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de sanctisGetty Images

L'ammissione di De Sanctis: "Ho sbagliato a tenere Sousa e non vendere Dia"

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La situazione è complicata. Dopo quattordici giornate di campionato giocate, la Salernitana è ultima in classifica.

Una sola vittoria per gli amaranto, seppur di prestigio contro la Lazio, e una serie di difficoltà che ne ne stanno seriamente minando le possibilità di restare in Serie A l'anno prossimo.

Uno scenario frutto di alcune scelte sbagliate durante la programmazione e di cui si è fatto carico in prima persona Morgan De Sanctis in un'intervista al Corriere dello Sport.

  • "HO SBAGLIATO A TENERE SOUSA"

    La prima ammissione di colpa è relativa alla permanenza dell'allenatore Paulo Sousa, confermato dopo la salvezza della scorsa stagione e malgrado il flirt estivo con il Napoli.

    "Era tutto lecito ma, come ha sostenuto il presidente Iervolino, in quel momento il rapporto con Sousa è diventato un amore viziato e ha prodotto scompensi. Pensai che si potesse ricostruire una storia, eravamo sempre quelli che con lui subivano solo 1,25 gol a partita, ne segnavamo 1,43, ottenevamo 21 punti in 16 gare. Ma quel meccanismo virtuoso era saltato: la conferma sta nei tre punti in otto gare tutto sommato agevoli, negli infortuni e nelle conferenze stampa avvelenate che hanno reso complicata anche la gestione ambientale

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  • "DOVEVO CEDERE DIA"

    Il secondo errore, a suo dire, è stato non cedere Boulaye Dia dopo la rottura degli ultimi giorni di mercato con il calciatore.

    "Il nostro bomber con 16 goal alle spalle di Osimhen e Lautaro Martinez. Poi all’ultimo giorno di mercato, quando pur non volendo non avremmo potuto far nulla per sostituirlo, spunta un’offerta irricevibile ed offensiva dall’Inghilterra per averlo in prestito: cosa avrebbero di noi, o anche solo di me, se avessi compiuto quell’operazione?".

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  • LA FIDUCIA DI IERVOLINO

    Logico che certi risultati mettano il dirigente in posizione di ricevere critiche anche dalla proprietà. Ma De Sanctis sente comunque il sostegno del presidente Iervolino.

    "Come potrebbe mai essere soddisfatto un manager dinnanzi a questi risultati? Ma io ho sempre avvertito la fiducia, dentro confronti che sono stati quotidiani. Non ricordo un giorno in cui non ci siamo sentiti. Mi tengo caro questo rapporto con un manager moderno che trasmette concetti utili pure in futuro. Lui come me sa che possiamo farcela. Però, e lo sappiano i ragazzi, soprattutto quelli che riteniamo i nostri leader, non abbiamo più tempo: non siamo ancora quelli dei 42 punti".

  • LA MISSIONE DI PIPPO

    Infine un passaggio su Pippo Inzaghi, subentrato proprio a Sousa, e che ha il compito di salvare la Salernitana.

    "Pippo ha portato il proprio vissuto per fronteggiare una situazione surreale: tre punti dopo otto giornate assolutamente vantaggiose. Il suo lavoro comincia a prendere forma ma va aiutato: lo devono fare i ragazzi, assorbendo la sua energia, e deve contribuire la gente, che è fantastica e non intende arrendersi come noi".

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