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El Shaarawy Roma MonzaGetty

La Roma di Mourinho non molla mai: ha segnato 21 goal nel recupero

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Al 91' di Roma-Lecce, all'Olimpico stanno vincendo i giallorossi. Quelli di Roberto D'Aversa, però. Vantaggio di Almqvist, seconda sconfitta di fila vicina per la squadra di José Mourinho dopo quella di San Siro, l'ingresso in un inevitabile stato di crisi.

Poi spunta la testa di Sardar Azmoun, al suo primo centro in Serie A. E poi ecco Romelu Lukaku, che col sinistro batte Falcone da pochi passi su assist di Dybala. Dallo 0-1 al 2-1 in un amen. E l'Olimpico che vien giù dall'incredulità.

Eppure non è la prima volta che la Roma si impone così. Specialmente da quando in panchina c'è Mourinho. Dalla 'zona Cesarini' alla 'zona Mou', il passo è piuttosto breve. E spesso redditizio, in quanto a risultati.

  • TREND COSTANTE

    Sin dal principio dell'avventura del portoghese nella Capitale, la Roma ha saputo realizzare goal decisivi nei minuti di recupero.

    La prima squadra a pagarne le spese fu il Sassuolo, sconfitto 2-1 oltre il 90esimo da un tiro a giro di El Shaarawy proprio all'Olimpico in occasione della panchina numero 1000 in carriera di Mourinho.

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  • TRADOTTO IN PUNTI

    Quasi sempre, i goal segnati nel recupero dai giallorossi hanno avuto una resa massima in termine di punti.

    Ben 27 quelli raccolti dalla Roma, che sarebbero potuti essere anche 29 se alla rete di Abraham contro il Milan la scorsa stagione non avesse fatto seguito quella di Saelemaekers.

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  • SOLO DUE SUBITI

    I minuti di recupero rendono poi la squadra di Mourinho a tenuta stagna. In due stagioni e mezza, soltanto due volte la squadra dello Special One ha subito goal oltre il 90esimo.

    La prima squadra a violare la porta giallorossa nel recupero è stato il CKSA Sofia, nella vittoria esterna della Roma nel girone di Conference League. Un goal dunque ininfluente, a differenza di quello sopracitato di Saelemaekers, ultimo calciatore a segnare un goal alla Roma in extremis.

  • FATTORE CAMPO

    Una tendenza, secondo Mourinho, legata alla passione del pubblico romanista presente sugli spalti.

    "La descrivo come cuore e mentalità principalmente in casa. Ho allenato 6 o 7 squadre ma in nessuna quando perdi in casa la gente continua a giocare con te. Avevamo in campo gente che può segnare con tanti attaccanti. Qualche volta porti caos e crei caos a loro. Loro potevano fare il 2-0. Partita pazza e tre punti importanti".

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