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Raphinha BarcellonaGetty Images

Raphinha attraversa tutto il campo in ginocchio: mantenuta la "promessa" dopo il successo in Liga

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Il Barcellona ha conquistato la Liga 2024/25 e, tra i protagonisti del trionfo, c’è chi ha scelto un modo davvero singolare per festeggiare.

Raphinha, infatti, è tornato allo stadio Montjuïc - che in questa stagione ha ospitato le partite casalinghe dei blaugrana - e ha attraversato l’intero campo in ginocchio.

Per lui non è una novità: si tratta di una vera e propria tradizione personale. Tra i sudamericani, non è però l'unico a seguire questo particolare rituale: fece lo stesso Thiago Silva lo scorso dicembre dopo la salvezza del suo Fluminense.

  • TUTTO IL CAMPO IN GINOCCHIO AL MONTJUIC

    Come riportato con un video su Instagram dalla moglie Taia Belloli, Raphinha è tornato allo stadio Montjuic per attraversare tutto il campo in ginocchio.

    "Faccio questo video con gli occhi pieni di lacrime. Con grande gratitudine e una fede incrollabile. Dio sa da dove ci ha tirati fuori e sa dove ci ha messi. Conosce tutte le preghiere che abbiamo detto insieme, e lui ha risposto! Il privilegio amore mio è camminare con te verso il bersaglio. Un altro anno che mantengo la tua promessa... Grazie a Dio per averci mantenuti fin qui. Alla prossima stagione."

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  • NON È LA PRIMA VOLTA

    Per Raphinha, l’“attraversamento in ginocchio” non è un gesto inedito: l’attaccante brasiliano lo ha infatti già compiuto in altre due occasioni negli ultimi anni.

    La prima risale alla stagione 2021/22, quando riuscì a conquistare la salvezza con il Leeds.

    La seconda avvenne nella sua stagione d’esordio con il Barcellona, nel 2022/23, conclusa con la vittoria della Liga: in quell’occasione, Raphinha attraversò il campo del Camp Nou con la stessa particolare "passeggiata".

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  • UN RITO MOLTO COMUNE TRA I SUDAMERICANI

    Raphinha, però, non è il primo calciatore sudamericano ad attraversare il campo in ginocchio per celebrare un traguardo importante.

    Pochi mesi fa, a dicembre 2024, Thiago Silva fece lo stesso gesto dopo la salvezza in extremis conquistata con il suo Fluminense.

    Per molti sudamericani – e in particolare per i brasiliani – si tratta di una tradizione a sfondo religioso, nota come "promessa": un atto di fede compiuto in segno di gratitudine per il raggiungimento di un risultato desiderato.

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