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McKennie WeahGetty Images

Garanzie tattiche e la stima di Allegri: perché alla Juventus gioca McKennie e non Weah

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Quando Timothy Weah ha lasciato il Lille per venire in Italia e giocare con la Juventus, l'idea generale era che lo avrebbe fatto da esterno in un tridente offensivo. Sbagliato: Massimiliano Allegri non si è mosso dal 3-5-2 della scorsa stagione, ha confermato la difesa a tre, ha puntato sulla coppia Chiesa-Vlahovic.

E Weah? Ha giocato comunque. Da esterno a tutta fascia, stavolta. Lui che sarebbe un attaccante e che invece è stato piazzato a fare il Cuadrado, come del resto aveva già fatto in alcune occasioni in Francia.

Solo che, da qualche tempo a questa parte, Weah non gioca più. O meglio: non gioca più dall'inizio. Era stato preso per fare il titolare e ora il posto da titolare deve invece riconquistarselo, rialzandosi faticosamente da una panchina che pare essere diventata la propria casa.

  • Weah Juventus 2023Getty

    DA TITOLARE A RISERVA

    Weah è partito dall'inizio nelle prime due partite di campionato della Juventus. Segno, appunto, che a presidiare la fascia destra bianconera nei piani estivi dell'allenatore c'era proprio lui. Dentro contro l'Udinese, dentro anche contro il Bologna.

    A Udine l'americano ha offerto una prestazione nella norma, discreta, senza troppi squilli. Una serata non esaltante lasciata in secondo piano dal modo con cui la Juve ha fatto un sol boccone dei padroni di casa. Contro il Bologna ha invece sofferto nel primo tempo ed è migliorato nel secondo.

    Poi, Allegri ha deciso di puntare su qualcun altro. Anche lui con il cuore a stelle e strisce. Weston McKennie è diventato il padrone della fascia e Tim è finito in panchina. Dove siede ancor oggi, dopo un mese.

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  • PERCHÉ MCKENNIE E NON WEAH

    McKennie, in questo momento, dà semplicemente più garanzie di Weah ad Allegri. Soprattutto dal punto di vista tattico, aspetto imprescindibile nei concetti del tecnico bianconero, per il quale l'equilibrio viene prima di tutto. Anche se l'ex Schalke 04 non sarebbe un esterno. Anche se il suo ruolo naturale sarebbe quello della mezzala. Del resto conosce bene il mondo Juve e la Serie A, avendoci già giocato per due anni e mezzo prima di volare in Premier League.

    Allegri vede di buon occhio Weah, che però, evidentemente, deve ancora entrare appieno nei meccanismi italiani. McKennie, contemporaneamente, l'ha sempre stimato. Il suo trasferimento in prestito al Leeds, che peraltro in caso di salvezza l'avrebbe riscattato a titolo definitivo, non è dipeso dal mancato gradimento dell'allenatore, che anzi, nella prima parte del 2022/23 aveva puntato spesso e volentieri su di lui (anche da esterno, come nell'1-5 di Napoli).

    Dopo la partita contro la Lazio, ad esempio, Allegri ha detto: "McKennie ha goal e assist nelle gambe, mentre Weah può ancora crescere molto". Durante quella partita, peraltro, il tecnico livornese aveva lasciato la panchina proprio dopo un errore sotto porta dell'ex Lille. Semplice curiosità.

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  • Weston Mckennie Juventus 2023Getty Images

    DA ESUBERO A PRIMA SCELTA

    Strana, poi, la storia di McKennie. Opposta a quella del connazionale Weah, a ben vedere. In estate doveva andarsene, era uno dei primi indiziati a lasciare la Juventus. Lo volevano in mezza Europa, nonostante il ricordo da cancellare di una retrocessione fresca fresca. Invece non se n'è fatto nulla: Wes è rimasto a Torino, tra lo stupore generale, sapendo di dover risalire la china e ribaltare gerarchie.

    Lo ha fatto. E da quando Allegri lo ha promosso titolare, è stato uno dei migliori della Juventus. Sia contro la Lazio che contro il Lecce è stato decisivo: dal suo piede destro sono partiti il primo e il terzo goal di Vlahovic contro i biancocelesti e quello di Milik contro i salentini.

  • MCKENNIE O WEAH: CHI GIOCA ORA

    Pochi dubbi: oggi il titolare sulla destra è McKennie. E sarà così anche nella prossima partita, che la Juventus giocherà domenica pomeriggio in casa dell'Atalanta. Mentre Weah parte in seconda fila nelle gerarchie allegriane.

    Il calcio è mutevole, il pallone rotola dove gli pare, ma intanto la situazione è questa. Impensabile solo un paio di mesi fa, realtà oggi.

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