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Giacomo Raspadori Napoli Fiorentina Serie AGetty

Raspadori-Neres, tra il nuovo ballottaggio del Napoli e il monito di Conte: "Nessun titolare per diritti precedenti"

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Chi l'avrebbe detto? Il Napoli è ancora lì, sempre lì, costantemente lì. Anche se a gennaio ha perso un pezzo imprescindibile del proprio puzzle e poi qualche settimana più tardi ne ha perso un altro. Anche se si è dovuto reinventare per far fronte alle assenze.

Khvicha Kvaratskhelia non c'è più da un pezzo e conta poco che lanci un "ciao Napoli" a distanza: gioca a Parigi, in un altro campionato, quasi in un'altra galassia. Il problema è che da tempo non c'è più neppure il suo sostituto, ovvero David Neres, che dal momento dell'infortunio rimediato contro l'Udinese non si è più rivisto in campo.

Solo che "problema" è una parola grossa. Perché sì, il Napoli qualche punto l'ha perso e ha perso pure la vetta della classifica a favore dell'Inter. Però si è ritrovato alla grande, battendo la Fiorentina più meritatamente di quanto non suggerisca un 2-1 così striminzito. E, ora, interrogandosi su quello che potrà essere il futuro anche a livello di uomini e pure tattico.

  • L'EXPLOIT DI RASPADORI

    Già, perché l'uomo copertina delle ultime partite - a prescindere dai risultati, non sempre favorevoli - è stato Giacomo Raspadori. Ovvero uno che fino a poche settimane fa non giocava mai o quasi, tanto da esser stato travolto da una voce di mercato dopo l'altra (Juventus, Roma).

    Raspadori ha fatto la mezzala nel Napoli di Conte, ed evidentemente non è il suo pane. Appena il tecnico lo ha rispolverato, dovendo fare di necessità virtù, ha risposto presente: goal contro la Lazio, goal a Como, goal anche contro la Fiorentina. Quattro partite, tre goal. I primi due sono serviti a poco, il terzo sì, eccome.

    A proposito: tra qualche giorno Luciano Spalletti diramerà le convocazioni per il doppio impegno di Nations League dell'Italia contro la Germania. Raspadori ci sarà, come sempre. Ed è facile immaginare che sarà lui a far coppia con Retegui o Kean dal primo minuto. Stavolta, a differenza del girone, con sulle spalle un bel bagaglio di minuti giocati in campionato.

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  • LA THULA E LA LURA

    La "strana coppia", il gigante e il piccoletto, del resto sta dimostrando di funzionare. Prendete la seconda rete del Napoli contro la Fiorentina: Raspadori ha fatto il movimento giusto e Lukaku lo ha servito al millimetro, guardando il compagno andare a segno per la seconda volta.

    Non era scontato, naturalmente: Lukaku e Raspadori non avevano mai giocato assieme con continuità prima dell'ultimo periodo. Jack non era una prima e neppure una seconda scelta e il modulo era un altro. Ma entrambi si sono fatti trovare pronti all'evenienza. Il tutto prima di quel bell'abbraccio post partita, a giochi fatti e dopo un filo di tensione finale dopo il 2-1 di Gudmundsson.

    "L'80% del goal è merito suo. Lavoriamo tanto su queste situazioni e siamo riusciti a metterle in pratica", ha detto Raspadori a DAZN nella classica intervista "a due", direttamente sul terreno di gioco, riservata ai protagonisti della partita.

    Accanto a lui proprio Lukaku, che ha evitato il paragone con la coppia Lautaro Martinez-Thuram: "Meglio la ThuLa o la LuRa? No, no. Questa è un'altra storia. Jack e io siamo contenti per la squadra e dobbiamo continuare così. Vediamo alle fine dove arriveremo".

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  • LA BENZINA DELLA CONCORRENZA

    E così, sembra proprio che il Napoli contiano viaggi con la benzina della concorrenza. Quella tra chi gioca e chi non gioca, tra chi dimostra di meritarsi una maglia da titolare e chi ha una voglia matta di sfilargliela dalle spalle.

    Accadeva quando c'era Kvara: il numero uno era il georgiano, ma in panchina premeva Neres. Che, non a caso, si è fatto trovare prontissimo quando li compagno ha perso colpi e poi ha preso la via della Francia. Medesimo discorso ora: Neres è fuori, Raspadori ha sfruttato l'opportunità e non ha la minima intenzione di scivolare nuovamente in seconda fila.

    Una concorrenza sana, leale, da grande squadra. Chi sta meglio gioca, chi sta peggio rimane a guardare e ha l'obbligo di lavorare ancora di più. Conte lo ha detto e ripetuto sin dall'inizio ed è un concetto che, ora più che mai, resta validissimo.

  • "NESSUN DIRITTO PRECEDENTE"

    Lo stesso allenatore lo ha spiegato, sempre a DAZN, dopo la gara contro la Fiorentina. Senza citare direttamente Neres, ma facendo capire che il brasiliano avrà la sua bella gatta da pelare appena tornerà a disposizione. Senza una maglia garantita.

    "Mancano 10 partite, avremo bisogno di Lukaku come di tutti quanti. Sono 10 finali dove dovremo dare tutto e dove io dovrò fare delle scelte senza guardare in faccia nessuno. Nessuno in questo periodo di stagione può pensare per diritti precedenti di avere il posto. 10 partite sono un campionato finale a parte dove chi sta meglio gioca e viene utilizzato il sistema migliore. Chi deve recuperare da un infortunio mi deve dimostrare di stare bene".

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  • Raspadori NeresGetty Images

    RASPADORI O NERES, IL NUOVO DILEMMA

    Il discorso riguarda proprio Giacomo Raspadori e David Neres. Il nuovo ballottaggio, alla fine, nelle prossime partite sarà proprio tra loro due. Già a partire dalla trasferta di Venezia, nella quale il brasiliano dovrebbe tornare a disposizione di Conte.

    Se davvero Neres ci sarà, è scontato il fatto che almeno inizialmente siederà in panchina. Così come non è più scontato, come poteva apparire fino a qualche tempo fa, il suo ritorno graduale nell'undici di partenza nelle domeniche successive. "Nessuna titolarità acquisita per diritto precedente": lo ha spiegato chiaramente Conte. Dal 3-5-2 al 4-3-3, evidentemente, con lui o Raspadori cambia parecchio anche in termini tattici.

    È questa la nuova forza del Napoli: contare su tutti, tenere tutti sulle spine. Anche Juan Jesus, che ha sostituito egregiamente Buongiorno quando l'ex granata non c'era. Anche su Gilmour. Anche su Billing. E anche su Raspadori. Oltre a saper destreggiarsi con più schemi tattici. Uno Scudetto si sogna e si conquista anche così.

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