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Lautaro Martinez gfxGOAL

Quanto serve Lautaro Martinez all'Inter: in Champions League un goal ogni 87 minuti, come Lewandowski e più di Thuram e Yamal

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Lautaro Martinez sì, Lautaro Martinez no. Quasi tutti i pensieri del mondo Inter, nei giorni d'avvicinamento alla semifinale di ritorno contro il Barcellona, si sono riversati sull'argentino dopo il guaio fisico che lo ha costretto a uscire dal campo in Catalogna.

Gli esami, alla fine, hanno rivelato l'esistenza di un'elongazione ai flessori. Dunque, nessuna lesione muscolare come qualcuno aveva temuto a caldo. Lautaro è tornato in gruppo, verso una maglia da titolare al fianco di Marcus Thuram, anche se il dubbio verrà definitivamente martedì.


Il fatto che sia recuperato, intanto, fa già tirare un sospiro di sollievo. Ed è normale che sia così, considerato quel che Lautaro rappresenta per l'Inter: è il suo capitano, il suo giocatore più rappresentativo, il suo leader. Soprattutto in Champions League.

La cavalcata e le ambizioni europee dell'Inter, del resto, vanno di pari passo col rendimento di Lautaro nella competizione. Eccellente diversamente da un anno fa, quando al contrario l'ex giocatore del Racing segnava su tutti i campi in Serie A.

  • OBIETTIVO DOPPIA CIFRA

    I numeri collezionati nel 2024/2025 da Lautaro Martinez, in relazione a quelli del 2023/2024, sembrano quasi il negativo di una fotografia. Tra campionato e Champions League, il suo mondo realizzativo si è quasi ribaltato su se stesso.

    Lautaro ha segnato meno del solito in Serie A: 12 volte, dato neppure paragonabile alle 24 reti dello scorso anno. Per la prima volta dopo tre stagioni d'oro l'argentino, capocannoniere nostrano dodici mesi fa, non sfonderà quota venti a meno di un improbabile exploit nelle ultime tre giornate.

    Ha spiegato più volte, Lautaro, come una modifica degli equilibri tra lui e Thuram ne abbia parzialmente prosciugato l'ambizione di segnare sempre e comunque. Ma ciò non gli ha impedito di sciogliere le briglie in Champions: è già a quota 8, un record, e segnando altre due volte tra martedì e un'eventuale finale sfonderebbe per la prima volta la doppia cifra.

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  • Lautaro Martinez InterGetty Images

    UN GOAL OGNI 87 MINUTI

    La differenza tra campionato e Champions League è piuttosto evidente anche rivolgendo uno sguardo alla media di Lautaro: il Toro ha segnato un goal ogni 215 minuti nel primo caso, uno ogni 87 nel secondo.

    I numeri realizzativi non sono dissimili tra una competizione e l'altra: 12 reti in Serie A, 8 in Champions. E questo nonostante l'argentino abbia giocato molte più partite in campionato, addirittura 31 contro 12. La media goal è altrettanto esplicativa: 0,39 centri a partita da una parte, 0,67 dall'altra.

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  • COME LEWANDOWSKI

    Il paragone con Robert Lewandowski, il centravanti del Barcellona, è un po' rovinato dai rispettivi problemi fisici che hanno messo in dubbio la presenza dell'argentino e che costringeranno il polacco, al rientro, a sedersi inizialmente in panchina. Ma è un paragone che ci sta: sono loro due i principali finalizzatori delle rispettive squadre.

    Ebbene, in Champions League Lautaro e Lewandowski se la stanno giocando praticamente alla pari: se l'argentino ha segnato una volta ogni 87 minuti tra la fase campionato e la fase a eliminazione diretta, il dato coincide in maniera praticamente perfetta con quello del polacco.

    Lewandowski, va detto, ha segnato di più rispetto a Lautaro: 11 goal contro 8. Ma ha giocato anche molto di più: Flick gli ha concesso 954 minuti complessivi contro i 695 che l'argentino dell'Inter ha messo assieme da settembre a oggi. Una differenza, per nulla banale, di 250 minuti.

  • PIÙ DI THURAM E YAMAL

    Se il dato realizzativo di Lautaro Martinez in Champions League è alla pari con quello di Lewandowski, il confronto con Marcus Thuram e Lamine Yamal gioca a favore del Toro. E anche in maniera piuttosto netta.

    L'amico e partner offensivo di Lautaro, colui che gli ha fatto dimenticare Lukaku, ha collezionato quest'anno 743 minuti europei suddivisi in 12 presenze, andando a bersaglio quattro volte: l'ultima proprio all'andata. Thuram è andato a segno una volta ogni 186 minuti, con una media realizzativa dello 0,33%.

    È invece superiore (0,42%) quella di Yamal. Ma comunque inferiore allo 0,67 di Lautaro Martinez. Anche se il confronto in questo caso non può che essere "sporcato" dalle diverse caratteristiche dei due campioni, non essendo lo spagnolo un attaccante centrale puro come il collega.

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  • E SE LAUTARO MANCASSE...

    Il problema vero, nel caso Lautaro Martinez si presentasse a mezzo servizio contro il Barcellona, è anche un altro: la distanza enorme di rendimento con le alternative tra cui dovrebbe pescare Inzaghi per la sua sostituzione.

    Detto che Joaquin Correa non è presente nella lista UEFA e dunque non potrà giocare, rimangono Mehdi Taremi e Marko Arnautovic. In due hanno segnato appena due reti in questa edizione della Champions League: ironia della sorte nella stessa partita, il 4-0 alla Stella Rossa all'inizio di ottobre.

    Arnautovic ha fatto meglio di Taremi, in campionato ha detto la sua nell'ultimo periodo aiutando l'Inter a conquistare vittorie pesanti. Ma Lautaro è Lautaro. Quest'anno più in Champions League che in campionato. E non è un caso che con lui i nerazzurri siano arrivati a un passo dalla finale.

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