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Ranieri Roma ParmaGetty Images

Ranieri torna all'Olimpico 2017 giorni dopo Roma-Parma 2-1: chi c'era in campo nella sua ultima partita casalinga

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Per un romano come lui, l'Olimpico è una specie di seconda casa. Dove, peraltro, è sempre un ospite apprezzatissimo. Come dimenticare, ad esempio, il tributo congiunto che le tifoserie di Roma e Leicester gli hanno riservato nella semifinale di ritorno della Conference League 2021/2022?

Claudio Ranieri era lì, seduto in tribuna, sull'orlo delle lacrime. Emozionatissimo, e non poteva essere altrimenti. Tifoso tra i tifosi, appassionato di calcio che mai avrebbe pensato di indossare nuovamente i panni del salvatore della patria per venire in soccorso della Roma. E invece gliel'hanno chiesto di nuovo, e lui di nuovo non ha saputo dire di no.

Questa sera, dunque, spazio ad altre emozioni. Perché Ranieri ha già allenato la Roma per due volte in questo terzo ciclo, ma entrambe in trasferta: a Napoli prima, a Londra poi. Contro gli azzurri ha perso di misura, col Tottenham ha vissuto una prima serata esaltante grazie alla zampata vincente di Hummels in pieno recupero.

Roma-Atalanta sarà diversa: coinciderà con il ritorno all'Olimpico di Ranieri seduto sulla panchina giallorossa. E sarà l'ennesima notte speciale per uno che di sensazioni forti, in carriera, ne ha vissute a bizzeffe.

  • 2017 GIORNI DOPO

    L'ultima volta in cui Ranieri ha allenato la Roma all'Olimpico, il Covid non sapevamo neppure che cosa fosse. L'Italia non aveva ancora conquistato il suo secondo titolo Europeo. E il popolo giallorosso non sapeva ancora che si sarebbe gettato tra le braccia di un nuovo mentore, José Mourinho, con tanto di doppia finale europea.

    Era il 26 maggio del 2019. Cinque anni e mezzo fa circa, o 2017 giorni fa. Era l'ultima giornata del campionato 2018/2019, conclusa dalla Roma al sesto posto dopo la semifinale di Champions League dell'anno precedente. Ranieri era subentrato in corso d'opera a Eusebio Di Francesco, aveva tentato di salvare il salvabile di un'annata storta, più di così non era riuscito a fare. Risultato: qualificazione all'Europa League dell'anno seguente. Meglio di nulla.

    Quel 26 maggio è la notte dell'addio alla Roma di Daniele De Rossi, pronto a vivere un'ultima esotica avventura col Boca Juniors prima di abbandonare il calcio giocato. Se ne va DDR, se ne va anche Ranieri: allora come oggi, il suo contratto è a breve termine. I giallorossi affrontano il Parma e lo battono 2-1 grazie a un'autorete di Gagliolo e al sigillo decisivo di Perotti all'89' dopo il pari siglato pochi minuti prima da Gervinho. E alla fine sono solo applausi e lacrime per due simboli che se ne vanno.

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  • Roma Parma 2-1 2019Getty Images

    CHI GIOCÒ ROMA-PARMA

    Cinque anni e mezzo se ne sono andati da allora, come già ricordato. Ed è dunque naturale che l'undici sceso in campo quella sera all'Olimpico fosse completamente diverso rispetto alla rosa odierna della Roma.

    Contro il Parma, Ranieri ha schierato la propria squadra con un 4-2-3-1. Con Mirante in porta, un quartetto difensivo formato da Florenzi, Fazio, Juan Jesus e Kolarov, la coppia di centrocampo De Rossi-Pellegrini, quindi El Shaarawy, Pastore e Perotti dietro al centravanti Dzeko. In campo nella ripresa anche Cristante, Schick e Under. All'epoca i cambi consentiti erano solo tre: sarebbero diventati cinque dopo lo scoppio del Covid.

    TABELLINO ROMA-PARMA 2-1

    Marcatori: 35' aut. Gagliolo (R), 86' Gervinho (P), 89' Perotti (R)

    ROMA (4-2-3-1): Mirante; Florenzi, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; De Rossi (82' Under), Pellegrini; El Shaarawy, Pastore (57' Cristante), Perotti; Dzeko (62' Schick). All. Ranieri

    PARMA (4-3-3): Frattali; Iacoponi (79' Gazzola), Bruno Alves, Gagliolo, Gobbi; Kucka, Stulac (66' Machin), Dezi; Sprocati (90' Diakhaté), Ceravolo, Gervinho. All. D'Aversa

    Arbitro: Mazzoleni

    Ammoniti: Kucka, De Rossi, Pellegrini

    Espulsi: nessuno

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  • I REDUCI DI QUELLA ROSA

    Sono appena tre i giocatori allenati da Ranieri nell'ultima parte del 2018/2019 ancora presenti nella rosa della Roma: Bryan Cristante, Stephan El Shaarawy e Lorenzo Pellegrini. Del resto ne è passata di acqua sotto i ponti da allora.

    L'unico ad aver mantenuto un certo livello recentemente è stato El Shaarawy: prima della sosta aveva segnato una doppietta al Bologna, all'ultima di Juric, e solo un leggero fuorigioco gli ha impedito di festeggiare una prodezza volante contro il Tottenham.

    Cristante è da rigenerare. Gioca e non gioca, è nel mirino della tifoseria, è uscito dal giro della Nazionale dopo aver partecipato agli Europei. Fin qui ha giocato spesso e volentieri, 11 volte: anche a Napoli, alla prima di Ranieri. Che però a Londra ha ricevuto buone risposte da Paredes e contro l'Atalanta potrebbe decidere di confermare l'argentino in coppia con Koné.

    Chi sta peggio di tutti è Pellegrini. Demoralizzato nell'animo, contestato, incapace di reagire in campo. Qualche giorno fa Ranieri lo ha pungolato: "È un romano estroverso, ma deve reagire". Prima dell'Atalanta, lo ha invece paragonato a Frank Lampard: "Due centrocampisti fenomenali nel segnare". Ma pure il capitano dovrebbe partire dalla panchina. Di nuovo.

  • CRESCITA

    Contro l'Atalanta, la Roma andrà a caccia di una vittoria che le manca addirittura da più di un mese: 1-0 al Torino il 31 ottobre, pochi giorni dopo la clamorosa disfatta di Firenze. I segnali, tra Napoli e Tottenham, sono stati discreti: ora serve una conferma decisa, ulteriore.

    "A Londra ho visto un barlume di luce, ho visto giocatori volere fortemente qualcosa di positivo - ha detto Ranieri nella conferenza di presentazione della gara - Dobbiamo rendere il pubblico orgoglioso di ciò che facciamo. Impossibile avere tutto e subito, ma abbiamo superato le note negative di Napoli: tre goal annullati, tiri in porta. Poi possiamo vincere o perdere, ma serve questa visione".

    Sarà una notte ben diversa da quel 26 maggio del 2019: il momento amarcord lascerà ben presto spazio al campo. E alla pressione di dover vincere a tutti i costi per non trasformare la classifica in un orrore ancora peggiore. Considerando che la Dea ha vinto 10 delle ultime 11 partite tra campionato e Champions League, non è esattamente la missione più facile del mondo.

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