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Huijsen gfxGOAL

Cosa deve aspettarsi la Roma da Huijsen e viceversa: i perché di uno "strano" trasferimento

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E dunque, il ribaltone è realtà. Niente Frosinone, come pareva ormai certo fino a qualche giorno fa: la destinazione di Dean Huijsen è sempre nel Lazio, ma a Roma, sponda giallorossa.

Due mondi diversi, due modi diversi di concepire un trasferimento. Dalla lotta per la salvezza, che Huijsen avrebbe affrontato nella brillante rosa di Eusebio Di Francesco, a quella per un posto in Champions League. Perché sì, l'obiettivo della Roma è e rimane chiudere il campionato tra le prime quattro.

Non è normale che un giovane della Juventus passi alla Roma. In prestito, peraltro. Non è normale perché Madama, solitamente, operazioni del genere le conduce con club di medio-basso livello. Eppure è un'operazione che, tutto sommato, un senso può anche averlo.

  • COSA DEVE ASPETTARSI LA ROMA DA HUIJSEN

    Eppure, in maniera insolita, la Roma ha deciso di sorpassare il Frosinone proprio quando il club ciociaro stava già vedendo la linea del traguardo. Prendendo Huijsen, la dirigenza giallorossa ha finalmente rinforzato una retroguardia sofferente, in emergenza totale da settimane se non da mesi.

    Celik terzo sul centro-destra, Cristante arretrato dal centrocampo e chi più ne ha più metta. Dall'inizio della stagione, José Mourinho è stato costretto agli straordinari per costruire una retroguardia credibile. Contro la Cremonese, ottavo di finale di Coppa Italia vinto per 2-1 in rimonta, i giallorossi hanno concluso la partita senza centrali difensivi di ruolo.

    "Se c’è bisogno che Lukaku giochi difensore centrale giocherà difensore centrale - ha detto ironicamente il portoghese, riferendosi al derby di Coppa Italia contro la Lazio in programma la prossima settimana - Per il rispetto che abbiamo per il club, andiamo con tutto quello che abbiamo".

    Ecco: l'innesto di Huijsen serve innanzitutto a questo, a tappare i buchi difensivi venutisi a creare in primis con il prolungato infortunio di Smalling, quindi con la partenza per la Coppa d'Africa di Ndicka. Senza dimenticare un Kumbulla ancora a mezzo servizio e mai in campo in questa stagione. La Roma aveva bisogno di un nuovo difensore subito: non la settimana prossima, o a fine mercato. E ha preferito agire in questo modo, piuttosto di intavolare complicate trattative per elementi più esperti.

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  • HUIJSEN TITOLARE: PERCHÉ NO?

    Poi, è il pensiero comune, da qui a pensare a Huijsen come a un titolare indiscusso nella difesa della Roma ce ne passa. Perché si parla pur sempre di un prospetto, di un giovanotto con il futuro dalla propria parte, ma che in Serie A ha messo assieme appena 12 minuti nel finale della partita di ottobre contro il Milan, suddividendo per il resto la propria breve carriera tra Campionato Primavera e Serie C.

    Eppure l'emergenza è emergenza. Ed è emergenza vera. Tanto che sì, il giovane Dean potrebbe davvero ritagliarsi uno spazio non indifferente negli undici titolari di Mourinho. Magari già a partire da domenica contro l'Atalanta, perché no: Ndicka non ci sarà, Smalling e Kumbulla men che meno, e dunque l'opzione di un affrettato e frettoloso esordio dall'inizio in Serie A rischia di prendere sempre più corpo con il passare delle ore e dei giorni.

    L'alternativa è, ancora una volta, l'arretramento di Cristante in difesa: uno spostamento che Mourinho ha sempre digerito malvolentieri. A disposizione anche Celik, che giocherebbe sul centro-destra con la conseguente rotazione di Mancini e Diego Llorente. Tutti calciatori adattati. Mentre Huijsen è un difensore centrale. Vero.

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  • COSA DEVE ASPETTARSI HUIJSEN DALLA ROMA

    Poco più di dieci giorni fa, Huijsen scendeva in campo con la maglia della Juventus Next Gen contro la Vis Pesaro, per il campionato di Serie C. Poi è andato in panchina con la prima squadra contro la Roma, con tanto di abbraccio post partita con Mourinho, e in Coppa Italia contro la Salernitana.

    Nella testa del ragazzo, le prospettive erano due: preparare l'impegno della Next Gen contro il Pescara, domenica 7, oppure venire aggregato alla truppa di Massimiliano Allegri e guardare dalla panchina i vari Gatti, Bremer, Danilo, Alex Sandro sfidare la Salernitana all'Arechi poche ore più tardi. Tutto sommato normale per un diciottenne.

    Ma ora le prospettive sono cambiate. Grazie alla Roma, Huijsen può far decollare in anticipo la propria carriera. E quella formula del trasferimento inserita nell'accordo tra i due club - prestito secco oneroso a 700mila euro, che diventerebbero 500mila nel caso l'olandese disputi almeno 10 partite - gioca a suo favore. In pratica, più scende in campo e meno la Roma lo pagherà.

  • COSA DEVE ASPETTARSI LA JUVENTUS DA TUTTO QUESTO

    E la Juventus? Ha deciso di venire meno a un'intesa quasi totale col Frosinone per dirottare Huijsen verso Roma. L'intento è quello di mettere alla prova Huijsen in un contesto di alto livello com'è quello romanista, tra la lotta per un posto in Champions League e la fase a eliminazione diretta di Europa League.

    Lo stesso Huijsen, poi, non è rimasto convinto dallo scenario di trasferirsi a Frosinone. Eusebio Di Francesco, alla vigilia della partita di sabato contro il Monza, ha detto: "Ha fatto scelte diverse, che non mi interessano. Qui deve venire chi ha il desiderio di giocare per il Frosinone". L'olandese, evidentemente, questo desiderio non ce l'aveva. E la Juventus lo ha accontentato.

    Huijsen tornerà a Torino al termine della stagione, escludendo lo scenario di una nuova intesa tra i due club. E lo farà con un bagaglio d'esperienza superiore, frutto degli insegnamenti di Mourinho e della coesistenza con elementi come Paulo Dybala e Romelu Lukaku. Il minutaggio, poi, sarà un altro discorso. Ma dipenderà anche da lui.

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