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Pinamonti Genoa BolognaGetty Images

Pinamonti è l'ordine nel caos del Genoa: tra l'eredità di Retegui e le speranze di Nazionale

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Al minuto 73, sotto la pioggia che sferzava Marassi come gran parte d'Italia, la luce si era spenta. Di nuovo. Il Genoa era sotto di due reti contro il Bologna e sembrava destinato, ancora una volta, a vivere una giornata di quelle che nessuno vorrebbe mai vivere: mediocre, senza brio.

Con mezza rosa in infermeria, tra infortuni seri e meno seri, la squadra di Alberto Gilardino pareva completamente a terra. Come a Bergamo contro l'Atalanta, prima della sosta, il giorno più brutto della stagione. Poi è comparso Andrea Pinamonti: un goal di piede, un altro di testa, la partita raddrizzata, la speranza ritrovata.

Pinamonti-Bologna 2-2: così si può riassumere la partita di sabato pomeriggio. Un pareggio che, visto il contesto e nonostante una classifica pessima, per il Genoa ha avuto il sapore di una vittoria.

  • SECONDA CHANCE

    Pinamonti aveva già ricevuto una chance dal Genoa, nella stagione 2019/2020. Ai tempi era ancora di proprietà dell'Inter: sarebbe stato riscattato dal Grifone al termine di quella stagione.

    Il rendimento in rosso e blu? Così così. 32 presenze in campionato, cinque reti. Due di queste nelle prime otto giornate, compreso il 3-3 del debutto all'Olimpico contro la Roma; le altre - consecutive l'una all'altra - dalla ventottesima alla trentesima.

    Pinamonti è tornato al Genoa anche con l'obiettivo di migliorare quello score. E ci sta già riuscendo, o quasi: è già a quota tre in sette partite, dopo aver esordito con goal alla seconda giornata nel successo per 1-0 in casa del Monza.

    "Quando è arrivata la chiamata del Genoa ero felice perché conoscevo l’ambiente - diceva Pinamonti a Repubblica a fine agosto - Avevo voglia di far meglio dell’anno in cui ero qua perché per varie difficoltà, personali e generali, non è andata come tutti si aspettavano e quindi avevo voglia di rivalsa. Cosa mi aspetto dal campionato? Mi aspetto tanto perché la squadra è molto valida e il mister altrettanto. Abbiamo un pubblico fantastico che ci spingerà dall’inizio alla fine. Le aspettative sono alte per far sì che sia un campionato di livello".

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  • L'EREDITÀ DI RETEGUI

    Pinamonti ha una missione piuttosto complicata da portare a termine: far dimenticare il meno possibile l'assenza di Mateo Retegui. Che nella sua unica stagione al Genoa, a dire il vero, non ha segnato granché: appena sette reti. Ma che oggi è il capocannoniere della Serie A e il centravanti della Nazionale.

    Retegui, peraltro, continua a comparire nella vita e nella carriera di Pinamonti. Come quando, un anno e mezzo fa, alcuni media hanno riportato le sue presunte parole di stizza nei confronti dell'italo-argentino, chiamato in Nazionale da Roberto Mancini mentre lui veniva ignorato.

    "Non voglio dire niente, sennò succede altro casino, visto che più che fai i complimenti alle persone, più le cose vengono travisate e prese male - si era ritrovato costretto a precisare qualche giorno più tardi - Penso solo al campo, non voglio rispondere, non ha senso. Ho sempre avuto rispetto per tutti, possono giudicarmi come giocatore, posso piacere o no e non mi interessa, ma tanti mancano di rispetto e questo mi dà fastidio, anzi non dico più nemmeno fastidio perché sennò viene travisato anche quello".

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  • LA VOGLIA DI ITALIA

    Pinamonti, a un certo punto dello scorso campionato, era il centravanti italiano più prolifico. Poi Scamacca ha messo la freccia, chiudendo a quota 12 reti contro le 11 del collega. Ma Luciano Spalletti lo ha sempre ignorato, non prendendolo in considerazione per le partite di preparazione agli Europei e poi per gli Europei stessi.

    Medesimo discorso per le recenti uscite azzurre: senza l'infortunato Scamacca il ct ha chiamato Kean, e quando quest'ultimo ha dato forfait per problemi alla schiena ha rispolverato Lucca. Di Pinamonti, ancora una volta, neppure l'ombra.

    Le uniche due apparizioni nel gruppone azzurro risalgono così al novembre del 2022, a quelle due amichevoli un po' tristi in Albania e Austria mentre le altre nazionali top si preparavano per i Mondiali. Il ct era ancora Mancini. Ma in quell'occasione Pinamonti non è entrato in campo, rimanendo bloccato a zero minuti in Nazionale.

    La voglia di Pinamonti è proprio questa: ricominciare a segnare, migliorare gli 11 goal col Sassuolo, provare a scavare una crepa nelle convinzioni di Spalletti. E ritrovare Retegui, questa volta per condividere con lui lo spogliatoio.

  • Genoa Bologna Pinamonti 19 ottobre 2024Getty Images

    COPPIA CON BALOTELLI?

    Se Pinamonti - a segno anche in Coppa Italia contro la Sampdoria - è una delle speranze del Genoa per uscire da un momento critico, le altre sono evidenti: il ritorno graduale della marea di infortunati, intanto, e poi, chissà, l'apporto di Mario Balotelli.

    L'ex attaccante di Milan e Inter è in attesa. Negli scorsi giorni il suo agente Enzo Raiola ha rivelato che i dialoghi riprenderanno a breve, dopo la gara contro il Bologna. E intanto Mario ha esultato su Instagram alla doppietta del suo possibile nuovo partner d'attacco, con particolare riferimento al colpo di testa del 2-2: "Ma che gol ha fatto?".

    Partner? Sì, perché questo Pinamonti si fa fatica a toglierlo dal campo. Del resto è stato lui, in uno dei pomeriggi più difficili nella storia recente genoana, a riportare un po' di ordine nel caos.

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