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Bologna FrosinoneGetty Images

Orsolini, esterni e qualità: come il Bologna è diventato la rivelazione della Serie A

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"Thiago Motta portaci in Europa"

Al termine della partita contro il Frosinone, vinta per 2-1 dal Bologna domenica pomeriggio, il Dall'Ara si univa in un solo grido. Il destinatario era l'allenatore italo-brasiliano, successore dell'amatissimo Sinisa Mihajlovic, entrato a sua volta nei cuori della gente locale.

Thiago è l'uomo dei sogni. E di sogno si può davvero parlare a Bologna, anche se in fondo non sono trascorse che nove giornate di campionato. Di queste nove partite gli emiliani ne hanno persa appena una, all'esordio contro il Milan, collezionando poi solo risultati positivi: otto di fila, per la precisione. Compresi i punti portati via dalla tana della Juventus e da quella dell'Inter. E se il fallo di Iling Junior su Ndoye all'Allianz Stadium fosse stato punito con il rigore, chissà.

La classifica è un bel vedere: 14 punti, frutto di tre vittorie, cinque pareggi e la già citata sconfitta contro il Milan. La zona Champions League è a -3, così come è distante tre lunghezze il Napoli campione d'Italia.

  • Zirkzee Inter BolognaGetty

    QUALITÀ AL POTERE

    Quando Thiago Motta nel novembre del 2018 veniva presentato come nuovo allenatore del Genoa, la squadra dov'era tornato grande da calciatore meritandosi la chiamata dell'Inter, in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport' delineava così il proprio pensiero tattico e calcistico:

    "Per me la squadra si può leggere anche partendo dalla fascia destra arrivando alla sinistra: che ne dice se giochiamo con il 2-7-2? Siamo in 12? No, io il portiere lo conto in quei 7 in mezzo al campo. Per me l’attaccante è il primo difensore e il portiere il primo attaccante".

    Pura provocazione, naturalmente. Che però riassume piuttosto bene lo schieramento di una squadra spesso corta tra i reparti, qualitativa, bella da vedere. Il tuttofare Aebischer, il nuovo regista Freuler, Ferguson a dividersi tra fase difensiva e inserimenti tra le linee. Come in occasione della prima rete contro il Frosinone. Un bell'orologio, preciso e funzionante.

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  • Saelemaekers BolognaGetty

    LA BATTERIA DI ESTERNI

    Il vero punto di forza del Bologna si trova però nei pressi delle linee laterali. La squadra di Motta può vantare una batteria d'esterni di prim'ordine: da Orsolini a Karlsson, passando per Ndoye. Senza dimenticare l'ex rossonero Saelemaekers, all'esordio contro il Frosinone e autore di una prestazione più che buona, compreso il tiro-assist per l'1-0 di Ferguson.

    Il comune denominatore? Il modo frizzante di interpretare il ruolo, quella sfrontatezza nel puntare l'uomo, ma anche l'età. Tutti loro si trovano nella fase migliore della carriera: dai 22 ai 26 anni. Né troppo giovani e inesperti, né nella fase discendente della carriera. Ed è un concetto che si può allargare all'intera rosa: solo cinque giocatori (Skorupski, Soumaoro, Lykogiannis, Freuler e De Silvestri) superano la trentina.

    Il merito va naturalmente al direttore sportivo Giovanni Sartori, il mago del mercato. L'uomo che ha impresso la svolta al Chievo prima e all'Atalanta poi. Il colpo Posch, terzino goleador attualmente ai box, è una delle sue chicche. Non l'unica.

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  • Orsolini BolognaGetty Images

    UN ORSOLINI DA NAZIONALE

    Oggi il simbolo del Bologna è Riccardo Orsolini. Partito nelle retrovie all'inizio del campionato, si è guadagnato i galloni del titolare strada facendo. A fine settembre a Monza è partito dalla panchina, è entrato nel secondo tempo e Motta gli ha stampato un bacio sulla guancia. Quasi un modo per farlo uscire dall'impasse. E, beh, ha funzionato.

    "Orsonaldo", che ad agosto ha rinnovato fino al 2027, ha messo a segno quattro reti fin qui. Nel calcio collettivo del Bologna, è lui il miglior marcatore. A spiccare, naturalmente, è la tripletta all'Empoli di due giornate fa. Numeri, e un rendimento elevato, che gli hanno consentito di tornare in Nazionale tre anni dopo l'ultima volta.

    "Il mio amore per Bologna è rifiorito? Non era mai appassito - ha detto recentemente in un'intervista alla 'Gazzetta dello Sport' - Se mi chiede quante occasioni ho avuto per cambiare aria le dico non poche. Ma ho sempre pensato di voler diventare grande qui: e le ho rifiutate. Un segno di stima, poi, è che credo la società non si sia seduta a trattare la mia cessione. Oddio, magari se fosse arrivata una valanga di soldi ora sarei altrove ma so che Fenucci mi considera quasi come un figlio, me lo ha detto lui. Qui sto bene, mi vogliono bene e da tempo avevo deciso che la mia esplosione dovesse essere a Bologna. Quindi…".

  • Joshua Zirkzee Inter BolognaGetty

    IL CENTRAVANTI BOA

    Il dubbio estivo, semmai, era un altro: ma chi diavolo sostituirà Marko Arnautovic, l'Ibra del Bologna, catalizzatore di palloni e attenzioni? Non certo Joshua Zirkzee, la su ex riserva. O forse sì?

    Sì, l'onere e l'onore sono ricaduti sull'ex Bayern. Uno che in carriera ha sfondato la doppia cifra solo una volta, all'Anderlecht nel 2021/22, ma per il resto ha sempre segnato pochissimo. E del resto sono queste le sue caratteristiche: quelle di un centravanti boa, elegante, raffinato con la palla tra i piedi, bravo nell'aprire varchi per i compagni, un classico nove che in realtà fa il falso nove.

    Il Bologna non ce l'ha, un centravanti vecchio stampo. E gli sta bene così. Perché Zirkzee fa esattamente quel che Motta gli chiede, nell'ambito di un pensiero calcistico che va al di là della "semplice" misura realizzativa. Dopo il 2-1 sul Cagliari, il tecnico lo ha definito "un giocatore fantastico". E un motivo ci sarà.

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  • Thiago Motta Bologna VeronaGetty Images

    THIAGO MOTTA E IL NAPOLI

    E così, con tutti questi ingredienti, il Bologna si sta gustando un minestrone particolarmente saporito. Settimo posto in coabitazione con la Roma, una sola battuta d'arresto in nove turni. Soltanto Inter, Juventus e Fiorentina hanno perso appena una volta come i Motta boys.

    Non è un caso che in estate si sia parlato anche dell'ex nerazzurro per la panchina del Napoli. Anzi, De Laurentiis lo avrebbe pure chiamato, Motta. Solo che, testuali parole del patron azzurro, l'allenatore bolognese "non se l'è sentita".

    "De Laurentiis non è il mio presidente, zero commenti", gli ha risposto qualche giorno fa Thiago. E il Napoli non è la sua squadra: lo è il Bologna, creatura che ha plasmato a proprio piacimento, trovando un undici ideale nonostante gli infortuni (Posch, Soumaoro, Lucumí) e piazzandosi lì, a un passo dalla zona Europa. Sotto le Due Torri, finalmente, sono tornati a respirare profumo di sogni.

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