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Maurizio Sarri LazioGetty

Sarri e il mancato approdo al Milan: "Ho ricevuto proposte formulate in maniera tale da non farmi vacillare"

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Quasi un anno: tanto è passato dall'ultima panchina di Maurizio Sarri. Era marzo 2024, la Lazio perdeva in casa contro l'Udinese e la carriera da allenatore del tecnico toscano, in pratica, si interrompeva lì.

In estate Sarri è stato accostato a tante squadre: il Bologna, il Torino, anche il Milan. Oltre a diverse offerte dall'estero che però si sono risolte in un nulla di fatto. E così, ecco scaturire il famoso anno sabbatico. Che però semplice non è stato: proprio per nulla.

Lo ha rivelato lo stesso Sarri in un'intervista al Corriere della Sera, nella quale i temi non sono mancati: dalle sofferenze della vita privata al motivo per il quale l'ex allenatore della Lazio ancora non è tornato a sedersi su una panchina.

  • L'ANNO DI SARRI

    "Come è stato l'anno senza calcio? Difficile a causa di problemi personali: qualcuno si è risolto, altri no. Ho perso mia mamma e uno zio a cui ero legatissimo. Mia moglie è stata in terapia intensiva e anche io ho avuto un infortunio. Dopo la sofferenza ci siamo ripresi".

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  • LE OFFERTE RICEVUTE

    "Più di una e da continenti diversi, anche una ricchissima dall’Arabia. Nessuna proposta mi ha fatto scattare quel clic interiore per rimettermi in gioco.

    Cosa serve per procurarmi entusiasmo? Un grande progetto. Ho lavorato in squadre importanti negli ultimi 10 anni, ora spero di ricevere la chiamata giusta, così da far accendere la scintilla. Sennò sto fermo".

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  • SUL MILAN

    "Se è vero che ho rifiutato un'offerta per sei mesi? Non rispondo, le dico solo che in generale ho ricevuto proposte formulate in maniera tale da non farmi vacillare".

  • Sarri LazioGetty Images

    DOVE SI SENTE A SUO AGIO

    "Nel campionato italiano, che è casa mia e il torneo più adatto alle mie caratteristiche. Poi in Premier dove si respira un clima unico".

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  • IL RAPPORTO CON I DIRIGENTI

    "Aurelio (De Laurentiis, ndr) forse è una persona più complessa, ma gli sarò sempre riconoscente per avermi fatto allenare la squadra per cui tifavo da bambino. Lotito è diverso da come appare: gli voglio bene ma le discussioni sono state frequenti nell’ultimo periodo. Dopo un secondo posto e la vendita di Milinkovic Savic mi aspettavo rinforzi. Alla fine, avevo attaccato il mio malcontento alla squadra.

    A Torino ho avuto Andrea Agnelli, il punto di riferimento di tutta la Juve. Poi mi sono relazionato con Roman Abramovich, meno algido e più ironico di quanto si pensi. Fra tutti il più simpatico è però Corsi dell’Empoli. Mi manca lavorare con i fondi. Se farei fatica? Non credo: il fondo punta a realizzare utili con un club. Ma per incrementare i ricavi servono risultati sportivi, quindi gli obiettivi coinciderebbero".

  • IL CALCIATORE PIÙ FORTE ALLENATO

    "Sono legato a un ragazzo, sensibile e delicato, che avrebbe potuto avere una carriera strepitosa, Riccardo Saponara".

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  • "IL MILAN GIÀ SFIORATO NEL 2015"

    "Dopo il colloquio Galliani mi disse che la trattativa stava andando a buon fine. Ma poi non lo sentii più: secondo me il Cavaliere trasalì quando lesse una mia intervista dove dissi che non avrei votato Renzi perché troppo a destra come Berlusconi".

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