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Donnarumma PSGGetty

Parla Donnarumma: "Da quando ho lasciato l'Italia sono un po' troppo bersagliato, questo dà fastidio"

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Di Gigio Donnarumma si parla spesso e volentieri. A volte nel bene, a volte nel male. Dipende dalle prestazioni con il PSG e con l'Italia, fermo restando che con i campioni è così: sono sempre sulle prime pagine.

In un'intervista a Sportmediaset, l'ex portiere del Milan ammette che "da quando ho lasciato l'Italia sono un po' troppo bersagliato", e che "questo dà fastidio". Ma anche di sapere, dall'alto di un'esperienza quasi decennale, come funzionano le cose in questo mondo.

Ma all'interno della chiacchierata c'è molto altro: dalla corsa allo Scudetto in Serie A all'ossessione per una Champions League che il PSG non ha ancora mai visto.

  • "TROPPO BERSAGLIATO"

    "Sono molto autocritico su me stesso. A fine partita cerco sempre di capire su cosa posso fare meglio, cosa si poteva fare di più, magari su un gol subito. Nell'ultimo periodo, da quando ho lasciato l'Italia, sono un po' troppo bersagliato, questo un po' dà fastidio. Però ormai ho le spalle larghe, è da tanti anni che gioco quindi so come funziona e so cosa devo fare per restare nella mia bolla".

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  • COSA MANCA AL PSG PER VINCERE LA CHAMPIONS

    "Ogni anno ci sono tante squadre organizzate e forti, quindi non è facile vincere la Champions. Per vincerla bisogna essere bravi e anche un po' fortunati perché è una competizione talmente bella con squadre forti che poi quando giochi una partita ai quarti o in semifinale c'è sempre il 50 e 50. É sempre tutto da vedere e da decidere. Noi siamo una squadra forte, sono partito da qui che è una squadra incredibile, c'era Leo (Messi, ndr), c'era Kylian (Mbappé, ndr), Neymar, però io penso che la cosa principale sia il gruppo oltre ai grandi campioni che sicuramente servono per vincere una competizione del genere. L'importante è creare il gruppo. Quest'anno siamo un bel gruppo, siamo molto giovani, abbiamo bisogno di fare esperienza, alcuni l'hanno già, però penso che quest'anno possiamo dire la nostra anche se abbiamo un girone non facile. É una competizione difficile ma dobbiamo pensare partita dopo partita. 

    Ossessione? Quando sono arrivato c’era sì, invece non deve essere così, non ci deve pesare tanto. Bisogna affrontare una partita emozionalmente diversa perché quando giochi la Champions capisci dall'esterno che c'è un ambiente diverso. Però bisogna affrontarla con serenità e pensare partita dopo partita, poi il campo dirà dove possiamo arrivare".

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  • IL CONSIGLIO A CAMARDA

    "Ho conosciuto Francesco quest’anno quando abbiamo giocato un’amichevole a Empoli, prima dell’Europeo. La prima impressione è che sia un ragazzo eccezionale, come persona l'ho visto molto umile, è veramente un bel ragazzo. Spero che possa fare davvero bene, soprattutto al Milan può dare tanto. È importante rimanere con i piedi per terra, ma quello non c'è problema perché l'ho visto che è un ragazzo molto equilibrato. Deve crescere e deve fare anche i suoi errori, lasciarlo tranquillo e sono sicuro che poi arriverà lontano".

  • LA FAVORITA PER LO SCUDETTO

    "Guardo spesso le partite, quest'anno vedo un bel campionato. Il Napoli con Conte penso che possa fare molto bene, possa dar fastidio e senza coppe penso che abbia più possibilità di vincere lo scudetto. Però c'è il Milan, c'è l'Inter, c'è la Juve, quindi è tutto da vedere. Sarà un bel campionato fino alla fine".

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  • GLI EUROPEI E LA NAZIONALE

    "Penso che sia mancata quella energia positiva del gruppo che si era creato all'Europeo scorso, penso che sia mancato un po' quello. Dispiace perché abbiamo qualità e avevamo qualità, quindi si poteva fare sicuramente meglio. Purtroppo non è andata bene, siamo usciti un po' male. L'importante è ripartire. Siamo ripartiti bene, ma il bello e il difficile è confermarsi, quindi c'è da tenere la testa sulle spalle, lavorare e seguire il mister. Con il mister stiamo facendo un lavoro straordinario, quindi c'è da seguirlo e penso che nel prossimo periodo faremo molto bene.

    Le mancate qualificazioni ai Mondiali? Purtroppo ho assistito a tutte e due e devo dire che è una roba inspiegabile come lo è anche per tutti gli italiani. L'Italia deve esserci al Mondiale e la storia lo insegna. Il messaggio che posso dare è che daremo tutto sia per andarci sia per fare molto bene al nostro prossimo Mondiale".

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