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Soulé FrosinoneGetty Images

Soulé: "La Juventus non era il club che mi offriva di più, ma l'ho scelta dopo 10 minuti"

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I goal segnati in campionato, il suo primo vero campionato da protagonista, sono già cinque. Al di là dei crudi numeri, Matias Soulé ha acquisito una certezza: quella di poter essere davvero protagonista in Serie A.

Lo sta facendo con la maglia del Frosinone, il club che in estate lo ha acquisito in prestito dalla Juventus. Sempre sotto l'occhio vigile della casa madre, pronta a riportarlo a Torino al termine della stagione per farne, chissà, un cardine della stagione che verranno.

Ma questo è il futuro. Il presente si chiama Frosinone. E magari anche Argentina, in attesa che l'inserimento tra i preconvocati di Scaloni si trasformi in una chiamata vera e propria.

Di questo e di altro ha parlato Soulé in un'intervista a Sportweek, settimanale della Gazzetta dello Sport in edicola questa mattina.

  • Matias Soulé Cagliari Frosinone Serie AGetty

    SULL'ESPERIENZA A FROSINONE

    "A Frosinone sto benissimo, la città è fantastica, tranquilla, ideale per me e la mia famiglia. I tifosi invece sono scatenati, per fortuna! Si fanno sentire in casa e in trasferta, mi fanno ricordare gli stadi argentini.

    Il coro "ha segnato Soulé"? È emozionante, non me l'aspettavo. L'ho sentito bene anche in quella disgraziata partita contro il Cagliari in cui ovviamente avrei preferito non fare gol e vincere. In ogni caso spero continuino a cantarlo per molto, significherebbe che io sto continuando a segnare".

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  • IL CASO SCOMMESSE

    "Gestire tanti soldi non è facile? (l'intervistatore gli chiede del caso scommesse che ha coinvolto Fagioli e Tonali, ndr). È vero, per fortuna non ho mai avuto questo vizio e di certo non mi verrà".

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  • Soulé JuventusGetty Images

    LA CHIAMATA DELLA JUVENTUS

    "Come fosse successo stamattina, è stato incredibile. Ero a una grigliata con mio padre e il mio procuratore e mi sono state rivelate le squadre europee che mi volevano. Mi hanno detto: ‘Scegli con calma, prenditi tutto il tempo’. Dopo 10 minuti ho risposto: ‘Scelgo la Juve’.

    Perché era la sfida più bella e impegnativa, nonostante non fosse il club che mi offriva più soldi. Sapevo che non sarebbe stato facile arrivare in prima squadra in un club tanto grande, ma sono competitivo e ambizioso e punto sempre al massimo".

  • IL PERIODO A TORINO

    "Ho imparato tantissimo. L'ultimo anno in particolare, quando sono salito in prima squadra, pur non giocando molto ho scoperto cose fondamentali che mi serviranno per sempre. Avevo dei campioni come compagni, ogni allenamento una lezione di calcio.

    Di Maria? Il Fideo è un grande maestro. Siamo molto amici, mi scrive sempre. E prima che iniziassi a segnare mi mandava messaggi come: "Quando ti svegli e inizi a far gol?". Beh, ha funzionato... Ci siamo sentiti anche per commentare la ia scelta di puntare a giocare con l'Argentina".

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  • SouléGetty Images

    SUL NO ALL'ITALIA E A SPALLETTI

    "Io sono argentino, il mio cuore è argentino e giocare con la mia nazionale per me è un sogno. Spalletti mi aveva telefonato, poi è venuto a Frosinone e io mi sono limitati a dirgli che mi sento argentino e che voglio aspettare l'Argentina.

    Non è scontato che mi chiamino, ma è un'altra di quelle sfide difficili che mi stimolano".

  • IL GRANDE SOGNO

    "Vincere un Mondiale. E la Champions League. Ve l'ho detto, punto al massimo".

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