Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Mattia Perin JuventusGetty Images

Perin affronta l'importante tema della salute mentale: "Secondo me tutti dovremmo andare dallo psicologo"

Pubblicità

In un mondo che considera normale dire "Vado dal dentista" ma esita davanti a "Vado dallo psicologo", Mattia Perin lancia un messaggio potente: allenare la mente è essenziale quanto prendersi cura del corpo.

Il portiere della Juventus, intervistato da Cronache di Spogliatoio, racconta la sua esperienza con la mental coach e invita a superare i tabù: "Non aspettate di vivere momenti difficili per chiedere aiuto. La nostra mente è il muscolo più potente che abbiamo, e lavorarci ci rende la versione migliore di noi stessi."

Il classe '92 ha dedicato anche spazio alla sua scelta di essere un "eterno comprimario" alla Juventus e al momento che sta passando il club bianconero: "Ci vuole pazienza, ma torneremo a vincere".

  • "GIOCARE CON LA JUVENTUS MI HA DATO L'OPPORTUNITÀ DI VINCERE FINALI"

    "Il ruolo di comprimario alla Juventus? Prima hai sottolineato la leadership. Non mi piace autoreferenziarmi, ma essendo uno di quelli che è qui da più tempo, se c’è da prendersi delle responsabilità non mi tiro indietro. Tutto quello che ho costruito in questi anni è una figura affidabile all’interno del Club, ci ho messo tanto lavoro, impegno e professionalità. Ho sempre avuto richieste che mi lusingano, perché dimostra che sto facendo bene il mio lavoro e le persone che guardano mi gratificano, ma giocare per questa maglia e scendere in campo dà sempre una pressione particolare. Quella pressione lì mi dà un furore agonistico che mi permette tutte le mattine di alzarmi e venire qui al campo per continuare a migliorarmi giorno dopo giorno. Giocare nella Juventus, seppur giocando meno, mi ha dato l'opportunità di giocare delle finali, di vincere una Coppa Italia da protagonista. Magari in altri club, giocando più partite, non sarebbe potuto capitare."

  • Pubblicità
  • LA SCELTA DELLA MENTAL COACH

    "Se è una mia idea? Me l’ha consigliata il mio agente Alessandro Lucci. Ero in un periodo dove stavo anche pensando dismettere di giocare dopo l'ennesimo infortunio alla spalla, e gli dissi “Ora basta, smetto, vengo a lavorare per te”. Avevo 26 anni. Volevo smettere, basta. Avevo fatto due crociati, tre volte la spalla, tutto in 5 anni. Non mi stavo più divertendo. Lui mi disse: “Datti un’ultima opportunità e prova a iniziare a lavorare con questa ragazza, Nicoletta Romanazzi, con cui attualmente continuo a lavorare, è la mia mental coach. Lavoriamo ancora perché un percorso dove non smetti mai di imparare. Anzi, quando pensi che hai capito come funzioni o come funziona il mondo ti arriva un'altra batosta che ti rimette con i piedi per terra. Invece tramite questo percorso ho imparato l'umiltà del lavoro su sestessi, che è un lavoro dove veramente non smetti mai perché ci sono sempre nuove opportunità di crescita, ho cominciato a vedere i momenti bui e le crisi che ognuno ha, piccole e grandi, come delle opportunità di crescita, perché ogni volta che sono uscito da quella fase lì mi sono accorto che ero un essere umano migliore, un giocatore migliore, un padre migliore. E quindi è una figata.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • "SECONDO ME TUTTI DOVREMMO ANDARE DALLO PSICOLOGO"

    "Perché viviamo in una società in cui dire 'Vado dal dentista' è più normale rispetto al dire 'Vado dallo psicologo'? Non riesco a darmi una risposta. Secondo me tutti dovremmo andare dallo psicologo. Parto da zero: noi nasciamo e non conosciamo le articolazioni della nostra mente, non sappiamo pienamente comefunziona il nostro cervello, non sappiamo appieno come funziona la nostra anima. Ci sono delle persone che studiano e che ci possono aiutare a capire come funzioniamo, quindi perché non farlo? Perché io devo andare in palestra tutti i giorni un'ora, poi un'ora in campo, un'ora in fisioterapia atutte le cure, guardo ogni dettaglio della squadra avversaria, e non dovrei curare la parte più importante dell'essere umano che è il muscolo più potente che abbiamo, ovvero il cervello? Ogni tanto io ci penso e ai più giovani io la dico, poi ovvio ci sono persone che probabilmente credono che non serva perché magari non hanno ancora vissuto un momento che li ha portati a chiedere aiuto a qualcuno, ma io quello che ci tengo a dire è: “Non aspettate che vi succeda qualcosa nella vita per chiedere aiuto, cominciate prima”, perché abbiamo veramente un potere totalmente inespresso, e ve lo dico io che 10 anni fa ero uno dei ragazzi più folli in circolazione, quindi se sono cambiato io potete cambiare anche voi. E magari potete anche evitarvi qualche spiacevole momento.Sai, io alla fine ho avuto 5 interventi nella vita, ma cosa sono 5 interventi nella vita di un essere umano? In una carriera sono tanti, dispiace certo, ma figuriamoci. Ho fatto un podcast con la miamental coach, che uscirà a breve, dove intervistiamo campioni dello sport sull’aspetto mentale: Jacobs, Danilo, altri campioni olimpici, Vettori che è campione di UFC. Tutte persone che sanno quanto sia importante la parte mentale. Perché io la prima volta che sono andato da lei, probabilmente era per lo sport. Ma è per la vita! E poi veramente è un tabù che comunque si sta rompendo, perché ci sono sempre più sportivi o giocatori che comunicano il fatto di lavorare sull'aspetto mentale, e questa è una roba fantastica."

  • L'IMPORTANZA DI LAVORARE SULLA TESTA

    "Io la penso così: perché alleno tutto e non devo allenare anche la testa? Tanto chi più grandi e chi più piccoli, tutti noi abbiamo i nostri problemi e i nostri pensieri. Abbiamo magari cose pregresse non viste o non affrontate: quando tu non affronti delle situazioni e non le chiudi, oppure fai finta che non siano esistite, si creano dentro di te degli spazi che io chiamo “zainetti emozionali”. Che ti appesantiscono. Ma che in verità lavorano nel subconscio e ti appesantiscono, non ti permettono di essere la migliore versione di te stesso, ma perché non dobbiamo lavorarci. Abbiamo una vita, perché non dobbiamo puntare a essere la nostra migliore versione. Curo tutto? Sì, assolutamente sì. Curo anche la testa, che è quello che ti fa fare la differenza. Io ad oggi sono sicuro, in qualsiasi lavoro, che lavorare sulla testa è l'85% del successo, ovvero per arrivare a fare nel miglior modo possibile quello che fai.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PROGETTO IN COSTRUZIONE NELLA JUVE: "NEI MOMENTI DI CRISI SI TIRA FUORI IL MEGLIO"

    "Progetto in costruzione? Vedo questo momento come un'opportunità. Nei momenti di crisi è lì che si tira fuori il meglio, è lì che si migliora, uscendo da quella crisi e avendo dato. Ovviamente devi lavorare perché poi passa da lì, bisogna lavorare e bisogna essere professionali, bisogna sapersi connettere tra noi giocatori, ed è una cosa che sono sicuro stiamo già facendo e miglioreremo. Il mister la sta gestendo con massima tranquillità e ci dà grande serenità. Questa è la cosa più importante, sappiamo benissimo ed è un dato di fatto che abbiamo vissuto comunque un periodo difficile per via delle assenze, non ci piangiamo addosso, l'ho detto l'altro giorno dopo Lecce e noi siamo andati a Lecce per vincere e volevamo vincere, giochiamo col Bologna anche se siamo in undici noi giochiamo per vincere, non solo perché siamo la Juventus ma perché crediamo in quello che facciamo. E crediamo di essere un gruppo forte che si deve migliorare, che deve crescere e che deve puntare a vincere passando anche attraverso questi momenti qui.

  • ATALANTA COME RIFERIMENTO: "HA SEMINATO, POI HA VINTO"

    "Hai fatto l’esempio dell'Atalanta, ha seminato e seminato e poi ha vinto. Noi in questo momento dobbiamo seminare, lo so che la Juventus ha abituato a vincere da subito, è il più grande club d'Italia insieme all'Inter e al Milan, ma è un dato di fatto che ci vuole tempo. I nostri tifosi sono abituati molto bene ed è giusto che sia così, perché siamo la Juventus, ci vuole solo un po' di pazienza in questo momento qui perché siamo una squadra giovane fatta di grandi giocatori, ma non solo: sono giovani professionisti con grande standing umano e questo non è facile da trovare al giorno d'oggi. Anche i più giovani sono ragazzi veramente seri e tutto questo mi porta a pensare che, non so quando, ma arriveremo a ottenere i nostri obiettivi."

  • Pubblicità
    Pubblicità
0