Jonathan Ikoné non avrebbe neppure giocato malaccio, nel primo tempo di Napoli-Fiorentina. Il problema è che, proprio quando le due squadre si apprestavano a tornare negli spogliatoi per l'intervallo, è stato lui il protagonista del patatrac.
Ikoné si è presentato sul dischetto, prendendosi l'onere e l'onore di battere il calcio di rigore del possibile 1-1 (Giovanni Simeone aveva già trovato il vantaggio per il Napoli). Rigore che, peraltro, lui stesso si era guadagnato dopo essere stato toccato in area da Mario Rui. Però è andata male, malissimo: Gollini spiazzato, sinistro sopra la traversa, polemiche.
Già, perché non tutti hanno capito quel che è accaduto a Riyadh. Anzi, lo hanno capito in pochi. In sostanza: perché proprio Ikoné è andato a battere il rigore che avrebbe potuto riportare la semifinale di Supercoppa Italiana in equilibrio?
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