Il trasferimento a parametro zero di Kylian Mbappe al Real Madrid nel 2024 si è rivelato un successo clamoroso dal punto di vista individuale.
L’attaccante francese, insaziabile sotto porta, ha realizzato ben 83 goal nelle prime 97 presenze con i Blancos, di cui 39 in tutte le competizioni nella stagione in corso: un bottino superato, nei cinque principali campionati europei, solo da Harry Kane del Bayern Monaco.
Numeri da fuoriclasse assoluto, in linea con quelli fatti registrare anno dopo anno al Paris Saint-Germain, che confermano Mbappé tra i giocatori più decisivi della sua generazione.
Letale sotto porta, è spesso capace di crearsi da solo le occasioni, sfruttando velocità, forza e agilità fuori dal comune per saltare i difensori con estrema facilità.
Ma con la crescita della sua fama è aumentato anche il suo ego. Il classe 1998 non è pienamente soddisfatto se non è il punto di riferimento assoluto, e il club, considerandolo il proprio asset più prezioso, tende ad assecondarlo.
Già ai tempi del PSG, Mbappé non aveva accettato un ruolo secondario rispetto a Neymar e Ousmane Dembele, e ha poi preteso lo stesso status privilegiato al Santiago Bernabéu, anche davanti a Vinicius Junior e Jude Bellingham.
Non è un caso che il PSG abbia conquistato la sua prima Champions League solo dopo la sua partenza. La sua presenza aveva reso la squadra troppo prevedibile: un problema che ora sembra riproporsi anche a Madrid.
Senza un cambio di rotta, i Blancos rischiano seriamente di trasformarsi in comprimari sia in ambito nazionale che europeo nei prossimi anni.






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