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Sergej Milinkovic-Savic Lazio 2022-23Getty Images

Perché Milinkovic-Savic non è andato alla Juventus, all'Inter o al Milan

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Sergej Milinkovic-Savic diventerà presto un giocatore dell'Al Hilal. E dunque, alla fine, lascerà l'Italia e l'Europa per provare a intraprendere una nuova avventura dall'altra parte del mondo, in Arabia Saudita. Decisivo l'affondo delle scorse ore, decisiva l'offerta di 40 milioni alla Lazio e di 20 e passa al calciatore.

"Perché va via? Non so se sia un problema di stimoli, se uno vuole andare in Arabia lo stimolo sono solo i soldi - ha detto il presidente della Lazio, Claudio Lotito - Ma dovete chiederlo a lui. Ho cercato fino all’ultimo di tenerlo, ma quando uno mi chiede per un fatto suo e personale di andare via che posso fare? Lui mi ha telefonato pregandomi di lasciarlo andare".

Juventus, Inter e Milan, dunque, rimangono con un pugno di mosche in mano. Tutte e tre sono state accostate a rotazione a Milinkovic-Savic, tutte e tre guardano ora il Sergente fare le valigie con destinazione Arabia Saudita. Ma perché il serbo non rimarrà a giocare in Italia, trasferendosi a Torino o a Milano?

  • IL CONTRATTO DI MILINKOVIC-SAVIC

    Innanzitutto, Milinkovic-Savic va in scadenza con la Lazio nel 2024. E ciò significa che nelle scorse sessioni di mercato la Lazio non aveva urgenza assoluta di cedere il gigante serbo, urgenza che - almeno prima dell'irruzione sulla scena dell'Al Hilal - aveva cominciato concretamente a manifestarsi, assieme alla prospettiva di perderlo a zero tra meno di un anno.

    Tradotto: Lotito si è sempre tenuto stretto Milinkovic, sparando alto nei confronti di qualsiasi potenziale pretendente, anche grazie a una situazione contrattuale non così spinosa da gestire. Quando la vicenda si è fatta scottante, poi, ecco arrivare in aiuto l'Al Hilal con i suoi milioni freschi freschi.

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  • LE ITALIANE NON POSSONO FARE FOLLIE

    E qui ci si ricollega a un altro punto focale, che riguarda il nostro calcio nel complesso: mentre si prendeva giustamente il lusso di sparare un prezzo di cessione altissimo per Milinkovic-Savic, Lotito non trovava alla porta acquirenti concretamente interessati a portare via il serbo dalla Lazio, spendendo cifre fuori portata praticamente per chiunque in Italia (i 100 milioni ribaditi a più riprese dal patron biancoceleste, ad esempio).

    E così la Juventus - che pure quest'estate un pensiero a Milinkovic-Savic lo stava facendo sul serio - un anno fa si è riportata Pogba a casa a parametro zero, l'Inter ha fatto di Barella un simbolo e strada facendo ha capito di poter contare anche su Mkhitaryan oltre che su Calhanoglu, mentre il Milan ha presto dimenticato Milinkovic, sposando il progetto sostenibile voluto da Elliott.

    A proposito di Milan: Lotito ha raccontato al 'Messaggero' che "è vero, decisi di rifiutare un'offerta da Galliani (ma nel 2018, l'anno di riferimento, l'ex amministratore delegato rossonero non faceva più parte del club, ndr) di 140 milioni. Erano 60 subito e altri 80, pagabili in 5 anni con la Champions". Altri tempi.

    Da sottolineare, peraltro, come il discorso relativo a Juventus, Inter e Milan possa essere esteso anche ai più grandi club d'Europa: i Real Madrid, i Manchester United, i PSG. Tutti accostati con discreta frequenza a Milinkovic-Savic, nessuno così propenso a svenarsi per fargli lasciare l'Italia. Anche perché la mancata vetrina della Champions League, edizione 2020/2021 esclusa, lo ha sempre posto un gradino sotto i campioni in termini di considerazione generale.

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  • MILINKOVIC NON HA FORZATO LA MANO PER ANDARSENE

    E poi si può spostare l'attenzione proprio su Milinkovic-Savic. Il celebre "mal di pancia" di raioliana memoria non lo ha mai coinvolto fino in fondo. Almeno, non pubblicamente. Nel senso che la mezzala laziale non si è mai permessa di operare un muro contro muro con il club che lo ha portato in Serie A nel 2015, evitando di forzare la mano a suon di dichiarazioni, di assenze agli allenamenti, di post social al veleno.

    Nulla di nulla, a parte qualche dichiarazione di Mateja Kezman, il suo agente. Tanto che gli anni di matrimonio tra Milinkovic-Savic e la Lazio, alla fine, sono stati otto. Il serbo ha trovato la propria dimensione nel centrocampo a tre di Simone Inzaghi e poi in quello di Maurizio Sarri, senza risentire troppo della trasformazione tattica della squadra dal 3-5-2 al 4-3-3. Ha segnato, ha fornito assist, ha dominato nel gioco aereo, si è imposto come uno dei centrocampisti più impattanti della A, ma non ha mai usato tutto questo a proprio vantaggio per forzare una cessione.

    Lo ha fatto ora, all'Al Hilal, pregando la Lazio - Lotito dixit - di accettare l'offerta economicamente irrinunciabile dei sauditi. E ora se ne andrà veramente, scrivendo un capitolo finale che, alla fine, sembra accontentare un po' tutti.

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