Pubblicità
Pubblicità
Rabiot JuventusGetty Images

Rabiot, è un déjà-vu: segna ed è imprescindibile, ma può lasciare la Juve a parametro zero

Pubblicità

Quando le attenzioni sul rendimento in campo sovrastano quelle sul mercato, significa una cosa: che sei proprio bravo. E Adrien Rabiot lo è. Il più bravo di tutti, prendendo in considerazione in particolar modo la scorsa stagione e la prima metà di quella attuale.

Rabiot ha deciso Juventus-Roma, l'ultima partita di Serie A del 2023, e non è una novità. Lo aveva già fatto, lo rifarà. Perché Adrien è l'uomo della Juve che ha quel qualcosa in più. Che riesce a mantenere un rendimento costante lungo l'arco di un'annata, e che come tanto desiderava Massimiliano Allegri ha cominciato pure a segnare. Gli mancava solo questo.

Poi, chiaro, alle porte c'è lo spettro del mercato. Ed è uno spettro vero e proprio, sì. Come un anno fa, quando alla fine ci fu il lieto fine e tutti vissero felici e contenti anche se solo per dodici mesi in più.

  • juventus rabiot(C)Getty Images

    NUMERI DA CAMPIONE

    Giusto per riassumere con alcuni dati Opta post Juventus-Roma il rendimento di Rabiot da qualche tempo a questa parte (leggi: nelle ultime due stagioni):

    • Adrien Rabiot è il centrocampista della Serie A ad aver segnato più gol in tutte le competizioni a partire dall'inizio della scorsa stagione (14).
    • Adrien Rabiot (otto gol e cinque assist) e Dusan Vlahovic (10+3) sono i due giocatori della Juventus che hanno partecipato a più gol in Serie A nel 2023.
    • Nono gol di Rabiot nel 2023 in tutte le competizioni - record personale in un singolo anno solare per il centrocampista francese con la maglia di un club dei maggiori cinque campionati europei.

    Tu chiamala, se vuoi, esplosione. Perché l'apporto di Rabiot a Torino mica è sempre stato di questo livello. Tutt'altro.

  • Pubblicità
  • IL DIGIUNO REALIZZATIVO

    "So che in Italia si fa molta attenzione a questa cosa, ma io non sono ossessionato, non è una vocazione. La cosa principale è giocare bene, dare il meglio di me, attaccare, difendere. Segnare è una cosa in più, non è una cosa primaria. L'importante è vincere".

    Rabiot parlava così, in un'intervista a DAZN, il 29 aprile del 2022. La questione era semplice: il suo digiuno realizzativo. L'ex PSG era reduce da una rete annullata tra le polemiche (anche sue) contro il Cagliari, ma la sostanza non cambiava: avrebbe concluso quell'annata senza segnare neppure una volta. Non gli accadeva addirittura dal 2012/2013, primo anno nella prima squadra del PSG.

    Il problema era un altro: i goal che non arrivavano non facevano che da contorno a prestazioni a volte mediocri, altre volte proprio scadenti. La Juventus non esaltava dal punto di vista del gioco, come oggi. E diversamente da oggi non esaltava neppure Rabiot. Un altro mondo.

    Qualcuno non capiva come mai Adrien giocasse sempre e comunque. A volte in mezzo al campo, altre volte allargato a sinistra. Non si capacitavano, critici e tifosi, della stima mai nascosta di Allegri nei suoi confronti. Anche se il ragazzo di Saint-Maurice era arrivato a Torino proprio nell'estate in cui il Max se n'era andato, lasciando posto e panchina a Maurizio Sarri.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • McKennie Rabiot Juventus 2023Getty

    DA CRITICATO A IMPRESCINDIBILE

    Poi, click. La luce si è accesa. E le reti hanno cominciato a piovere in maniera insolita per un centrocampista, peraltro senza il 10 sulla maglia: otto nello scorso campionato, tre in questo. Contro la Roma ha deciso lui una partita scorbutica. E in precedenza aveva lasciato lo zampino anche in casa del Monza.

    Allegri, insomma, aveva già capito tutto. Ha dato fiducia a Rabiot anche quando il francese sembrava non meritarsela, questa fiducia. Lo ha difeso dalle critiche, lo ha protetto, ne ha fatto un imprescindibile.

    "Il feeling è scattato sin da subito - ha detto Rabiot a DAZN a novembre - Io venivo da sei mesi senza giocare, dovevo ancora adattarmi e avevo ricevuto tante critiche, poi sono cresciuto molto. Conosco la sua mentalità, ha un approccio vincente. Abbiamo parlato tanto nel corso della stagione, mi manda dei messaggi anche durante le vacanze".

    I risultati sono sotto gli occhi di tutti: ieri in molti non vedevano l'ora di spedire Rabiot a un Manchester United o a un Newcastle, mentre oggi nessuno immagina una Juventus senza di lui. Cose del calcio.

  • LA QUESTIONE RINNOVO

    Ecco perché, entrati ufficialmente nel 2024, la Juventus è costretta a fare i conti con il passato. Un passato recente, storia di pochi mesi fa. Come un loop impazzito e tutto sommato insolito, per un calciatore di questo calibro.

    Alla fine dello scorso mese di giugno, la Juve annunciava il rinnovo per un altro anno di Rabiot. Pareva impossibile, dopo il caos penalizzazioni e con la squadra estromessa dall'Europa. Eppure è accaduto. Solo che adesso la storia si sta ripetendo: altre trattative per il prolungamento, di nuovo quella paura di perdere a parametro zero uno dei propri elementi più preziosi, calcisticamente e finanziariamente.

    "Devo ancora ragionare e parlare con la società - ha detto Rabiot dopo la partita con la Roma - Qui mi trovo bene, l'ho già detto, ma ne parleremo più avanti. Voglio godermi tutte le partite fino alla fine della stagione, poi vedremo. Sono tranquillo".

    La Juventus ci proverà. Farà di nuovo uno sforzo economico non indifferente, se necessario. Anche contando su una qualificazione alla Champions League che, questa volta, appare più scontata che mai. Intanto Rabiot gioca, segna, convince sempre. Anche se il tempo scorre, anche se i sei mesi restanti aprono una finestra d'incertezza sul suo futuro.

  • Pubblicità
    Pubblicità
0