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Soulé RomaGetty Images

La Roma non è "guarita": dai singoli alla fragilità di squadra, tutto ciò che non sta funzionando

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Più passano le partite e più la Roma conferma di non essere uscita dal momento negativo. Una situazione che di fatto dura dall'intera stagione.

Il cambio di allenatore da De Rossi a Juric non ha portato benefici, perché al di là delle due vittorie in campionato, di cui l'ultima arrivata con estrema difficoltà a superare il Venezia, in Europa League il cammino è iniziato con un punto in due gare.

La sconfitta in Svezia contro l'Elfsborg è l'emblema delle difficoltà della squadra giallorossa. Il turnover non paga ma i problemi per Juric vanno oltre le prestazioni dei singoli giocatori.

C'è una fragilità mentale che preoccupa e pone dubbi sul proseguo della stagione.

  • CHANCE SPRECATA DALLE RISERVE

    Nella Roma scesa in campo dal primo minuto c'erano diverse alternative rispetto ai titolari. Abdulhamid sulla corsia di destra, Baldanzi e Soulé a supporto di Shomurodov. Basterebbe guardare la panchina con Dovbyk, Dybala, Koné, Cristante, Mancini e Pellegrini per capire che Juric ha deciso di fare turnover in Svezia.

    Le risposte però non ci sono state e se per molti era l'opportunità di dimostrare di essere all'altezza dei "titolari", non è stata sfruttata. Segnali che potranno condizionare anche le prossime scelte del tecnico quando la Roma sarà chiamata al doppio impegno campionato/Europa League.

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  • SOULÉ PROSEGUE IL MOMENTO NEGATIVO

    Chi era chiamato in particolare a riscattarsi dopo un inizio complicato era Soulé, che invece in Svezia ha confermato di essere per ora il lontano ricordo del giocatore ammirato con il Frosinone.

    Altra prestazione poco brillante per l'ex Juventus, pagato oltre 25 milioni di euro in estate. Di lui ha parlato Juric in conferenza.

    "In questo momento non è decisivo come vorrebbe. Stiamo parlando di un ragazzo che ha fatto un anno a Frosinone, è venuto subito a Roma e le aspettative sono enormi. Diamogli tempo, cerchiamo di lavorare a livello fisico, sulle posizioni, cerchiamo di farlo crescere altrimenti non va bene. In questo momento non è risolutivo come vorrebbe ma ci sono tante cose che mi piacciono, una di queste è che non si nasconde mai e si fa vedere, anche troppo in alcune situazioni".

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  • IL FATTORE "TESTA"

    Quando ci sono sconfitte come quella con L'Elfsborg, è evidente che non si tratta tanto di aspetti tecnici e tattici ma prima di tutto mentali, considerando la differenza di valori in campo.

    E la Roma si è mostrata nuovamente fragile, incapace di reagire alle prime difficoltà e con mancanza di fiducia.

    Elementi visti anche nella vittoria con il Venezia in casa, in cui i giallorossi hanno si rimontato nel finale ma dopo aver rischiato di soccombere in precedenza,

    Si tratta di una squadra a cui manca la tranquillità e la serenità. Un problema che la Roma si porta dietro non da oggi.

  • DUBBI SULLA STRATEGIA DEI FRIEDKIN

    "Separarsi da De Rossi è stata una decisione difficilissima, ma l’abbiamo presa con la convinzione che sia la strada giusta per puntare ai trofei in questa stagione", con queste parole, i Friedkin spiegavano l'esonero dell'ex allenatore della Roma, sostituito da Juric.

    E' ovviamente ancora presto per capire se effettivamente la scelta della proprietà si dimostrerà efficace o meno ma al momento, le prestazioni e i risultati non vanno verso la direzione sperata.

    I problemi e le difficoltà, in campo e non, che c'erano già prima, non sembrano spariti, anzi.

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