Pubblicità
Pubblicità
Questa pagina contiene link di affiliazione. Quando acquisti tramite i link forniti, potremmo guadagnare una commissione.
Allegri Milan SassuoloGetty

Perché Allegri ha ragione quando dice che il suo Milan non è da Scudetto

Pubblicità

Una domenica indigesta per le ambizioni tricolori rossonere. Il pareggio interno contro il Sassuolo rallenta la corsa del Milan, nonostante la squadra di Allegri sia seconda solitaria a un punto dall’Inter capolista.

Due punti persi o un punto guadagnato? Questione di prospettive. Allegri a fine partita non ha avuto dubbi ad affermare che il punto contro il Sassuolo sarà importante ai fini dell’obiettivo finale, che ha sempre prefissato nel quarto posto.

Secondo molti il tecnico rossonero si è sempre nascosto per pretattica, evitando strategicamente di parlare di Scudetto: al momento però la sensazione è che, nonostante gli ottimi risultati, questo Milan difficilmente potrà lottare per il tricolore fino a maggio.

  • IL REALISMO DI ALLEGRI

    “Portiamo a casa un pari che oggi sembrano due punti buttati e invece alla fine risulterà utile. Il nostro percorso è quello di arrivare al 25 maggio tra le prime 4. Sappiamo che dobbiamo continuare a lavorare e dobbiamo iniziare a prendere meno goal perché ne abbiamo presi troppi”, le parole di Allegri a DAZN dopo il 2-2 contro il Sassuolo. Strategia o realismo? La sensazione è che il tecnico rossonero sa bene di non avere una rosa attrezzata per contendere lo Scudetto a Inter e Napoli.

  • Pubblicità
  • CERCASI CENTRAVANTI

    Ma perché questo Milan difficilmente potrà arrivare a maggio in piena corsa Scudetto? Il limite più evidente della rosa attuale rossonera è la carenza di un centravanti di ruolo. Gimenez, il 9 rossonero, fino a questo momento è ancora a quota zero goal in campionato, oltre a essere ormai da diverse settimane ai box per infortunio.

    Leao non è un centravanti ma nonostante questo si sta adattando, Nkunku (nonostante qualche piccolo segnale di ripresa) continua a essere un oggetto misterioso e il solo Pulisic non può reggere il peso dell’attacco.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • MAL DI “PICCOLE”

    Grande con le grandi, piccolo con le piccole. Il Milan di Allegri continua a perdere punti contro le neopromosse o comunque contro squadre che lottano per non retrocedere. Contro il Sassuolo i rossoneri non sono andati oltre il 2-2, stesso risultato ottenuto contro Pisa e Parma, peggio ancora invece il Milan ha fatto all’esordio perdendo contro la Cremonese. Troppi punti persi con le piccole per poter ambire al tricolore.

  • RICAMBI NON ALL’ALTEZZA

    La scelta di una rosa corta risponde a una precisa strategia societaria, visto che i rossoneri sono impegnati solo in campionato (oltre alla Supercoppa Italiana, dalla Coppa Italia sono già stati eliminati). Nonostante la questione numerica, la sensazione è che il livello delle prime alternative sia molto più basso rispetto ai titolari, almeno in alcuni reparti (oltre l’attacco). Difesa ed esterni su tutti. De Winter non è riuscito a inserirsi al meglio, Athekame è ancora troppo acerbo, Estupinan è stato “retrocesso” a riserva.

  • Pubblicità
    Pubblicità
  • SNODO A GENNAIO

    Cosa vorrà fare il Milan da grande? Lottare per il tricolore o “accontentarsi” di provare a chiudere tra le prime quattro, obiettivo sbandierato dalla società e da Allegri a più riprese? Una risposta più chiara a questo quesito si avrà al termine del mercato di gennaio: per ambire allo Scudetto il Milan dovrà intervenire in maniera importanti in alcuni reparti. Ancora qualche settimana di pazienza.

0