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Ruben Amorim non ha dato la svolta al Manchester United: ha già perso 3 partite su 6 in Premier League

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Un passo avanti, due indietro. Il Manchester United versione 2024/2025 è in pratica, con rarissime eccezioni, la copia di ogni squadra costruita anno dopo anno da quando Sir Alex Ferguson ha lasciato il timone del club. Ed è passato ormai più di un decennio.

Non sarà un buon Natale nella parte rossa di Manchester. Come spesso non lo è stato nelle passate stagioni. Colpa di quel che il Bournemouth è riuscito a fare all'Old Trafford nel pomeriggio, con un 3-0 che non ha nemmeno bisogno di troppi commenti: un disastro in piena linea. L'ennesimo.

Determinante l'apporto di alcuni ex elementi della Serie A: da Huijsen a Kluivert. Mentre, al contrario, non è stato determinante il cambio in plancia di comando voluto dalla dirigenza nelle scorse settimane.

  • UN ALTRO POMERIGGIO DA DIMENTICARE

    Il Bournemouth ha sbloccato la gara alla mezz'ora del primo tempo: sugli sviluppi di una punizione Huijsen ha anticipato l'ex bolognese Zirkzee, spizzando la palla di testa e infilandola sotto l'incrocio di un Onana immobile quanto incolpevole.

    Il raddoppio è arrivato nel secondo tempo su calcio di rigore con l'altro ex romanista Kluivert, ormai uno specialista: quattro reti delle cinque già messe a segno in Premier League in questa stagione sono arrivate proprio dal dischetto.

    Quindi, giusto per piazzare un'amarissima ciliegina su una torta già indigesta di suo, ecco anche lo 0-3 di Semenyo un paio di minuti più tardi: il sigillo che ha scritto la parola fine all'ennesimo pomeriggio da dimenticare.

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  • STORICO BOURNEMOUTH

    Quanto alle Cherries di Andoni Iraola, quinte assieme all'Aston Villa e in piena corsa per una piazza europea, il dato è incredibile ma vero: avevano vinto 3-0 all'Old Trafford anche nello scorso campionato. Difficile da immaginare, considerando la differenza di struttura e storia tra i due club, ma reale.

    Solo una volta, come rivela Opta, una squadra del massimo campionato inglese era riuscita a imporsi per due tornei di fila con tre o più reti di scarto in casa dello United: il Burnley, nel 1961 (4-1) e nel 1962 (5-2).

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  • IL DERBY? UN RICORDO

    A fare ancora più male è che il clamoroso capitombolo interno contro il Bournemouth è arrivato una settimana dopo la vittoria più esaltante di questo sofferto inizio di stagione: quella nel derby contro il Manchester City, squadra che sta vivendo la crisi delle crisi nella propria storia recente.

    All'Etihad Stadium un colpo di testa di Gvardiol sembrava averla scacciata, la crisi. Ma nel finale lo United ha trovato le forze per risalire la china e concretizzare una rimonta incredibile: 1-1 con Bruno Fernandes su rigore, 1-2 con l'ex atalantino Diallo.

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    AMORIM, NIENTE SVOLTA

    Chi pensava che il nuovo manager Ruben Amorim avrebbe impresso la svolta alla stagione del Manchester United, insomma, deve ricredersi: rispetto all'era Ten Hag, almeno dal punto di vista dei risultati, è cambiato poco se non nulla.

    Amorim ha iniziato in maniera discreta in campionato, pareggiando in casa dell'Ipswich e battendo l'Everton. Ma poi sono arrivate due sconfitte, contro Arsenal e Nottingham Forest, e una terza col Bournemouth dopo il trionfo col City. Totale: sei partite con due vittorie, un pareggio e tre sconfitte. Il portoghese, in pratica, ha già perso la metà delle sfide disputate sulla panchina dello United.

    Detto che la situazione in Europa League è ben diversa (Zirkzee e compagni sono ancora imbattuti), il Manchester United ha pure salutato la prime delle due coppe nazionali, venendo eliminato dal Tottenham dopo una gara emozionante persa per 4-3.

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  • LA CLASSIFICA PIANGE

    I punti conquistati dopo 17 giornate, così, sono appena 22: poco più di uno a partita. Lo United è ancora una volta lontanissimo dalla vetta e, anzi, è più vicino alla zona retrocessione (8 punti di vantaggio) che al primo posto del Liverpool.

    Già accantonati con diversi mesi d'anticipo i sogni di riportare nella Manchester rossa un titolo di Premier League che manca dal 2013, ai Red Devils non resta ora che andare a caccia di un posto in Europa. Ma oggi pensarli in corsa per la Champions League è un'impresa ardua.

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