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Orsolini BolognaGetty Images

Orsolini spiega l'esultanza alla Joker e rivela: "Non bacio mai lo stemma della maglia, mai"

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Riccardo Orsolini non è stato convocato da Luciano Spalletti né per gli Europei, né per le prime sfide del nuovo ciclo dell'Italia. Ma ormai ha imparato a prenderla con filosofia. Anche perché il momento che sta vivendo col Bologna è di nuovo entusiasmante.

L'ex atalantino è andato a segno a Cagliari (gran goal), poi col Lecce, con un colpo di testa determinante per spezzare la resistenza salentina a pochi minuti dalla fine, e infine a Roma grazie anche a una deviazione. Risultato: la squadra di Vincenzo Italiano è tornata a mettere le ali e si è pesantemente rialzata in classifica dopo un avvio di campionato stentato.

Proprio Orsolini ha rilasciato un'intervista all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Tanti gli argomenti, tante le risposte che fanno capire che sì, sotto le Due Torri l'aria è davvero cambiata.

  • L'ESULTANZA COME JOKER

    "Ho esultato come Joker (lo ha fatto sia dopo aver segnato contro il Lecce che dopo aver punito la Roma, ndr), allargando forzatamente il sorriso, perché vedevo troppi volti scuri. E fatti una risata va', che tutto viene meglio...

    Se ho mai rischiato di perdere il sorriso a Bologna? No e cercherò sempre di non perderlo. Mai. Tutto quello che ho è un privilegio, i problemi nella vita sono altri; noi calciatori viviamo in una bolla e so quanti sacrifici sono stati fatti, miei e della mia famiglia, possibilità e privazioni. Quindi, sorrido".

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  • LA MANCATA CHIAMATA DI SPALLETTI

    "Ho già detto che a noi ali il nuovo modulo di Spalletti ci penalizza un po'. Non dovete chiederlo a me il perché non arriva l'Italia. Io ci punto, sempre. È un obiettivo, non un cruccio. Ho raggiunto una Fase Zen: dopo l'Europeo ho detto che mai più soffrirò per una delusione calcistica. Prima stavo male".

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  • "NON BACIO MAI LO STEMMA"

    "La fascia di capitano? L'ho avuta all'inizio ma non la ritengo, come succedeva una volta, di vitale importanza. Il significato non è più di leader, a mio parere, oppure sì ma è giusto che giri fra altre braccia, perché tutti possiamo esserlo. Come l'essere "bandiera": con questo termine si pensa a Maldini, Totti, Del Piero e pochi altri. La bandiera non c'è più, quelli di una volta avevano altri spessori. Per esempio, io non ho mai baciato lo stemma della maglia. Mai. Perché se poi vado via prendi in giro la gente due volte. E di andar via non ne ho proprio voglia".

  • QUANTE VOLTE HA RISCHIATO DI LASCIARE IL BOLOGNA

    "Due, tre, non ricordo. Una volta ero vicino al Siviglia, ma niente. Io qui sono amato e amo Bologna, sto bene, lavoro bene, sono tifoso e vivo bene. E allora dico che se devo andarmene è perché mi svolta la vita, non per complicarmela".

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  • "MANGIATA TANTA M***A"

    "Questa annata è un premio per tutta la m***a che ci siamo mangiati in passato, è un premio per la piazza, il club, per chi ci lavora, i tifosi, noi. Voglio che, si vinca o si perda e sempre dopo ver dato tutto, noi e la gente che ci segue a fine partita ci si veda sempre sotto la curva per applaudirci a vicenda. Comunque vada, va presa col sorriso".

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