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Fabio-Quagliarella(C)Getty Images

Quagliarella non ci sta: "Non volevo smettere, ho aspettato la Sampdoria"

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FabioQuagliarella torna a far sentire la sua voce a pochi giorni dall'annuncio dell'addio al calcio alla veneranda età di quarant'anni.

L'ex attaccante blucerchiato, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, sottolinea come la sua sia stata una decisione sofferta ma non dettata da scelte fisiche.

Anzi, sentiva di avere ancora qualcosa da dare, ma ha dovuto prendere atto della divergenza di opinioni rispetto alla proprietà blucerchiata.

  • "NON HO SMESSO PER MOTIVI FISICI"

    La cosa che preme di più all'attaccante di Castellammare è sottolineare come fisicamente sia integro e la sua decisione di lasciare il calcio non sia stata dettata da una condizione non più adeguata.

    "Non ho smesso per motivi fisici, non è arrivata nessuno offerta interessante e allora ho detto stop. Fino a un paio di mesi dalla fine del campionato avevo deciso di smettere, poi vista la situazione societaria della Samp e vedendo che stavo bene, ho pensato di poter dare una mano a risalire. Avrei potuto anche firmare in bianco, i soldi non mi interessavano, mai avrei preso in considerazione altre soluzioni, era come un obbligo morale verso un club che aveva sempre creduto in me e dove sono stato benissimo. Ho avuto due-tre richieste da squadre di A , ma non le ho prese in considerazione. Allo stesso tempo mai avrei pensato di arrivare a giocare sino a 40 anni in A e, sono sincero, di questo ero davvero orgoglioso. Altrove avrei fatto il terzo o il quarto attaccante. Ma allora meglio dare una mano alla Samp".

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  • NUOVI PROPRIETARI

    Voleva dare una mano alla Sampdoria, ma la nuova società aveva in mente programmi diversi per il suo attaccante.

    "Passata una settimana dopo l’insediamento della nuova proprietà, qualcosa avevo intuito. Poi con una telefonata alle dieci di sera a cinque giorni dal raduno mi dicevano che avrebbero puntato sui giovani. Sia chiaro: nessun rancore verso la società, ma questa è la realtà dei fatti. Ho chiuso quel giorno, e da lì nei giorni scorsi in un intervento televisivo su Sky era poi nata la mia battuta che non ero più nelle condizioni di continuare. Nella realtà ho smesso perché così avevo deciso"

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  • L'ADDIO AL MARADONA

    L'ultima gara di Quagliarella in Serie A è coincisa con la sfida con il Napoli, squadra in cui Quagliarella ha militato e per cui ha sempre tifato.

    "Le dico questo. Quando sono usciti i calendari, ho visto l’ultima gara al Maradona. “Madonna mia”, ho pensato. Un segno del destino, pensavo. ma arrivarci proprio quel giorno con il Napoli campione d’Italia dopo 33 anni, e ripensando all’accoglienza che mi hanno fatto... è stato qualcosa che mi ha spiazzato, con quella targa ricevuta sotto la curva... Dopo, a mente fredda, ho pensato che se avessi scritto io la sceneggiatura di quel giorno non sarebbe stata così perfetta. L’unica pecca, e non è stata una cosa da poco, è che quel giorno la mia Samp ha salutato la Serie A. Un giorno però così speciale che è finito in un... quadro".

  • IL QUADRO

    Infine Quagliarella racconta di come i cimeli di quell'ultimo giro di danza in Serie A sia finito in un quadro speciale appeso a casa sua.

    "A casa mia ho incorniciato l’ultima maglia, le ultime scarpette, l’ultima fascia di capitano, il gagliardetto, i parastinchi usati quel giorno".

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