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Social contro Alberto Rimedio dopo la frase prima di Italia-Israele: il telecronista Rai nel mirino per le parole sui fischi contro l'inno israeliano

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Italia-Israele, quarta partita di Nations League per la squadra di Spalletti, è stata soprattutto una gara con sfondo politico.

Dopo l'invito di migliaia di persone a boicottare la partita contro la rappresentativa del Paese mediorientale, alla fine il match si è giocato a Udine in un clima surreale, con pochi tifosi presenti e diversi fischi alla nazionale ospite.

I fischi hanno preso il via con l'abbraccio e la stretta di mano tra il ct Spalletti e il collega israeliano Shimon e sono proseguiti durante l'inno della Nazionale ospite, per poi essere costanti anche durante la partita, quando Israele è stata in possesso palla.

A proposito dei fischi durante l'inno israeliano, sui social si è discusso sulla frase pronunciata da Alberto Rimedio (telecronista della Rai e voce principale dell'Italia) al termine dello stesso e prima di quello italiano.

  • COSA HA DETTO ALBERTO RIMEDIO?

    "Purtroppo, come già successo a Roma contro il Belgio giovedì scorso, dobbiamo stigmatizzare qualche fischio contro l'inno israeliano, subito coperto dagli applausi del resto dello stadio" ha evidenziato il telecronista Rai Alberto Rimedio dopo l'inno israeliano e prima di quello italiano, cantato a gran voce dagli 11.000 tifosi azzurri presenti a Udine per la quarta partita di Nations League.

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  • I COMMENTI SUI SOCIAL

    Dopo quanto detto da Alberto Rimedio in telecronaca, in tanti hanno commentato su X e Instagram - principalmente - evidenziando sia come i fischi siano un diritto allo stadio, sia di come a differenza di quelli (pochi) 'sportivi' avvenuti prima della partita contro il Belgio, quelli all'indirizzo dell'inno israeliano siano arrivati in segno di protesta contro Israele per la guerra a Gaza e in Libano di questi mesi.

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  • FISCHI? IL CT DI ISRAELE: "POCO OSTILI"

    Nonostante i fischi durante l'inno e la partita, il ct di Israele Ben Shimon si è detto comunque soddisfatto per l'accoglienza di Udine:

    "In Israele c'era un po' di preoccupazione per come potessimo venire accolti qui" le parole di Shimon in conferenza, dopo la sconfitta per 4-1 contro l'Italia.

    "Devo dire che i tifosi si sono dimostrati veramente poco ostili e molto sportivi per come si sono comportati durante la lettura delle formazioni, l'inno nazionale e tutta la partita. È stato emozionante".

  • IL CORTEO PRE ITALIA-ISRAELE

    Nelle ore precedenti al fischio d'inizio di Italia-Israele, è andato in scena per le vie di Udine un corteo pacifico pro-Palestina e contro il team di Ben Shimon.

    In particolare i manifestanti hanno accusato l'Italia per aver deciso di affrontare la nazionale israeliana nonostante quanto sta succedendo in Palestina e Libano, chiedendo la pace e di bandire Israele dalle competizioni sportive, come già successo con la Russia nell'ultimo biennio.

    La FIFA ha avviato un'indagine su Israele dopo la richiesta di esclusione avanzata dalla federazione palestinese per la guerra attualmente in corso a Gaza, ma all'orizzonte non sembrano esserci novità rilevanti.

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