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San Siro nel limbo da cinque anni: l’Italia insegue l’estero sugli stadi

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Di tempo ne è passato da quando Inter e Milan hanno compiuto il primo passo ufficiale per il nuovo San Siro: uno step storico, in un certo senso.

Dopo 1827 giorni dalla presentazione del primo studio di fattibilità per il nuovo stadio, non si vede ancora la luce in fondo al tunnel, come evidenzia nella sua analisi Calcio e Finanza.

Dalle diverse tappe alla proposta di Vasco Rossi di trasformarlo in un impianto per concerti, il Comune di Milano è alla ricerca di una soluzione alla questione San Siro. Ma quello dei nerazzurri e nei rossoneri non è l'unico tema legato agli stadi che soffre dei ritardi burocratici in Italia.

  • LE TAPPE DELLA TELENOVELA SAN SIRO

    Come detto, sono passati cinque anni da quando Inter e Milan hanno presentato il progetto di fattibilità, svelato in un comunicato congiunto il 10 luglio 2019.

    "A.C. Milan S.p.A. e F.C. Internazionale Milano S.p.A. hanno presentato oggi all’Amministrazione Comunale di Milano il Progetto di Fattibilità Tecnico Economica del nuovo Stadio per Milano e del correlato distretto multifunzionale".

    Nel novembre successivo è arrivato il prima via libera della Giunta Comunale, ma con un nuovo progetto che viene presentato il 21 gennaio 2020, con la decisione di mantenere alcune parti dell'attuale San Siro.

    A novembre 2020, poi, Inter e Milan presentano i progetti degli studi per la rifunzionalizzazione del Meazza, con l'approvazione, nel dicembre 2021, del progetto Populous. Alla fine del 2022 parte e si chiude il dibattito pubblico, con il Comune di Milano che chiede nuove modifiche.

    Tra marzo e giugno del 2023 l'Inter individua l'area di Rozzano per il nuovo stadio, il Milan quella di San Donato. Le ultime tappe vedonoWebuild candidarsi al progetto di restyle di San Siro, svelato nel giugno del 2024.

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  • INTER E MILAN VERSO ROZZANO E SAN DONATO?

    Nonostante l'ipotesi di restyle di Webuild, Inter e Milan hanno accelerato negli ultimi mesi e individuato due "Piani B": uno a Rozzano, l'altro a San Donato.

    I rossoneri hanno acquistato nel luglio del 2023 Sportlifecity, società che possiede i terreni sui quali realizzare lo stadio da 70mila posti con un investimento di circa 1,3 miliardi. In un primo momento, il Comune di San Donato aveva dato il via libera, nel gennaio del 2024, ma ad aprile è partito il procedimento per accordo di programma che coinvolge Regione Lombardia.

    L'Inter, invece, ha accelerato su Rozzano nel 2023, firmando a luglio con il gruppo Cabassi, proprietario dei terreni, un accordo di diritto di esclusiva, poi rinnovato fino a gennaio 2025. Il Comune, dal canto suo, ha approvato la modifica della variante del PGT che prevede ora che nella stessa area sia prevista anche la costruzione di un impianto. L'Inter lo vorrebbe con 70mila posti.

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  • LA SITUAZIONE IN ITALIA

    La situazione è evidente: come riporta Calcio e Finanza, nonostante gli impianti si siano riempiti, si parla ancora di strutture di 61 anni, in media. Nel 2021/22 il 24% aveva ancora la pista d'atletica, mentre l'88% non utilizzava fonti rinnovabili di energia e il 24% non aveva Skybox all'interno e nel 29% non erano presenti punti vendita per attività commerciali.

    Importante, per l'Italia, costruire un nuovo stadio significa anche e soprattutto aumentare le entrate, offrendo un servizio migliore ai tifosi: Inter e Milan, ad esempio, non hanno superato gli 80 milioni di euro nella loro stagione migliore, mentre Arsenal e Tottenham superano ampiamente i 100 milioni. PSG e Barcellona addirittura i 150 milioni.

    Attualmente in Serie A ci sono 14 progetti in fase di pianificazione o realizzazione di nuovi stadi, con investimenti complessivi superiori ai 3 miliardi di euro. Ma non mancano i problemi, come evidenziano i casi di Bologna, Firenze e Roma, dove tra Tor di Valle e Pietralta la Roma è in balìa del nuovo stadio. da10 anni, e con il tema ricorrente dell'impianto del Flaminio per la Lazio).

    E il confronto con l'estero rimane impietoso: secondoThe European Club Finance and Investment Landscape, ultimo report dellaUEFAsulla situazione economica del calcio del Vecchio Continente, dal2018al2022i club italiani hanno investito un totale di414 milionidi euro nelle infrastrutture, pari al3,5% dei ricavidello stesso periodo: nei cinque anni, i clubinglesihanno investito2,5 miliardi,quellispagnolietedeschisi aggirano sui600 milionimentre anche quelli francesi hanno fatto meglio con circa500 milioni.

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