretta per aver fermato una chiara occasione da goal.

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  • VAR IN AZIONE: NIENTE ROSSO

    Ma qui entra in scena la Sala VAR. Che analizza l'azione, frame dopo frame, angolazione dopo angolazione, e si rende conto che le proteste di Provedel sono effettivamente giustificate: il portiere della Lazio ha bloccato il pallone con il corpo fuori dall'area, ma mantenendo la sfera stessa all'interno dei 16 metri.

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  • SORRISO E BUFFETTO

    Dopo vari minuti di dialoghi tra gli arbitri e un on field review, il cartellino rosso viene di conseguenza tolto, così come la punizione a favore del Sassuolo. E il buon Provedel la prende con filosofia: con un sorrisone a trentadue denti, e un buffetto all'assistente, che raccontano tutto della sensazione di sollievo provata in quel momento.

  • IL PRECEDENTE DI MAXIMIANO

    Chissà se Provedel ci ha pensato, mentre attendeva la decisione finale della Sala VAR e poi di Di Bello: nell'agosto del 2022, appena arrivato a Roma e costretto a partire alle spalle del portoghese Maximiano nelle gerarchie di Maurizio Sarri, l'ex portiere di Empoli e Spezia si era preso proprio così la maglia da titolare della Lazio.

    Ricordate il patatrac di Maximiano contro il Bologna, dopo pochissimi minuti della prima giornata di Serie A? Il portoghese era stato espulso proprio così. E non aveva più riavuto indietro il proprio posto, anche se alla fine la Lazio aveva vinto quella partita per 2-1 in rimonta. Il karma, insomma, ha colpito solo a metà.

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