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Osimhen Napoli Juventus penaltyGetty Images

Osimhen e i rigori, un problema per il Napoli verso Barcellona: ha un rendimento del 50%

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Alla fine domenica Victor Osimhen ha esultato, come del resto tutti i suoi compagni. Perché il Napoli ha segnato, perché il Napoli ha battuto la Juventus, perché il Napoli ha finalmente rialzato testa e classifica dopo l'arrivo in panchina di Francesco Calzona.

Poi, certo, se si va a guardare il pelo nell'uovo la stonatura è piuttosto evidente: Osimhen quel calcio di rigore al minuto 88 lo ha formalmente sbagliato, facendoselo respingere da Szczesny e rischiando di mandare tutto all'aria. Per fortuna del nigeriano il compagno Raspadori si è fiondato sul pallone, indirizzandolo in rete sulla ribattuta.

Un dettaglio, all'interno della gioiosa notte partenopea. O forse no. Perché il dato di Osimhen dal dischetto, adesso, comincia a diventare decisamente preoccupante.

  • Victor Osimhen Bologna Napoli

    RENDIMENTO DEL 50%

    Osimhen è già al secondo calcio di rigore sbagliato in questa stagione. Il primo l'aveva clamorosamente fallito a Bologna a fine settembre, spiazzando Skorupski ma calciando a lato. E quello sì era risultato decisivo per la mancata vittoria del Napoli al Dall'Ara: 0-0.

    Le esecuzioni trasformate, invece? Due anche quelle: una contro il Sassuolo a fine agosto (2-0), l'altra contro la Fiorentina a inizio ottobre (sconfitta per 3-1 al Maradona). In pratica, Osimhen metà rigori li ha segnati e metà li ha sbagliati. Con un rendimento, tutt'altro che eccezionale, del 50%.

    Il problema vero è che non è un caso isolato. Anzi, si sta ripetendo la stessa storia della scorsa stagione. Anche allora Osimhen aveva calciato quattro rigori tra tutte le competizioni e anche allora ne aveva trasformati appena due. Per sua fortuna i due sbagliati, contro la Fiorentina in campionato e il Liverpool in Champions League, erano stati ininfluenti ai fini del risultato (1-0 e 4-1 rispettivamente).

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  • IL BARCELLONA ALLE PORTE

    L'altra questione da sottolineare è che all'orizzonte si sta stagliando la partita delle partite (almeno fino a questo momento). Martedì 12 marzo, Barcellona-Napoli, ritorno degli ottavi di finale di Champions League, tutto aperto dopo l'1-1 dell'andata. Gara in cui peraltro ha segnato proprio Osimhen, al rientro dopo la Coppa d'Africa. Su azione, però.

    Se al Napoli verrà assegnato un calcio di rigore, è presumibile che possa tornare lui sul dischetto: del resto è il rigorista numero uno. Così come è facilmente pensabile che la fiducia del nigeriano, uno che pure ha le spalle larghe come un bulldozer, non sia esattamente schizzata ai massimi livelli dopo l'errore dal dischetto contro la Juventus.

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  • Politano Napoli Salernitana penaltyGetty Images

    ALTERNATIVA POLITANO

    E così, Calzona e il Napoli si tengono pronta l'alternativa. Si chiama Matteo Politano, non è Osimhen però è, sì, un buon rigorista: in questa stagione si è presentato per due volte dagli undici metri e in entrambe le occasioni ha fatto centro, superando prima il leccese Falcone e poi il granata Ochoa. Rendimento realizzativo impeccabile: 100%.

    Guardando al ruolino di marcia storico di Politano, si scopre inoltre che l'ex nerazzurro ha segnato 10 rigori su 13, sbagliandone appena tre. Lo scorso anno, altra stagione in cui il problema si è palesato nonostante il dominio in Serie A, ha fatto tre su quattro. Uno lo ha calciato anche in Champions, esultando ad Ibrox Park contro i Rangers dopo che in precedenza Zielinski si era fatto ipnotizzare due volte dal portiere di casa McGregor.

  • IL CASO ZIELINSKI

    Ecco, Piotr Zielinski. Un altro rigorista a disposizione del Napoli, nonostante la notte storta di Glasgow del settembre 2022. Da agosto a oggi il polacco ha avuto a disposizione due esecuzioni e in entrambi i casi ha timbrato il cartellino: contro l'Udinese e contro il Real Madrid, peraltro nello spazio di pochissimi giorni.

    Un'altra soluzione in vista di Barcellona, giusto? Sbagliato. Perché il futuro centrocampista dell'Inter in Catalogna nemmeno ci sarà, come noto, non essendo stato inserito dal Napoli nella lista UEFA per la fase a eliminazione diretta della Champions League. Un'alternativa in meno, un grattacapo in più per Calzona.

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