Prima la Supercoppa Italiana, poi la Coppa Italia, infine il campionato. Tre competizioni, tre competizioni sfuggite dalle dita sul più bello o quasi. Per chi come l'Inter sognava un nuovo Triplete, fin qui è stato un Triplete solo al contrario.
La lotta Scudetto aveva preso una direzione ben precisa già al 90' di Inter-Lazio. Il minuto, cioè, in cui il nuovo idolo partenopeo Pedro segnava il rigore che bloccava la sfida del Meazza sul 2-2, impedendo il definitivo sorpasso nerazzurro sul Napoli. La squadra di Conte, alla fine, non ha dovuto far altro che tenersi stretto il vantaggio di un punto.

Se il giorno dopo solitamente è quello in cui ci si lecca le ferite, l'Inter non ha però molto tempo per farlo. Per un semplice motivo: è attesa ora dall'appuntamento più importante della stagione, ovvero la finale di Champions League contro il PSG in programma sabato prossimo a Monaco di Baviera.
Come ci arriveranno i nerazzurri? Risentiranno psicologicamente della delusione vissuta venerdì o riusciranno a resettare mente e morale, ripartendo da zero? I motivi d'ottimismo e quelli di preoccupazione in vista della grande finale.
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