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Vanja Milinkovic Savic NapoliGetty Images

La rivelazione di Milinkovic-Savic: "Indosso la 32 per Abbiati, era il mio idolo. Napoli? Mi aspettavo di giocare a questi livelli"

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Uno degli acquisti estivi più riusciti del Napoli è il portiere Vanja Milinkovic-Savic, che si è subito integrato al meglio nel suo primo anno in azzurro.

Oltre a una grande abilità nel parare i rigori, l’ex Torino ha dimostrato subito altre qualità importanti, sia tra i pali sia nella gestione della palla con i piedi.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Hernanes per DAZN, al programma My Skills, l’estremo difensore serbo ha svelato alcuni dettagli interessanti del suo passato..

  • "SONO NATO ATTACCANTE, MA SI DOVEVA CORRERE E HO SCELTO DI FARE IL PORTIERE"

    "Sono nato attaccante, poi c’è stato uno switch. Ero un bomber che non ti immagini. Con il tiro che ho, mi giravo e tiravo. Non la passavo mai, ero un egoista. Vedevo solo la porta, volevo fare goal. Quando ho capito che per fare la punta bisogna fare tanti scatti e tante corse, ho preferito diventare portiere.”

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  • "A SERGEJ MANCA L'ITALIA, TORNA SPESSO QUI"

    "Sergej? Un po’ gli manca l’Italia, si vede perché torna spesso. Come dice lui, sono le abitudini: quando ti abitui all’Italia è difficile cambiare, sono pochi quelli a cui non piace l’Italia. Contro di me non ha mai segnato? E non lo farà mai! Ci ha provato, un paio di volte, ma già io ci metto sempre il 120 %. Contro di lui… è una cosa tra fratelli, è una sfida da quando siamo piccoli. In quelle occasioni, ci metto il 200 %, non lo farei mai segnare, impossibile: non dormirei la notte”.

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  • "HO SCELTO LA NUMERO 32 PER ABBIATI: ERA IL MIO IDOLO"

    "La maglia numero 32? Per me da ragazzino il portiere era Abbiati e lui aveva il 32. Io ero piccolo ed eravamo in Serbia quando il Vojvodina giocò una partita contro l’Atletico Madrid, quando Abbiati giocava con i Colchoneros. Poter vedere dal vivo l’Atletico, in Serbia, era inimmaginabile: lì ho visto Abbiati e mi è piaciuto tutto il lavoro del portiere”.

  • "CHIAMATA DEL NAPOLI? ME L'ASPETTAVO: CREDO MOLTO IN ME STESSO"

    "Chiamata del Napoli? Me l’aspettavo perché ho sempre desiderato arrivare ad un certo livello. Fin da ragazzino mi aspettavo questa carriera, perché se non ci credo io, chi ci crede?”

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  • "HO FATTO UN PERIODO ALLO UNITED: DAVANTI A ME AVEVO DE GEA E VICTOR VALDES"

    "Manchester United? Sono stato alla United quando avevo 17 anni, ma andavo e tornavo per problemi con il Visto. C’è stato un problema con il permesso di soggiorno per farmi giocare, quindi andavo avanti e indietro dalla Serbia per allenarmi. In quel periodo c’erano Victor Valdes e De Gea. In allenamento mi trovavo a parare sui tiri di Nani, Van Persie e Rooney, era tosta… Se era difficile per loro trovarmi di fronte? In quel periodo no (ride, ndr), era abbastanza facile”.

  • "SONO FORTE SULLE PUNIZIONI: MA CONTE NON ME LE FA BATTERE..."

    "Punizioni? Al Torino le calciavo con Baselli a fine allenamento. Mihajlovic l'ha visto ed è venuto a chiedermi se me la sentivo e gli ho risposto di sì. Mi ha detto che quando me la sentivo potevo calciarle anche in partita perché ero il più bravo in squadra. Qualche giorno dopo arrriva la partita di coppa, guardo la panchina e mi fa segno di andare, ho colpito dalla traversa. Se posso farlo con Conte? Ogni tanto guardo la panchina per vedere se qualcuno mi fa cenni, ma nessuno si gira".

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  • "QUANDO PARI UN RIGORE TI SENTI IL RE DEL CAMPO"

    "Rigori? Quandi li pari ti senti il re del campo. Se sei attaccante devi fare goal, mentre un portiere non deve necessariamente pararlo. Se prendi goal dici vabbé, ma l'attaccante deeve segnare perché si è preso la responsabilità. Quando dicono che per un portiere è difficile io penso che mentalmente sia più difficile per chi deve batterlo. Rispetto al passato ho cambiato molto la mia tecnica per pararli, ma non posso dire di più".

  • "HO IL TIRO PIÙ FORTE DEL MONDO: NON HO MAI VISTO NESSUNO TIRARE COME ME"

    "Credo molto nella potenza del mio tiro. Secondo me ho veramente il tiro più forte del mondo. Non ho mai visto nessuno calciare forte quanto me".

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