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Raspadori NapoliGetty Images

Raspadori bello di notte del Napoli: è tra gli eletti della Champions League

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Quando Khvicha Kvaratskhelia, al ventesimo minuto della ripresa di Union Berlino-Napoli, prende palla sulla sinistra e punta l'avversario diretto Trimmel, non molti pensano che l'azione potrà dare frutti concreti. Semplicemente perché, in precedenza, la squadra di Rudi Garcia ha creato poco o nulla di interessante dalle parti dell'area tedesca.

Tra quei pochi che hanno mantenuto le antenne dritte, senza rischiare di farsi venire l'abbiocco per una partita con pochissime emozioni, c'è Giacomo Raspadori. È appostato all'interno dell'area, dove Garcia gli ha detto di piazzarsi. Aspetta pazientemente. E alla fine, nell'unica occasione buona, lascia il segno.

Perché Kvara riesce a saltarlo secco, Trimmel, prima di andare sul fondo e toccare all'indietro per il compagno. Il quale, a sua volta, infila il pallone con il sinistro tra palo e il portiere Ronnow. E poi corre, sfrenato, a esultare sotto il settore dei sostenitori azzurri per una rete che potrebbe rappresentare parecchio in chiave qualificazione alla prossima fase.

  • PRIMA PUNTA ATIPICA

    E dire che Raspadori non sarebbe nemmeno dovuto essere in campo. Non dall'inizio, perlomeno. Con Victor Osimhen abile e arruolabile, il tridente dei campioni d'Italia è definito: Kvaratskhelia a sinistra, il nigeriano a battagliare senza sosta e con chiunque al centro, l'inarrestabile Politano di questo inizio di stagione a destra.

    E invece Osimhen non c'è. Si è fatto male, ne avrà ancora per un po'. E ha costretto Garcia, già in pesantissima difficoltà dopo il ko pre-sosta contro la Fiorentina, a ridisegnare forzatamente il proprio pensiero offensivo.

    Solo che l'ex allenatore della Roma non si è affidato a Giovanni Simeone, un'altra punta di ruolo. No, ha scelto Raspadori. Che prima punta non è, anche se ormai ha imparato a farlo sia col Napoli che in Nazionale. E Giacomino, 23 anni, testa alta e sguardo dritto senza aver mai paura di nessuno, ha risposto presente.

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  • Raspadori NapoliGetty Images

    BELLO DI NOTTE

    "Bello di notte", sì. È questa la definizione che si potrebbe dare di Raspadori. La Champions League pare essere ormai diventata il proprio terreno naturale di caccia: tra la scorsa stagione e questa, l'ex neroverde ha timbrato il cartellino cinque volte, tramortendo i Rangers, l'Ajax (tre volte) e, appunto, l'Union Berlino.

    Il dato Opta, poi, è significativo: Raspadori è uno dei sei giocatori nati dal 2000 in poi ad aver messo a segno almeno cinque reti nelle ultime due edizioni di Champions League. E chi sono gli altri? Vinicius Junior, Bellingham, Haaland, Rodrygo, Julian Alvarez. Un discreto gruppo di eletti.

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  • GARCIA: "MERITAVA DI SEGNARE"

    Garcia sorride, si coccola Raspadori, se lo abbraccia a parole.

    "Se c'era uno che meritava di segnare era lui - ha detto il francese nella conferenza stampa post partita - perché dall'inizio della stagione ha sempre dato tutto. Dà sempre un grande aiuto alla squadra. Gli mancava soltanto un po' di efficacia, ma questa sera l'ha avuta".

  • Simeone Raspadori NapoliGetty

    DEFINITE LE GERARCHIE

    Se due indizi non fanno ancora una prova, ci siamo quasi. Raspadori ha giocato dall'inizio a Verona e pure quattro giorni dopo a Berlino. Mentre Simeone si è accomodato in panchina, entrando in campo a partita in corso in entrambi i casi.

    E dunque, chi è oggi il 9 del Napoli in attesa del rientro a pieno regime di Osimhen? Proprio Raspadori. Anche se ha caratteristiche diverse, meno da centravanti puro, rispetto al Cholito. E anche se sulle spalle porta l'81, "che è anche il prefisso di Napoli", come Jack ha rivelato qualche tempo fa motivando la propria scelta.

    Che poi, 8 più 1 fa proprio 9. Il medesimo risultato che si ottiene sommando le cifre del 18 di Sassuolo, attualmente sulle spalle proprio di Simeone. E in questo caso non serve nemmeno inserire un "+" in mezzo, come faceva Ivan Zamorano: le stimmate del bomber si vedono lo stesso.

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