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Josè Mourinho RomaGetty Images

Roma e il tabù big match: nemmeno Mourinho ha invertito la rotta

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Quando c'è da alzare l'asticella, la Roma puntualmente continua a compiere passi falsi. I giallorossi soffrono ormai da anni una sorta di psicosi negli scontri diretti, che li porta a non riuscire a performare quando il gradiente di difficoltà delle gare si fa più consistente.

Impasse che nemmeno José Mourinho, allenatore esperto ed abituato a gestire la pressione di big match di livello internazionale, sembra essere riuscito a far superare.

Il derby, terminato 0-0 con un'altra prestazione non certo da squadra che ambisce ai vertici della classifica, è solo l'ultima testimonianza di questo trend.

  • 5 SU 25

    Nei 30 mesi di Mourinho nella capitale i giallorossi hanno vinto appena cinque scontri diretti su 25. Uno contro Lazio, Inter e Juventus, due con l'Atalanta. Mai con il Milan, mai contro il Napoli.

    Una difficoltà che fisiologicamente impedisce alla Roma di lottare per il vertice e per un posto in Champions League.

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  • IN QUESTA STAGIONE

    La terza annata di Mourinho fin qui non sembra aver interrotto la maledizione. Ko con entrambe le milanesi, la Roma ha rimediato un solo punto nel derby contro la Lazio e deve ancora affrontare Juventus, Napoli, Fiorentina e Atalanta.

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  • MA COME MAI?

    La Roma sembra entrare in campo rassegnata. Il maggiore tasso tecnico delle avversarie (in molti casi nemmeno esistente o comunque non così marcato) pare rappresentare un ostacolo insormontabile per i calciatori di Mourinho.

    Ed è proprio lo Special One, con le sue dichiarazioni, ad aver in qualche modo legittimato l'idea che la sua squadra non possa competere per il vertice.

  • UN'ALTRA COSA IN EUROPA

    Un atteggiamento che invece in Europa la Roma non ha mai dimostrato. Non a caso negli ultimi due anni i giallorossi hanno disputato due finali, anche grazie all'abilità predatoria di Mourinho nelle coppe.

    Se l'obiettivo minimo del terzo (e probabilmente ultimo) anno di Mourinho alla Roma deve essere tornare in Champions League sarà però necessario iniziare ad alzare l'asticella anche in campionato.

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