Quando Pedro, al minuto 98 di una partita tiratissima e piena zeppa di colpi di scena, ha segnato il rigore che ha affondato ancor più il coltello nelle piaghe del Milan, la Lazio ha capito di aver portato a termine una doppia impresa: espugnare San Siro, intanto, ma anche vincere senza Valentin Castellanos.
Il centravanti argentino non c'era e in generale manca dai campi da un mese circa: dallo scorso 15 febbraio, per la precisione. Il giorno in cui ha dovuto abbandonare la gara tra Lazio e Napoli già nel primo tempo per un infortunio muscolare, prima che gli esami rivelassero l'esistenza di una lesione di medio grado a carico dell’adduttore della coscia sinistra.
Un gran bel problema. Soprattutto per un motivo: esiste una Lazio con Castellanos e una Lazio senza Castellanos. Non è un modo di dire, non è un'iperbole per sottolineare l'importanza (innegabile) del Taty per la squadra di Marco Baroni: è la nuda e cruda realtà dei fatti.
Una realtà testimoniata dai numeri. Chiari e impietosi. Dati che vanno al di là della semplice questione realizzativa e che comprendono molto altro, come confermato anche dal pareggio interno di lunedì contro l'Udinese.


.jpg?auto=webp&format=pjpg&width=3840&quality=60)

