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Kylian Mbappe Real Madrid GFXGOAL

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Real Madrid troppo Mbappé-centrico: l’approccio ossessivo rischia di far diventare i Blancos una comparsa in Champions League e Liga

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Il trasferimento a parametro zero di Kylian Mbappe al Real Madrid nel 2024 si è rivelato un successo clamoroso dal punto di vista individuale.

L’attaccante francese, insaziabile sotto porta, ha realizzato ben 83 goal nelle prime 97 presenze con i Blancos, di cui 39 in tutte le competizioni nella stagione in corso: un bottino superato, nei cinque principali campionati europei, solo da Harry Kane del Bayern Monaco.

Numeri da fuoriclasse assoluto, in linea con quelli fatti registrare anno dopo anno al Paris Saint-Germain, che confermano Mbappé tra i giocatori più decisivi della sua generazione.

Letale sotto porta, è spesso capace di crearsi da solo le occasioni, sfruttando velocità, forza e agilità fuori dal comune per saltare i difensori con estrema facilità.

Ma con la crescita della sua fama è aumentato anche il suo ego. Il classe 1998 non è pienamente soddisfatto se non è il punto di riferimento assoluto, e il club, considerandolo il proprio asset più prezioso, tende ad assecondarlo.

Già ai tempi del PSG, Mbappé non aveva accettato un ruolo secondario rispetto a Neymar e Ousmane Dembele, e ha poi preteso lo stesso status privilegiato al Santiago Bernabéu, anche davanti a Vinicius Junior e Jude Bellingham.

Non è un caso che il PSG abbia conquistato la sua prima Champions League solo dopo la sua partenza. La sua presenza aveva reso la squadra troppo prevedibile: un problema che ora sembra riproporsi anche a Madrid.

Senza un cambio di rotta, i Blancos rischiano seriamente di trasformarsi in comprimari sia in ambito nazionale che europeo nei prossimi anni.

  • Kylian Mbappe Real Madrid 2025-26Getty

    STATO DI GRAZIA E CONFRONTO CON RONALDO

    Sarebbe ingiusto non riconoscere i meriti di Kylian Mbappe: nella prima parte di stagione è stato praticamente inarrestabile. Ha messo a segno 27 goal, quattro dei quali nella straordinaria prestazione contro l’Olympiacos in Champions League, contribuendo al rocambolesco 4-3 del Real Madrid.

    Ha inoltre firmato il goal del vantaggio nel successo per 2-1 nel Clasico contro il Barcelona a ottobre, permettendo ai Blancos di portarsi a +5 in vetta alla La Liga dopo dieci giornate.

    In quel momento, i paragoni con l’icona del Bernabéu Cristiano Ronaldo si moltiplicavano, ma Mbappé ha risposto con grande umiltà:

    "Voglio seguire il mio percorso. Essere accostato a Cristiano è già un onore, ma voglio costruire la mia strada, aiutare la squadra e vincere più titoli possibile", ha dichiarato a Marca.

    Il francese ha poi aggiunto altri otto goal nelle ultime otto giornate di Liga del 2026, ma con il calo dei risultati di squadra si è riaperto il dibattito sul suo reale impatto collettivo. La squadra di Xabi Alonso ha infatti vinto solo quattro di quelle partite, permettendo al Barcelona di rientrare prepotentemente in corsa e prendere il controllo della lotta al titolo.

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  • Kylian Mbappe Real Madrid 2025Getty

    IL CROLLO SOTTO LA GUIDA DI ARBELOA

    Dopo la deludente sconfitta nella finale di Supercoppa di Spagna contro il Barcelona del 12 gennaio – gara saltata da Kylian Mbappe per un infortunio al ginocchio – Xabi Alonso è stato esonerato e il Real Madrid ha promosso rapidamente Alvaro Arbeloa dalla Castilla alla prima squadra.

    Tuttavia, il cambio in panchina non ha fermato la caduta dei Blancos.

    Arrivati a questo punto della stagione, il Barça guida la Liga con nove punti di vantaggio a sette giornate dalla fine, mentre il Real è chiamato a una vera impresa per raggiungere le semifinali di Champions League, dopo la sconfitta per 2-1 nella gara d’andata contro il Bayern Monaco.

    La gestione Arbeloa fin qui ha prodotto una sola vittoria nelle ultime quattro partite, con il ko per 2-1 sul campo del Mallorca come punto più basso. Parallelamente, anche il rendimento di Mbappé è crollato drasticamente.

    Il francese ha segnato appena un goal nelle ultime sette presenze con il club, con una percentuale realizzativa precipitata dal 25% della stagione 2025-26 al 4%. Un calo evidente proprio nel momento più delicato dell’annata.

    Emblematica la prestazione nel deludente 1-1 contro il Girona al Bernabéu: appena 0,14 di xGOT, 20 palloni persi e solo 4 duelli vinti su 17. Mbappé non è riuscito né a legare il gioco né a incidere senza palla, risultando praticamente avulso dalla manovra.

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  • Manchester City FC v Real Madrid CF - UEFA Champions League 2025/26 Round of 16 Second LegGetty Images Sport

    IL SISTEMA MIGLIORE (SENZA MBAPPÉ)

    Non tutto è stato negativo in casa Real Madrid sotto la gestione di Alvaro Arbeloa. Tra fine febbraio e fine marzo, i Blancos hanno infilato sei vittorie in sette partite, superando sia il Benfica che il Manchester City in casa e in trasferta in Champions League, oltre a travolgere l’Elche per 4-1 in La Liga.

    Un dato significativo: in quel periodo Kylian Mbappe era assente, alle prese con un fastidioso problema al ginocchio.

    Il Real ha anche battuto l’Atletico Madrid per 3-2 in un derby spettacolare, con Mbappé impiegato solo negli ultimi 26 minuti. Arbeloa ha abbandonato il 4-3-3 per passare a un più compatto 4-4-2, con Vinicius Junior e Brahim Diaz in attacco, e la squadra è apparsa subito più equilibrata.

    Con ampiezza reale sugli esterni, Vinícius è tornato ai livelli del 2023-24 – stagione chiusa al secondo posto nel Pallone d'Oro – mentre Federico Valverde attaccava costantemente l’area, supportato dal grande lavoro di Aurelien Tchouameni.

    Anche in fase difensiva, la squadra si è mostrata solida e compatta.

    In altre parole, il Real giocava da squadra. Una condizione che viene meno quando Mbappé è in campo. Contro Mallorca e Girona, Arbeloa è tornato al piano “servire Mbappé a tutti i costi” e il risultato è stato un solo punto invece di sei.

    Il problema è evidente: senza alternative tattiche, quando gli avversari riescono a isolare Mbappé – o quando il francese attraversa una giornata storta sotto porta, evento sempre più frequente – il Real Madrid resta senza soluzioni.

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  • mbappe(C)Getty Images

    CROLLO NEI BIG MATCH

    Il Real Madrid ha chiuso la prima stagione di Kylian Mbappe senza conquistare trofei di primo piano, nonostante i suoi 44 goal complessivi. Nella Liga ne ha segnati 31, quasi la metà delle 78 reti totali della squadra, ben nove in meno rispetto alla stagione precedente culminata con la vittoria del titolo.

    I problemi sono emersi soprattutto nelle partite decisive. Mbappé è stato praticamente annullato nel 5-1 complessivo subito contro l’Arsenal nei quarti di finale di Champions League, e nonostante cinque goal nei primi quattro Clasicos, il Barcelona ha vinto tutte quelle sfide.

    Il Real ha finito per affidarsi ciecamente alle giocate individuali del francese, abbandonando quel gioco collettivo che aveva portato alla conquista della quindicesima Coppa dei Campioni.

    Una tendenza proseguita anche nella stagione successiva, con Mbappé incisivo solo a tratti. Ha segnato ancora contro Barça e Atletico Madrid, e ha tenuto in vita il Real con un goal nell’andata contro il Bayern Monaco in Champions. Ma nella sconfitta per 1-0 contro il Liverpool nella fase a gironi è stato praticamente invisibile, senza nemmeno un tiro in porta.

    Troppo spesso, quando la pressione sale, Mbappé sparisce. Emblematica la prestazione nel ko per 2-1 contro l’Osasuna a febbraio: appena 0,3 xG, nessun dribbling riuscito e zero contributo difensivo.

    La realtà, per quanto dura, è che il Real ha fatto un passo indietro dall’arrivo di Mbappé. Il Barcellona è oggi nettamente la squadra migliore della Liga e rischia di aprire un ciclo dominante, a meno che i Blancos non correggano rapidamente la rotta.

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  • Kylian Mbappe Luis Enrique PSG 2025Getty Images

    MENTALITÀ PIGRA

    Luis Enrique utilizzò una celebre metafora legata a Michael Jordan per far capire a Kylian Mbappe quanto fosse fondamentale difendere già dalla prima linea durante il suo ultimo anno al Paris Saint-Germain:

    "Michael Jordan prendeva tutti i compagni e difendeva come un dannato. Devi dare l’esempio, prima come uomo e poi come giocatore".

    Un messaggio che sembra essere stato recepito da Ousmane Dembele, diventato improvvisamente un riferimento nel pressing offensivo quando ha assunto il ruolo di leader offensivo del PSG, contribuendo allo storico treble del 2024-25 e venendo premiato con il suo primo Pallone d'Oro. Mbappé, invece, ha chiuso solo al settimo posto nella classifica del 2025, dando l’impressione di aver dimenticato quelle indicazioni dopo il passaggio al Real Madrid.

    Lo stesso Mbappé ha ammesso una certa discontinuità nel lavoro senza palla durante una puntata di The Bridge:

    "Sono un giocatore che difende un po’ meno degli altri, e a volte questo può essere un problema. È vero che lo faccio meno, ma quando lo faccio si vede che aiuta la squadra".

    Un atteggiamento che spiega anche perché non abbia ancora conquistato né la Champions League né il Pallone d’Oro. Piuttosto che migliorare questo aspetto del suo gioco, il francese sembra scaricare responsabilità, lasciando intendere che il lavoro degli altri possa compensare le sue lacune.

    Ma non è così. Il pressing del Real è troppo facile da eludere proprio perché Mbappé non partecipa alla fase di non possesso, non accorcia sugli avversari e raramente rientra.

    Ancora più preoccupante è il suo comportamento in fase offensiva: invece di occupare stabilmente l’area come faceva il grande ex numero 9 Karim Benzema, tende ad allargarsi, svuotando il centro e rendendo meno efficace la manovra dei Blancos.

  • mbappe-kane(C)Getty Images

    SURCLASSATO DA KANE

    Mercoledì sera Kylian Mbappe dovrà ancora una volta provare a tenere il passo di un centravanti superiore come Harry Kane, a patto che recuperi dal taglio alla testa rimediato contro il Girona. L’inglese è stato determinante nel successo del Bayern Monaco al Bernabéu, non solo per lo splendido tiro dal limite che ha fissato il 2-1.

    Il capitano dell’Inghilterra ha anche dialogato alla perfezione con Serge Gnabry nell’azione del primo goal, creato un’altra grande occasione e percorso 10,5 chilometri, confermando la sua straordinaria generosità. Mbappé, al contrario, si è fermato a 9,3 km. Il Bayern può contare su Kane non solo come finalizzatore e rifinitore, ma anche come primo difensore.

    Il confronto è netto: Mbappé vive di episodi. È capace di decidere una partita in un attimo, ma alterna lampi a lunghe pause. Non è una questione di istinto da attaccante – lo ha dimostrato con il movimento perfetto sul secondo palo sul cross di Trent Alexander-Arnold proprio contro il Bayern – quanto piuttosto di continuità nel posizionamento e nella partecipazione al gioco.

    Alvaro Arbeloa non è obbligato a schierarlo titolare: può adattare Brahim Diaz o Arda Guler al centro dell’attacco, oppure dare spazio a Gonzalo Garcia, rendendo il Real Madrid più equilibrato ed efficace.

    Non a caso, una parte del tifo madridista non vedrebbe di cattivo occhio una panchina temporanea per Mbappé, come dimostra persino la nascita di siti che monitorano i giorni rimanenti del suo contratto.

    Il francese ha bisogno di una scossa. Se il Real dovesse uscire ancora ai quarti di Champions League, il club potrebbe essere costretto a ridimensionarne il ruolo… o addirittura iniziare a pensare a un nuovo riferimento offensivo.

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