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Bonucci Mourinho gfxGOAL

Quando Mourinho diceva di Bonucci: "Lui e Chiellini potrebbero insegnare ad Harvard, fantastici"

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Leonardo Bonucci è uno che divide. Da sempre. O lo ami, o non lo sopporti. O sei con lui, o sei contro di lui. Senza mezze misure.

Date uno sguardo all'ultimo post Instagram dell'ex giocatore della Juventus, oggi all'Union Berlino. Una foto semplice, che lo ritrae assieme a moglie e figli davanti a un albero di Natale, con tanto di tavola imbandita per il pranzo del 25. Bene: nei commenti tanti tifosi della Roma, ovvero la sua possibile (probabile?) futura squadra,si sono scatenati. In un senso e nell'altro, appunto.

C'è chi gli dà del calciatore finito e chi vedrebbe in lui il pilastro ideale per rinforzare la difesa giallorossa. Con quel passato in bianco e nero che, per qualcuno, è un buon motivo per spuntare con decisione la casellina del "no".

Chi vorrebbe Bonucci è José Mourinho. Uno che ha avuto l'onore di allenare campioni su campioni, ma Leo no, mai. Dio solo sa se avrebbe voluto poter contare su un leader come lui, un giorno. E non da oggi.

  • BonucciGetty Images

    "FANTASTICI, ASSOLUTAMENTE FANTASTICI"

    "Il signor Bonucci e il signor Chiellini potrebbero tenere una lezione all'università di Harvard su come si fa il centrale difensivo - diceva Mourinho dopo un Manchester United-Juventus di Champions League, giocato nell'ottobre 2018 e finito 1-0 per la squadra di Allegri - Fantastici, assolutamente fantastici.

    La Juve ha esperienza alla base della propria squadra. Ha Bonucci e Chiellini. Per questo può giocare in maniera così libera in attacco con Cristiano Ronaldo e Dybala. Perdete palla? Nessun problema, ci siamo qui noi".

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  • UNA PARTITA DOMINATA

    Un attestato di stima in piena regola, una dichiarazione d'amore calcistico in pieno stile mourinhano. Un grande che innalza un altro grande. Come solo i grandi, appunto, sanno fare.

    Bonucci, in effetti, quella partita dell'Old Trafford l'aveva dominata. E con lui il gemello Chiellini. Annullato Lukaku, annullato il Manchester United, Juve dominante e padrona del campo per tre quarti di partita, prima di una timida quanto improduttiva reazione finale degli inglesi.

    Risultato finale, come già ricordato: 1-0. A segno Paulo Dybala nel primo tempo. La Juve avrebbe potuto vincere in maniera più larga. E, al contempo, difficilmente avrebbe potuto perdere con un muro difensivo del genere.

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  • Bonucci MourinhoGetty Images

    LA TENSIONE DEL RITORNO

    E così, poco importa che il rapporto a distanza tra Mourinho e Bonucci abbia vissuto anche una piccola fase turbolenta. Un attrito, diciamo. È accaduto dopo la partita di ritorno di quel Manchester United-Juventus, disputata qualche settimana più tardi all'Allianz Stadium e vinta per 2-1 dagli inglesi grazie a una clamorosa rimonta nel finale dopo la rete d'apertura di Cristiano Ronaldo.

    Riassunto: Mourinho viene beccato da gran parte dei tifosi bianconeri per tutta la partita e dopo il 90' si porta una mano all'orecchio. E ora?, è il senso. Voglio sentirvi ora. Bonucci non gradisce, si avvicina a José per chiedere spiegazioni, ne nasce un piccolo battibecco. Il tutto nei limiti della civiltà e della decenza, senza debordare in qualcosa di sgradevole.

    "Sono stato insultato per 90 minuti - si giustificherà Mourinho davanti ai giornalisti - al fischio finale non ho offeso nessuno ma ho solo fatto il gesto di voler sentire un po' di più. A freddo forse non lo avrei fatto, ma la gente non può permettersi di insultare la mia famiglia ed anche la mia famiglia interista".

    A proposito di quell'episodio: chi è l'altro bianconero visibilmente infastidito da quella provocazione di Mourinho? Paulo Dybala. Che attualmente gioca proprio nella Roma, sotto la guida di Mou. E presto potrebbe essere raggiunto da Bonucci.

  • IL NUOVO LEADER GIALLOROSSO?

    In un modo o in un altro, del resto, la Roma dovrà intervenire in difesa. Perché Smalling è sparito da tempo. Perché Ndicka andrà in Coppa d'Africa. Perché Kumbulla è appena tornato a disposizione dopo mesi e mesi d'inattività.

    Bonucci, nei piani di Mourinho, è destinato a prendere il posto dell'inglese al centro della retroguardia a tre, evitando dunque di ricorrere a indesiderate soluzioni emergenziali come l'arretramento di Cristante. Sarebbe lui il leader della Roma, affiancato da quel Mancini che, in pratica, ne sta raccogliendo l'eredità in termini di personalità e senso di difesa della maglia.

    Poi, chiaro, il Bonucci di oggi non è più quello di qualche anno fa. E non a caso gioca e non gioca nell'Union Berlino, dopo essere stato messo alla porta neppure troppo cortesemente dalla Juventus. I dubbi nascono principalmente da qui. Ma la stima di Mourinho c'è sempre. Immutata.

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